Scoppia un caso diplomatico dopo le dichiarazioni del presidente degli Stati Uniti Donald Trump sul ruolo dei contingenti europei della Nato nella guerra in Afghanistan.
In un’intervista a Fox News, Trump ha sostenuto che le truppe alleate – Italia compresa – sarebbero rimaste “nelle retrovie, lontane dalla linea del fronte”, minimizzando il contributo militare e umano dei Paesi partner nei vent’anni di conflitto successivi all’11 settembre 2001.
Le parole del tycoon hanno provocato reazioni immediate a Londra, Berlino e Parigi. In Italia, dopo ore di pressioni delle opposizioni, sono arrivate in serata le prese di posizione ufficiali di Giorgia Meloni, Guido Crosetto e Antonio Tajani.
Meloni: “Non sono accettabili affermazioni che minimizzano il nostro sacrificio”
In una lunga nota diffusa da Palazzo Chigi, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha definito “inaccettabili” le parole di Trump:
“Dopo gli attacchi terroristici dell’11 settembre 2001, la Nato ha attivato l’Articolo 5 per la prima e unica volta nella sua storia: un atto di solidarietà straordinario nei confronti degli Stati Uniti”.
Meloni ha ricordato il ruolo centrale dell’Italia nella missione:
- dispiegamento di migliaia di militari,
- assunzione del comando del Regional Command West,
- quasi vent’anni di presenza tra Isaf e Resolute Support.
Il bilancio umano, ha sottolineato la premier, è inequivocabile:
“53 soldati italiani caduti e oltre 700 feriti in operazioni di combattimento, missioni di sicurezza e addestramento. Un costo che non si può mettere in dubbio“.
Per questo, ha concluso:
“Non sono accettabili affermazioni che minimizzano il contributo dei Paesi Nato, soprattutto se provengono da una nazione alleata. L’amicizia necessita di rispetto, condizione fondamentale per garantire la solidarietà alla base dell’Alleanza Atlantica”.
Crosetto: “Niente lezioni sull’impegno dell’Italia”
Ancora più diretto il ministro della Difesa Guido Crosetto, che su X ha parlato di:
“Analisi superficiali e sbagliate. Sull’impegno dell’Italia e sul sacrificio delle nostre Forze Armate non accettiamo lezioni da nessuno”.
Crosetto ha spiegato poi che invierà una lettera formale al segretario alla Difesa degli Stati Uniti e una comunicazione al segretario generale della Nato.
“I fatti non si possono cancellare. Il ruolo dell’Italia non è stato marginale”.
Tajani: “I nostri soldati erano in prima linea”
Sulla stessa linea il ministro degli Esteri Antonio Tajani, che ha ricordato:
“I nostri soldati erano in prima linea. Abbiamo 53 caduti e oltre 700 feriti. Non possiamo che rendere onore a questi militari”.
Tajani ha parlato di “stupore” per le parole di Trump e ha ribadito che il contributo italiano è stato essenziale sia sul piano militare sia su quello della stabilizzazione.
Le opposizioni: “Meloni ha risposto tardi”
Durante tutta la giornata le opposizioni avevano sollecitato un intervento diretto della premier per “difendere l’onore dei nostri soldati”, ricordando le reazioni immediate dei premier di Regno Unito, Polonia e Danimarca.
Matteo Renzi ha criticato il ritardo:
“Parole giuste, ma arrivate dopo 36 ore”.
Anche Giuseppe Conte, Provenzano, Bonelli, Calenda e diversi ex ministri e generali avevano stigmatizzato il silenzio iniziale.
La parziale retromarcia di Trump: omaggio solo ai britannici
Nel tardo pomeriggio Trump ha corretto parzialmente il tiro, ma solo sui soldati del Regno Unito. Su Truth ha scritto:
“I grandi e coraggiosi soldati britannici saranno sempre al fianco degli Stati Uniti. 457 di loro hanno perso la vita. Erano tra i più grandi guerrieri di tutti i tempi”.
Una retromarcia che ha aumentato le polemiche in Italia, perché non accompagnata da alcun riconoscimento per gli altri Paesi alleati, Italia compresa.
Vent’anni di missione e un bilancio che pesa ancora oggi
L’impegno italiano in Afghanistan è durato:
- 2001–2014: missione Isaf
- 2015–2021: missione Resolute Support
Con:
- migliaia di militari impiegati,
- comando di un’area strategica del Paese,
- 53 caduti e oltre 700 feriti.
Numeri che il governo italiano considera inermi di fronte a qualsiasi tentativo di minimizzazione.