Riforma

Consenso libero e attuale, Meritocrazia Italia: “Sì alla riforma, ma non ci si fermi a questo nella battaglia contro le violenze sessuali”

Il movimento politico ritiene opportuni ulteriori interventi legislativi

Consenso libero e attuale, Meritocrazia Italia: “Sì alla riforma, ma non ci si fermi a questo nella battaglia contro le violenze sessuali”

‘Consenso libero e attuale’: questa è la nozione cardine della nuova formulazione approvata all’unanimità, nello scorso mese di Novembre, dalla Commissione Giustizia della Camera dei Deputati, per la modifica del reato di violenza sessuale.

‘Consenso libero e attuale’, Meritocrazia Italia: “Sì alla riforma, ma…”

La novità è stata accolta positivamente da tutte le forze politiche, sebbene di novità in senso stretto non si tratti.

La contrapposizione tra rapporto consensuale e violenza sessuale risale infatti formalmente alla Convenzione di Istanbul del 2011 e, ancor prima, all’ormai consolidato orientamento giurisprudenziale della Corte di Cassazione sul tema.

La variazione in esame, però, rappresenta molto più che un semplice adeguamento alle normative sovrannazionali, poiché permette di rimediare a diverse criticità che più e più volte si sono verificate nei Tribunali italiani.

Per comprendere appieno la portata dei cambiamenti occorre svolgere una sintetica comparazione tra la formulazione attualmente vigente dell’art. 609 bis c.p. e quella che le subentrerà, una volta terminato l’iter legislativo.

Al momento, il reato di violenza sessuale punisce chi «con violenza o minaccia o mediante l’abuso di autorità costringe taluno a compiere o subire un atto sessuale».

In altri termini, nella norma vigente l’elemento fondante del reato si concretizza nel costringimento del soggetto passivo.

Una volta apportata la modifica, il consenso diverrà lo spartiacque tra il rapporto sessuale e la condotta illecita.

Un consenso che dovrà essere libero, cioè privo di forzature e concesso volontariamente, ma soprattutto attuale, volendo con ciò significare che l’approvazione è valevole solo per l’amplesso a cui si riferisce e che dovrà perdurare per tutta la durata dello stesso, ben potendo essere revocato in qualsiasi momento.

Come anticipato, questa evoluzione normativa permetterà di risolvere diverse situazioni nelle quali i Tribunali avevano riscontrato difficoltà (o, talvolta, impossibilità) nel giungere alla condanna dell’imputato. Si pensi, ad esempio, ai casi di “freezing”, ovvero quando una persona reagisce a stimoli di forte stress o paura dissociandosi, restando così preda di una immobilità forzata. In tali casistiche, l’aggressione sessuale può venire perpetrata anche senza il ricorso a condotte coercitive o aggressive e cioè senza un costringimento percepibile dall’esterno.

Dopo la riforma, la reazione (o non-reazione) della vittima diverrà un elemento accessorio, dovendo i giudici concentrare la loro istruttoria su un solo accertamento, se vi fosse consenso durante tutto il rapporto.

Inoltre, l’attualità del consenso permetterà di contrastare più efficacemente le violenze sessuali consumate nelle relazioni di coppia.

Verrà anche risolta l’annosa questione della discrezionalità dei Giudici nel determinare cosa ricada nella nozione di violenza e cosa, invece, ne resti escluso.

Il movimento politico Meritocrazia Italia accoglie favorevolmente la modifica dell’art. 609 bis c.p., volto a realizzare l’adeguamento dell’ordinamento italiano agli standard raggiunti sul piano sovrannazionale, pur evidenziando che la novella legislativa in esame, da sola, non è una misura sufficiente a prevenire e arginare la piaga della violenza sessuale. Occorrerà raggiugere la piena attuazione della Convezione di Istanbul del 2011 nell’ordinamento nazionale e, ulteriormente, investire nella prevenzione dei reati, nella protezione delle vittime, nell’eliminazione della vittimizzazione secondaria e nella corretta applicazione della pena a coloro i quali si siano resi colpevoli di violenza sessuale.

Per tale motivo, Meritocrazia Italia ritiene opportuni ulteriori interventi legislativi finalizzati a:

  • stanziare risorse per l’educazione scolastica su rispetto, consenso, parità di genere e gestione dei conflitti;
  • promuovere campagne nazionali diffuse mediante mezzi audio visivi e social media di contrasto alla violenza sessuale e alle condotte violente;
  • potenziamento dei centri antiviolenza e delle linee di ascolto attive, garantendo risorse e copertura territoriale adeguata, oltre a campagne di informazione sui servizi offerti dai medesimi;
  • sostegno e potenziamento delle procedure di intervento rapido per le vittime di violenza sessuale di coppia;
  • assistenza psicologica gratuita e immediata per i soggetti passivi.