Addio alle vacanze XXL?

Il Governo pensa di cambiare il calendario scolastico per favorire il turismo

Santanchè: "Ne sto discutendo insieme a Valditara". Le idee già sviluppate in Emilia Romagna e Lombardia

Il Governo pensa di cambiare il calendario scolastico per favorire il turismo

Presto potremmo dire addio ai “tradizionali” tre mesi di chiusura estiva delle scuole. Il Governo starebbe studiando un allineamento graduale del calendario scolastico italiano ai modelli europei per favorire la destagionalizzazione del turismo e contrastare l’undertourism. È questa la proposta rilanciata dalla ministra del Turismo, Daniela Santanchè, intervenuta alla terza edizione del Forum Internazionale del Turismo, in corso a Milano.

Secondo la ministra, l’attuale struttura dell’anno scolastico rappresenta uno dei principali ostacoli a una distribuzione più equilibrata dei flussi turistici interni.

“È ormai risaputo – ha dichiarato Santanchè – che il nostro calendario concentra le vacanze principalmente in due periodi dell’anno, a differenza di quanto avviene nella maggior parte degli altri Paesi occidentali, dove le pause scolastiche sono suddivise in modo più equilibrato lungo l’intero arco dell’anno”.

Un sistema che concentra i flussi in alta stagione

Il calendario scolastico italiano, che prevede l’inizio delle lezioni intorno al 15 settembre e la conclusione tra il 6 e il 12 giugno, concentra le principali sospensioni nei periodi natalizi, pasquali e nella lunga pausa estiva.

Questa impostazione, secondo il Ministero del Turismo, produce due effetti principali:

  • Affollamenti stagionali nelle principali destinazioni durante l’alta stagione
  • Limitazione delle opportunità di viaggio per le famiglie in periodi alternativi.

“Questa peculiarità non agevola il turismo interno – ha spiegato Santanchè – perché genera concentrazioni eccessive e riduce la possibilità di viaggiare in periodi diversi dall’alta stagione”.

Il dialogo con il Ministero dell’Istruzione

Per questo motivo, la ministra ha annunciato l’avvio di un confronto con il ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, per lavorare a una revisione graduale dei piani scolastici.

“Stiamo dialogando con il collega Valditara – ha dichiarato – per integrare nei percorsi scolastici viaggi alla scoperta dell’Italia più segreta e più vera, quella del Made in Italy, e per ispirarci a modelli europei più moderni e flessibili“.

L’obiettivo è duplice:

  • Redistribuire le pause scolastiche lungo l’anno
  • Integrare l’istruzione con esperienze formative sul territorio nazionale.

Secondo Santanchè, “una tale riforma rappresenterebbe un punto di svolta per la destagionalizzazione dei flussi turistici, favorendo una migliore distribuzione delle presenze e contribuendo al benessere delle famiglie e alla crescita sostenibile del settore”.

Il modello europeo come riferimento

Nei principali Paesi europei, le pause scolastiche sono distribuite in modo più uniforme, con:

  • Vacanze autunnali
  • Settimane di pausa invernali
  • Spring break a metà anno
  • Riduzione della pausa estiva.

Un modello che consente una maggiore continuità dei flussi turistici e una migliore organizzazione dei tempi di lavoro e di studio.

Le prime sperimentazioni regionali: il caso Emilia-Romagna

Parallelamente al dibattito nazionale, alcune Regioni stanno già valutando modifiche al calendario.

In Emilia-Romagna, l’assessorato alla Scuola guidato da Isabella Conti ha presentato due ipotesi per le scuole primarie e secondarie di primo grado:

  • Conclusione dell’anno intorno al 12 giugno e inizio a inizio settembre
  • Prolungamento delle lezioni fino al 30 giugno, come per le scuole dell’infanzia
  • Entrambe le soluzioni ridurrebbero la pausa estiva da 14 a 12 settimane.

La Regione ha avviato un confronto con:

  • Associazioni familiari
  • Sindacati scolastici
  • Operatori economici.

È in corso anche una mappatura degli edifici scolastici per valutare l’impatto delle alte temperature di fine giugno e la necessità di interventi strutturali.

Tra le proposte allo studio:

  • Introduzione di una settimana di pausa a metà anno (spring break)
  • Convenzioni con operatori turistici della Riviera per attività estive dedicate agli studenti.

Il dibattito in Lombardia

Anche in Lombardia il tema è tornato al centro del confronto istituzionale. Il sottosegretario ai Rapporti con il Consiglio regionale, Mauro Piazza, ha auspicato un dibattito nazionale per ripensare il calendario in chiave più flessibile.

L’obiettivo è favorire sperimentazioni locali, mantenendo un equilibrio tra:

  • Continuità didattica
  • Esigenze delle famiglie
  • Obiettivi formativi.

Una riforma strategica per il turismo e la scuola

La revisione del calendario scolastico si inserisce in una strategia più ampia di destagionalizzazione del turismo, tema centrale per la sostenibilità del settore.

Secondo il Ministero del Turismo, una distribuzione più equilibrata delle pause scolastiche potrebbe:

  • Ridurre il sovraffollamento nelle mete più note
  • Valorizzare territori meno frequentati
  • Migliorare la qualità dell’esperienza turistica
  • Favorire una crescita più stabile del comparto

Il confronto tra Governo, Regioni e sistema scolastico rappresenta ora il primo passo verso una possibile riforma strutturale.