Servono 50.000 firme

Aumento del prezzo delle sigarette, +5 euro a pacchetto: parte la raccolta firme per la legge popolare contro il fumo

L'obiettivo è quasi raddoppiare il prezzo. Gli esempi di Irlanda e Francia insegnano che si può ridurre significativamente il numero dei fumatori

Aumento del prezzo delle sigarette, +5 euro a pacchetto: parte la raccolta firme per la legge popolare contro il fumo

Dopo gli aumenti di inizio anno (qui i prezzi aggiornati), i fumatori potrebbero dover affrontare una nuova “stangata”, decisamente più pesante.

È partita oggi, venerdì 23 gennaio 2026, la prima raccolta firme nazionale per presentare al Parlamento una legge di iniziativa popolare che chiede l’aumento di 5 euro del prezzo di tutti i prodotti da fumo e da inalazione di nicotina, comprese sigarette elettroniche e tabacco riscaldato.

A promuovere l’iniziativa sono Associazione Italiana di Oncologia Medica (AIOM), Fondazione AIRC per la ricerca sul cancro, Fondazione Umberto Veronesi e Fondazione AIO.

L’obiettivo è raccogliere almeno 50.000 firme.

La campagna si chiama 5eurocontroilfumo.it ed è aperta a tutti i cittadini maggiorenni.

È possibile firmare online sulla piattaforma ufficiale del Ministero della Giustizia, utilizzando:

  • SPID
  • Carta di Identità Elettronica (CIE)
  • Carta Nazionale dei Servizi (CNS).

Si tratta della prima iniziativa di questo tipo in Italia per contrastare il fumo attraverso una leva fiscale mirata alla prevenzione.

Perché aumentare il prezzo delle sigarette: i quattro dati chiave

Secondo i promotori, sono quattro gli aspetti fondamentali della vicenda.

1. Il fumo causa oltre 93.000 morti l’anno in Italia

In Italia il tabagismo provoca più di 93.000 decessi ogni anno.
Secondo i dati scientifici:

  • una neoplasia su tre è associata al fumo
  • sono coinvolti 17 tipi di tumore (polmone, vescica, rene, bocca, laringe, tra gli altri)
  • il tabacco è causa certa di 25 diverse malattie, incluse patologie cardiovascolari e respiratorie
  • il fumo passivo resta una minaccia ancora sottovalutata

2. Il costo per il Servizio Sanitario Nazionale supera i 26 miliardi di euro

Il tabagismo ha un impatto enorme sulla spesa pubblica:

  • 26 miliardi di euro l’anno tra costi diretti e indiretti
  • quasi 2 miliardi di euro solo per i ricoveri ospedalieri.

Le tre principali voci di spesa:

  • cardiopatia ischemica: 556 milioni €/anno
  • ictus: 290 milioni €/anno
  • tumore del polmone: 229 milioni €/anno.

Ogni anno il 6% di tutte le ospedalizzazioni in Italia è attribuibile al fumo.

3. In Italia le sigarette costano meno che in quasi tutta Europa

L’Italia è tra i Paesi europei con:

  • prezzi più bassi del tabacco
  • aumenti minimi, di pochi centesimi
  • una politica fiscale orientata più alle entrate fiscali che alla tutela della salute

Il prezzo medio di un pacchetto resta tra 5 e 6 euro, contro i 12-15 euro di altri Paesi.

4. L’OMS: più il prezzo sale, meno persone fumano

L’Organizzazione Mondiale della Sanità e l’esperienza internazionale dimostrano che l’aumento significativo del prezzo è la misura più efficace per ridurre il numero di fumatori, soprattutto tra i giovani.

“Un aumento di 5 euro può ridurre il consumo del 37%”

Secondo Francesco Perrone, presidente di Fondazione AIOM:

“Per ogni settimana di fumo, un tabagista perde un giorno di vita. L’aumento di 5 euro potrebbe ridurre il consumo del 37%, salvando vite e rafforzando il Servizio Sanitario Nazionale”.

Le maggiori entrate fiscali sarebbero destinate a:

  • prevenzione
  • cure oncologiche
  • sostenibilità del SSN.

Emergenza adolescenti: un ragazzo su tre usa sigarette o e-cig

I dati più recenti mostrano una situazione allarmante: quasi un quarto degli adulti italiani è fumatore. Ma il problema principale è tra i giovani.

Tra i 14 e i 17 anni:

  • 30,2% usa almeno un prodotto tra sigarette, e-cig o tabacco riscaldato
  • è raddoppiato il policonsumo (uso simultaneo di più prodotti).

Come spiega Giulia Veronesi (Fondazione Umberto Veronesi):

“Il prezzo è uno dei deterrenti più efficaci, soprattutto per i giovani. Dove le sigarette costano di più, i ragazzi fumano di meno”.

Francia e Irlanda dimostrano che l’aumento funziona

In Francia e Irlanda l’aumento delle sigarette – con un prezzo medio tra gli 11 e i 15 euro a pacchetto – ha avuto effetti concreti con un forte calo dei fumatori e una riduzione significativa tra gli adolescenti.

Secondo Massimo Di Maio, presidente AIOM:

“Cinque euro in più significherebbe quasi raddoppiare il prezzo attuale. Un costo insostenibile per molti giovani, ma decisivo per prevenire nuove dipendenze”.

Obiettivo 50.000 firme per la legge contro il fumo

Come ricorda Daniele Finocchiaro, Fondazione AIRC,  servono almeno 50.000 firme per portare la proposta in Parlamento.