PROCESSO COMPLESSO

Trump show anche sulla guerra in Ucraina: “È Zelensky il vero ostacolo alla pace”

Botta e risposta tra i due presidenti, Zelensky: "Ucraina non sarà mai ostacolo alla pace". La Russia si dice "d'accordo" con Trump

Trump show anche sulla guerra in Ucraina: “È Zelensky il vero ostacolo alla pace”

Donald Trump torna a scuotere il dibattito internazionale sulla guerra in Ucraina e lo fa indicando apertamente un responsabile dello stallo nei negoziati di pace: il presidente ucraino Volodymyr Zelensky. In un’intervista rilasciata a Reuters, il presidente degli Stati Uniti ha affermato di ritenere che Kiev sia meno pronta di Mosca a raggiungere un accordo. Alla domanda sul perché i negoziati guidati dagli Stati Uniti non abbiano ancora posto fine a una guerra che dura da quasi quattro anni, Trump ha risposto senza esitazioni: “Zelensky“.

La reazione di Zelensky: “Ucraina non sarà mai ostacolo”

Parole che hanno provocato una reazione immediata da parte del presidente ucraino. Nel suo discorso video serale di giovedì 15 gennaio, Zelensky ha respinto con forza le accuse, ribadendo che l’Ucraina non ha mai ostacolato, né intende ostacolare, un percorso di pace. Il presidente ha riferito di una conversazione telefonica con il segretario generale della Nato, Mark Rutte, durante la quale si è discusso del lavoro diplomatico con gli Stati Uniti e dei sistemi di difesa aerea per l’Ucraina.

L’Ucraina non è mai stata e non sarà mai un ostacolo alla pace“, ha dichiarato Zelensky.

Corruzione in Ucraina, Zelensky silura due ministri
Volodymyr Zelensky

Nel suo intervento, il leader di Kiev ha puntato il dito contro Mosca, sostenendo che siano i continui attacchi russi a dimostrare la mancanza di volontà di pace da parte del Cremlino. Zelensky ha ricordato che, a causa della Russia, milioni di ucraini restano senza elettricità per 20-30 ore e che missili e droni colpiscono sistematicamente il sistema energetico e la popolazione civile.

È la Russia che deve essere messa sotto pressione“, ha affermato, annunciando un’intensificazione degli sforzi diplomatici, sia pubblici e ufficiali sia privati e non ufficiali.

La Russia sta con gli Usa: “Pronti per un accordo”

Dalle parole di Trump emerge invece una lettura opposta del conflitto. Nell’intervista con Reuters, il presidente americano ha sostenuto che il presidente russo Vladimir Putin sarebbe “pronto per un accordo“, mentre l’Ucraina mostrerebbe maggiori resistenze. Una posizione che ha trovato l’immediato sostegno del Cremlino.

Il portavoce presidenziale russo, Dmitry Peskov, ha dichiarato di concordare con l’analisi di Trump.

Possiamo essere d’accordo su questo. È proprio così”, ha detto, sottolineando che il presidente Putin e la parte russa restano aperti alla pace.

Peskov: "La Nato di fatto già in guerra contro la Russia. Stallo nei negoziati perché Kiev non è flessibile"
Dmitry Peskov

Secondo Peskov, la posizione di Mosca è ben nota sia ai negoziatori americani sia a Kiev, mentre la situazione per il “regime di Kiev” starebbe peggiorando di giorno in giorno, restringendo il margine decisionale della leadership ucraina.

Peskov ha inoltre affermato che sarebbe giunto il momento per Zelensky diassumersi la responsabilità” e prendere decisioni favorevoli alla pace, sostenendo che Mosca lo chieda da tempo senza aver finora ricevuto risposte concrete. Il portavoce del Cremlino ha anche riferito che la Russia è ancora in attesa di una risposta da Washington all’iniziativa del presidente Putin di prorogare di un anno le restrizioni sugli armamenti previste dal Nuovo Start, definendo la questione “molto importante”.

Nel commentare le dichiarazioni di Trump su un possibile accordo più favorevole, Peskov ha infine riconosciuto che una soluzione condivisa sarebbe necessaria per tutti, ma ha avvertito che il processo resta complesso e richiede tempo.

In Italia è scontro sull’invio di armi a Kiev

Sul fronte italiano, la linea del governo è stata ribadita con forza dal ministro della Difesa Guido Crosetto nel corso del dibattito alla Camera sulla proroga dell’autorizzazione alla cessione di mezzi militari a Kiev. Sostenere l’Ucraina, ha spiegato, non significa scegliere la guerra ma evitare una catastrofe umanitaria ancora più grave. Crosetto ha respinto le accuse di “guerrafondaismo”, chiarendo che l’Italia non ha mai considerato l’invio di armi come una soluzione al conflitto né ha mai sostenuto che Kiev possa vincere militarmente la guerra.

Crosetto: "Equidistante da Israele e Palestina. Distinguo Israele dalle scelte del suo Governo, che non condivido"
Il Ministro della Difesa, Guido Crosetto

L’aiuto italiano, ha sottolineato, serve a difendere la popolazione civile: “Ogni missile intercettato è una vita salvata”. Secondo il ministro, interrompere ora il sostegno internazionale non favorirebbe la pace, ma rischierebbe di produrre un accordo fragile e ingiusto, rafforzando l’aggressione russa. Una posizione che ha però messo in luce anche le divisioni politiche interne, con l’assenza quasi totale della Lega in Aula e il voto contrario di due deputati del Carroccio, a conferma di un dibattito ancora aperto nel Paese sul ruolo dell’Italia nella guerra in Ucraina.