L’Unione europea ha approvato in via definitiva il regolamento che imporrà lo stop graduale alle importazioni di gas e gas naturale liquefatto (Gnl) dalla Russia. La misura, sostenuta dalla maggioranza dei 27 Stati membri, rappresenta uno dei passaggi più rilevanti nella strategia energetica europea dopo l’invasione dell’Ucraina da parte di Mosca.
Il divieto scatterà in modo progressivo: il Gnl russo sarà vietato dal 1° gennaio 2027, mentre il gas via gasdotto sarà bandito dal 30 settembre 2027. Il regolamento entrerà in vigore il giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea.
Via libera del Consiglio Ue: chi ha votato contro
Il testo è stato approvato dal Consiglio dell’Ue con un ampio consenso, ma non unanime. Ungheria e Slovacchia hanno votato contro, mentre la Bulgaria si è astenuta. Tutti gli altri Paesi membri hanno sostenuto l’intesa raggiunta con il Parlamento europeo.
Secondo Bruxelles, la misura è necessaria per rafforzare la sicurezza energetica dell’Unione e ridurre in modo definitivo la dipendenza da Mosca, già drasticamente ridimensionata negli ultimi anni.
La reazione di Mosca: “Avete rinunciato alla libertà”
Dura la reazione della Russia. La portavoce del ministero degli Esteri, Maria Zakharova, ha definito la decisione europea come una rinuncia alla sovranità energetica:
“I Paesi dell’Ue hanno rinunciato alla libertà. Per ora è difficile dire se si tratti di felici vassalli o di infelici schiavi: il tempo lo dimostrerà”, ha dichiarato in un’intervista ripresa dall’agenzia Tass.

Le parole di Zakharova riflettono il clima di crescente tensione tra Bruxelles e Mosca sul fronte energetico e geopolitico.
Importazioni di gas russo: crollo dal 2019 al 2025
I dati più recenti confermano che il distacco dall’energia russa è già in atto. Secondo un report di tre istituti indipendenti:
- le importazioni di gas via gasdotto dalla Russia ai Paesi dello Spazio economico europeo sono scese dal 60% del 2019 all’8% nel 2025;
- nello stesso periodo, le importazioni di Gnl russo sono aumentate solo leggermente, passando da 17 a 20 miliardi di metri cubi.
In pratica, la dipendenza strutturale dal gas russo è già stata in gran parte superata, anche grazie alla diversificazione delle forniture e all’aumento delle importazioni da Stati Uniti, Norvegia, Qatar e Nord Africa.
Cosa prevede nel dettaglio il nuovo regolamento Ue
Il regolamento europeo introduce un percorso vincolante di uscita dal gas russo, con diverse misure operative:
- Riduzione graduale delle importazioni a partire dalla sesta settimana dopo l’entrata in vigore.
- Divieto totale di Gnl russo dal 1° gennaio 2027.
- Stop al gas via gasdotto dal 30 settembre 2027.
- Periodo transitorio per i contratti già in essere, per evitare interruzioni improvvise.
- In situazioni di emergenza, il divieto potrà essere sospeso temporaneamente per un massimo di 4 settimane.
Controlli, obblighi e sanzioni
Il regolamento introduce obblighi stringenti per gli Stati membri e per le imprese:
- ogni Paese dovrà verificare la provenienza del gas importato;
- saranno rafforzati i controlli doganali e i meccanismi di tracciabilità.
Le sanzioni per chi viola il divieto saranno particolarmente severe:
- almeno 2,5 milioni di euro per le persone fisiche;
- almeno 40 milioni di euro per le imprese, oppure il 3,5% del fatturato globale.
La sfida per l’Europa: sicurezza energetica senza Mosca
Dopo il via libera del Consiglio Ue del 26 gennaio 2026, la sfida principale per l’Unione sarà garantire forniture stabili e prezzi sostenibili senza il contributo russo.
Negli ultimi anni l’Europa ha già investito in:
- nuovi rigassificatori per il Gnl,
- accordi con fornitori alternativi,
- accelerazione sulle energie rinnovabili.
Lo stop definitivo al gas russo dal 2027 segna quindi un passaggio storico: non solo una scelta energetica, ma una decisione strategica che ridefinisce i rapporti tra Ue e Russia nel lungo periodo.