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“I Luoghi del Cuore”: il FAI finanzia 20 iniziative

Dalle aree interne alle periferie urbane, risorse record per il recupero di luoghi simbolo dell’identità italiana

“I Luoghi del Cuore”: il FAI finanzia 20 iniziative

L’Italia meno conosciuta, quella lontana dai grandi flussi turistici e spesso più fragile, è al centro dei nuovi interventi promossi dal FAI – Fondo per l’Ambiente Italiano – con il programma “I Luoghi del Cuore”. Saranno 20 i progetti finanziati in 11 regioni, grazie a un contributo economico messo a disposizione dal FAI in collaborazione con Intesa Sanpaolo.

Un bando da record per “I Luoghi del Cuore”

L’esito del bando per la selezione dei progetti di restauro e valorizzazione è stato pubblicato il 21 gennaio. Il finanziamento complessivo ammonta a 700 mila euro, la cifra più alta mai stanziata dal programma, destinata a luoghi spesso poco noti o poco valorizzati, talvolta a rischio, ma capaci di raccontare la storia, la memoria collettiva e l’identità culturale del Paese. Di questi fondi, 520.000 euro sono riservati ai progetti selezionati attraverso il bando. Per la prima volta, ogni bene candidato ha potuto richiedere un contributo fino a 50.000 euro, una scelta che ha permesso di rispondere in modo più incisivo alle necessità dei territori e di rafforzare l’impatto complessivo dell’iniziativa.

I primi classificati al censimento

Una quota pari a 180.000 euro è stata invece destinata ai primi tre luoghi classificati al XII censimento, per interventi da definire insieme al FAI. Al primo posto si è collocato il Santuario di Nostra Signora delle Grazie a Nizza Monferrato (AT), seguito dalla Fontana Antica di Gallipoli (LE) e dalla Chiesa di San Giorgio nel borgo di Tellaro (SP).

Aree interne e periferie al centro degli interventi

La maggior parte dei luoghi sostenuti dal bando si trova lontano dai grandi centri urbani. Diciotto progetti riguardano piccoli Comuni, frazioni, aree montane o isolate, ma anche contesti periferici all’interno di città più grandi. Sono territori in cui il censimento del FAI diventa uno strumento concreto di partecipazione civica, come dimostrano l’impegno e la passione dei numerosi comitati locali coinvolti. I 20 progetti selezionati raccontano storie, tradizioni e paesaggi che rischiano di scomparire. Per molti di questi luoghi, il contributo del FAI rappresenta una reale opportunità di recupero o di rilancio, se non addirittura l’unica possibilità di intervento.

I progetti finanziati: luoghi da riscoprire

Tra i beni che hanno raggiunto la soglia minima di 2.500 voti al censimento emergono realtà poco conosciute, spesso escluse dai circuiti turistici tradizionali, ma di grande valore storico, culturale e ambientale. Tra i progetti sostenuti figurano l’Eremo della Quisquina, immerso nell’entroterra agrigentino e circondato da una foresta di querce secolari sui Monti Sicani; l’Asilo Sant’Elia di Como, capolavoro dell’architettura moderna progettato nel 1937 da Giuseppe Terragni nel quartiere operaio della città; il borgo di Nidastore, il più settentrionale dei castelli di Arcevia (AN); e il Museo Filippa di Rimella, piccolo paese dell’Alta Valsesia con poco più di 140 abitanti, che conserva una singolare collezione di oggetti capaci di raccontare il mondo alle comunità locali.