LE PROPOSTE

Meritocrazia Italia: “La biodiversità è capitale da valorizzare, non solo da tutelare”

"Mettiamo insieme le competenze, le risorse e la volontà politica. La biodiversità è un capitale che va protetto e valorizzato"

Meritocrazia Italia: “La biodiversità è capitale da valorizzare, non solo da tutelare”

La biodiversità non è un lusso: è la spina dorsale della vita, il fondamento dei servizi ecosistemici dai quali dipendono acqua, suolo fertile, salute del clima, offerta turistica. Oggi questo capitale naturale è sotto minaccia: espansione urbana, uso intensivo del suolo, attività industriali e turismo massivo ne stanno erodendo il valore. In Italia, come altrove, manca uno strumento condiviso e credibile per misurare, comunicare e premiare chi protegge realmente la natura”, afferma il movimento politico Meritocrazia Italia.

“Lo scorso 23 settembre è stata pubblicata la UNI/PdR 179:2025, intitolata “Requisiti per la valutazione e gestione dell’impronta di biodiversità e i progetti di generazione di Crediti di Biodiversità”. Questa prassi offre a imprese, enti pubblici e progetti territoriali un metodo chiaro per misurare e ridurre l’impatto sulla biodiversità, progettare interventi di rigenerazione ambientale che generano crediti di biodiversità, e comunicare in modo trasparente e verificabile l’impegno ambientale. I crediti di biodiversità sono certificazioni che attestano effetti ambientali positivi reali, come la riforestazione, il recupero di habitat degradati, il ripristino di zone costiere”.

“La UNI/PdR 179 è applicabile a ogni tipo di organizzazione, su scala aziendale o di singolo progetto, e include la possibilità di valutazione di conformità da parte di terzi per dare attendibilità alle dichiarazioni – spiega Meritocrazia Italia -. Eppure le realtà territoriali più fragili rischiano di essere escluse per mancanza di risorse tecniche e finanziarie, e senza incentivi statali e governance chiara l’adozione diffusa sarà lenta. Inoltre, il gap tra chi può fare investimenti ambientali e chi non può aumenterà le disuguaglianze territoriali”.

“Il merito non può essere confinato al solo ambito sociale o economico: deve estendersi anche a chi opera per l’ambiente con efficacia, rigore e trasparenza“.

Per questo Meritocrazia Italia chiede:

  • fondi straordinari per sostenere imprese agricole, operatori turistici, enti locali e comunità che adottano la UNI/PdR 179 e generano crediti di biodiversità;
  • l’inserimento obbligatorio o preferenziale dei criteri della prassi nei bandi pubblici e nei programmi di sviluppo;
  • campagne nazionali di formazione e comunicazione per spiegare in modo chiaro i crediti di biodiversità, i loro impatti e le loro opportunità;
  • meccanismi di trasparenza e audit indipendenti affinché le dichiarazioni ambientali siano affidabili;
  • la creazione di circuiti premiali, in cui il valore derivante dai crediti possa essere reinvestito nei territori che li producono.

Meritocrazia Italia invita Governo, Parlamento, Regioni e istituzioni locali a cogliere questa occasione: la UNI PdR 179 e i crediti di biodiversità possono trasformarsi da norma tecnica a leva di sviluppo rigenerativo. Mettiamo insieme le competenze, le risorse e la volontà politica. La biodiversità è un capitale che va protetto e valorizzato“.