Il Portogallo andrà al ballottaggio per scegliere il prossimo Presidente della Repubblica. Al termine del primo turno delle elezioni presidenziali, il candidato del Partito Socialista António José Seguro si è classificato al primo posto con circa il 31% dei voti, davanti al leader dell’ultradestra André Ventura, candidato del partito Chega!, che ha ottenuto poco più del 23%. Il secondo turno è in programma l’8 febbraio. L’affluenza è stata del 52%, la più alta degli ultimi quindici anni per un’elezione presidenziale.
Nessuno oltre la soglia del 50%
Si tratta di un risultato significativo e in parte sorprendente: i sondaggi della vigilia indicavano Ventura come favorito, mentre per la prima volta dal 1986 nessun candidato è riuscito a superare la soglia del 50% necessaria per la vittoria al primo turno. In totale, gli elettori chiamati alle urne erano oltre 11 milioni.
Alle spalle dei due candidati ammessi al ballottaggio si sono piazzati il liberale João Cotrim de Figueiredo, con circa il 16%, l’indipendente conservatore ed ex capo di Stato maggiore della Marina Henrique Gouveia e Melo, fermo intorno al 12%, e il socialdemocratico Luís Marques Mendes, sostenuto dalla coalizione di governo di centrodestra, che non è andato oltre l’11%. Più distanziati tutti gli altri candidati, compresi quelli della sinistra radicale, nessuno dei quali ha superato il 5%.
Miglior risultato dal 2001 per i socialisti
Il voto conferma una delle competizioni presidenziali più combattute e polarizzate degli ultimi decenni in Portogallo. António José Seguro ottiene il miglior risultato per un candidato socialista dai tempi di Jorge Sampaio nel 2001. Il Partito Socialista, che nel 2016 e nel 2021 aveva scelto di non presentare un proprio candidato ufficiale, torna così protagonista nella corsa al “Palazzo Rosa”, la residenza presidenziale di Lisbona.

Nel suo primo discorso dopo i risultati, Seguro ha parlato di una vittoria della democrazia, promettendo di essere “il Presidente di tutti i portoghesi” e invitando “tutti i democratici, i progressisti e gli umanisti” a unirsi per sconfiggere l’estremismo al ballottaggio. Ha ribadito inoltre il carattere indipendente della sua candidatura, pur sostenuta dal Partito Socialista, affermando di voler onorare il voto di fiducia ricevuto.
Estrema destra per la prima volta al ballottaggio
Dall’altra parte, André Ventura ha rivendicato il risultato come una vittoria della destra portoghese e ha annunciato l’intenzione di raccogliere i voti di tutti gli elettori non socialisti per “battere il socialismo” l’8 febbraio. Ventura, leader di Chega, partito fondato meno di sette anni fa, è riuscito a portare per la prima volta un esponente dell’estrema destra al secondo turno delle presidenziali portoghesi. Il suo consenso si inserisce in un contesto europeo segnato dall’ascesa di movimenti populisti e nazionalisti, e consolida il ruolo di Chega come principale forza di opposizione, dopo il risultato storico ottenuto alle elezioni legislative dello scorso maggio.

Particolarmente significativo il risultato di Ventura nella Regione Autonoma di Madeira, tradizionale roccaforte dei socialdemocratici, dove ha ottenuto oltre il 33% dei voti. Resta però da capire se riuscirà a convincere l’elettorato più moderato, considerato che la maggior parte dei sondaggi pre-ballottaggio lo danno in svantaggio rispetto a Seguro.
Pesante sconfitta per il centrodestra
Il primo ministro Luís Montenegro, leader del Partito Socialdemocratico (PSD) e capo dell’attuale governo di centrodestra, ha riconosciuto la sconfitta del candidato sostenuto dalla coalizione di governo, Luís Marques Mendes. Montenegro ha annunciato che il PSD non darà indicazioni di voto per il secondo turno e non parteciperà attivamente alla campagna. “Il nostro spazio politico non sarà rappresentato al ballottaggio”, ha dichiarato, sottolineando che il partito è stato scelto per governare il Paese e continuerà a farlo.

Il risultato di Marques Mendes rappresenta la peggiore performance di un candidato sostenuto dal PSD negli ultimi 25 anni e conferma la frammentazione dell’area di centrodestra. Al contrario, il risultato di João Cotrim de Figueiredo segna il miglior risultato di sempre per l’Iniziativa Liberale in una competizione presidenziale.
Il ruolo del presidente in Portogallo
Il Portogallo è una repubblica semi-presidenziale: il Presidente non ha un ruolo puramente cerimoniale, ma dispone di poteri rilevanti, come il veto sulle leggi, la facoltà di sciogliere il Parlamento e indire elezioni anticipate, soprattutto in situazioni di crisi. Il mandato dura cinque anni ed è rinnovabile una sola volta. Il prossimo Presidente succederà a Marcelo Rebelo de Sousa, in carica dal 2016 e giunto al termine del suo secondo mandato.

Le prossime due settimane saranno decisive per le alleanze e per la redistribuzione dei voti, in particolare quelli dei liberali e degli elettori conservatori moderati. Il ballottaggio dell’8 febbraio non deciderà soltanto il nome del nuovo Capo dello Stato, ma potrebbe segnare anche un passaggio chiave per l’equilibrio politico e l’identità futura del Portogallo.