Dopo oltre venti anni di negoziati, l’Unione Europea e l’India hanno finalmente siglato un accordo di libero scambio (ALS) che apre le porte a un mercato che conta oltre 2 miliardi di persone.
La quadra è stata ufficialmente annunciata a Nuova Delhi il 27 gennaio 2026 dalla presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen, dal presidente del Consiglio Europeo, Antonio Costa, e dal primo ministro indiano Narendra Modi.

Questo storico patto, che segna un’importante svolta nelle relazioni tra i due blocchi economici, rappresenta una mossa strategica per l’Unione Europea, che ha perso una parte significativa del suo alleato politico ed economico con la crescente tensione con gli Stati Uniti, e ha bisogno di cercare nuovi partner commerciali.
Mercato di oltre 180 miliardi di euro
L’accordo riguarda una serie di misure commerciali che offriranno notevoli benefici economici all’Italia, e avrà un impatto diretto su settori chiave come agroalimentare, automotive, farmaceutico, macchinari e prodotti di lusso. Attualmente, l’India e l’Unione Europea scambiano beni e servizi per un valore di oltre 180 miliardi di euro all’anno. Con la riduzione dei dazi e la semplificazione delle regolazioni doganali, si prevede che le esportazioni dell’UE verso l’India aumenteranno significativamente, con una stima di raddoppio delle esportazioni entro il 2032. Le riduzioni tariffarie comporteranno un risparmio annuo di circa 4 miliardi di euro sui da zi doganali.

Impatto direttamente sull’Italia
L’accordo garantirà vantaggi concreti per numerosi settori strategici per l’Italia, che potrà finalmente penetrare un mercato che, fino a oggi, ha rappresentato una sfida commerciale a causa di barriere tariffarie e regolamenti complessi.
1. Settore Agroalimentare e Vino
Uno dei settori che trarrà maggior beneficio è il settore vinicolo italiano. Attualmente, l’India applica dazi del 150% sui vini provenienti dall’Europa. Con l’accordo, questi dazi saranno progressivamente ridotti fino al 30% entro sette anni, e i dazi per i vini premium (oltre i 10 euro a bottiglia) scenderanno al 20%. Questo significa che i produttori italiani di vino, un settore chiave per l’Italia, potranno finalmente entrare in un mercato che fino a oggi era stato praticamente precluso a causa delle alte tariffe. Oltre al vino, anche l’olio d’oliva vedrà un abbattimento dei dazi dal 45% a 0% in cinque anni.
2. Automotive e Macchinari
L’accordo avrà impatti diretti anche sull’industria automobilistica. I dazi sulle auto scenderanno dal 110% al 10% con una quota annua di 250.000 veicoli, mentre i dazi sui componenti automobilistici verranno eliminati nel giro di 5-10 anni. Anche i prodotti industriali italiani beneficeranno di una riduzione dei dazi, inclusi macchinari, prodotti chimici e farmaceutici, con una quasi totale eliminazione dei dazi in molti settori chiave.
3. Farmaceutico e Dispositivi Medici
L’Italia è uno dei principali produttori di farmaci e dispositivi medici in Europa, e l’accordo offrirà nuove opportunità per accedere al mercato indiano, che sta vivendo una crescita rapida nel settore della salute. I dazi sui farmaci e i dispositivi medici saranno significativamente abbattuti, offrendo ai produttori italiani un’opportunità unica in uno dei mercati sanitari più in espansione al mondo.
4. Settori di Lusso e Moda
Le PMI italiane, soprattutto quelle che operano nei settori del lusso e della moda, potranno beneficiare di una maggiore accessibilità al mercato indiano grazie alla riduzione dei dazi. Il settore del Made in Italy è particolarmente forte in India, dove cresce l’apprezzamento per i prodotti di alta qualità e il design italiano.
Opportunità per le PMI Italiane
Per le PMI italiane, l’accordo rappresenta una vera opportunità. L’India, fino a oggi, era un mercato difficile da penetrare a causa delle barriere tariffarie elevate, della complessità normativa e dei costi di accesso. Con l’accordo, queste difficoltà si ridurranno, e le PMI italiane potranno sviluppare strategie di ingresso strutturate nel medio-lungo periodo. Il settore agroalimentare, in particolare, potrà beneficiare della riduzione dei dazi, ma le PMI dovranno comunque affrontare sfide legate alla competitività e alla conoscenza del mercato.
Le reazioni
Antonio Tajani, vicepresidente della Commissione Europea, ha definito l’accordo con l’India come un’opportunità per le imprese italiane in settori come macchinari, farmaceutico e agroalimentare.
In particolare, il settore vinicolo ha salutato l’accordo con entusiasmo, vedendo finalmente la possibilità di conquistare un mercato che fino a oggi è stato inaccessibile a causa dei dazi. Secondo l’Unione Italiana Vini (UIV), la riduzione progressiva dei dazi sul vino rappresenta una vera rivoluzione per l’esportazione di vino italiano in India, con i dazi che passeranno dal 150% attuale al 30% in 7 anni, con un vantaggio particolare per i vini premium.
Anche il Consorzio Italia del Gusto ha espresso entusiasmo, sottolineando come l’accordo segni una discontinuità reale nel rapporto commerciale con l’India, che fino a oggi era stato un mercato difficile da affrontare per le PMI italiane. La riduzione dei dazi offre ora una sostenibilità economica per i prodotti italiani di qualità, che fino a oggi erano stati ostacolati dalle barriere tariffarie e dalle difficoltà normative.
Un accordo contro le politiche di Trump
Un aspetto fondamentale di questo accordo è la sua valenza geopolitica. Con l’India che ha subito pesanti dazi dagli Stati Uniti (fino al 50%), l’accordo con l’UE rappresenta una risposta strategica alle politiche protezionistiche degli USA, in particolare sotto la presidenza di Donald Trump.

Inoltre, l’amministrazione Trump ha anche imposto un dazio del 25% sulle importazioni di petrolio russo da parte dell’India, una scelta che Nuova Delhi ha difeso come necessaria per garantire energia a basso costo per il suo enorme mercato interno.
Con questa strategia, l’India intende diversificare le sue rotte commerciali, riducendo la sua dipendenza dagli Stati Uniti, e rendendo l’Europa un partner più stabile.
Cambio d’orizzonte
L’accordo siglato tra l’Unione Europea e l’India è destinato a segnare una nuova era nelle relazioni commerciali internazionali, con benefici concreti per l’Italia. Ed è un chiaro segnale di un allargamento rispetto ai consueti orizzonti, in considerazione dei mercati emergenti.