Gli uffici del Garante per la Protezione dei Dati Personali sono stati teatro questa mattina – giovedì 15 gennaio 2026 – di un’imponente operazione della Guardia di Finanza. Su mandato della Procura di Roma, gli uomini del nucleo Pef hanno dato il via a perquisizioni e sequestri di telefoni, computer e documentazione nell’ambito di un’inchiesta coordinata dal procuratore aggiunto Giuseppe De Falco.
Il terremoto giudiziario colpisce direttamente il cuore dell’istituzione: risultano infatti indagati per corruzione e peculato il presidente Pasquale Stanzione e tutti i componenti del Collegio, ovvero Guido Scorza, Agostino Ghiglia e Ginevra Cerrina Feroni.
L’indagine nata dalle rivelazioni di Report
L’indagine, che ipotizza reati commessi in concorso e continuati, trae origine dalle rivelazioni della trasmissione televisiva Report e da alcune denunce sindacali riguardanti sospette intrusioni notturne negli uffici avvenute lo scorso novembre. Secondo la ricostruzione degli inquirenti, i vertici dell’Autorità avrebbero gestito il denaro pubblico e le proprie funzioni istituzionali in modo improprio, favorendo grandi società in cambio di utilità personali.
“Ispezione e interrogatori della Guardia di Finanza negli uffici del Garante della Privacy”, scrive Sigfrido Ranucci sul suo profilo Fb. ”In seguito ai servizi di Report, la procura ha aperto un’indagine. Al centro delle inchieste ci sarebbero le spese di rappresentanza del Collegio. le spese per la carne comprata dal presidente Stanzione addebitate al Garante e la mancata sanzione di circa 40 milioni di euro nei confronti di Meta per il primo modello di smart glasses commercializzato dalla società di Mark Zuckerberg: i Ray-Ban Stories”, spiega ancora il conduttore di Report.
I temi dell’indagine: da Ita Airways a Meta
Uno dei capitoli più pesanti riguarda il rapporto con ITA Airways. L’accusa di corruzione ipotizza che il Collegio abbia omesso di irrogare sanzioni significative alla compagnia di bandiera, limitandosi a richiami formali nonostante la scoperta di irregolarità nel trattamento dei dati. In cambio di questo atteggiamento morbido, i membri dell’Authority avrebbero ricevuto tessere “Volare Classe Executive” del valore di 6.000 euro ciascuna. In questo contesto, i magistrati sottolineano anche un potenziale conflitto d’interessi: il responsabile della protezione dati di ITA negli anni scorsi era un avvocato dello studio legale fondato da Guido Scorza, del quale la moglie di quest’ultimo è ancora partner.

Parallelamente, la Procura sta approfondendo la gestione della sanzione nei confronti di Meta per la commercializzazione dei Ray-Ban Stories. Una multa inizialmente stimata in 44 milioni di euro sarebbe stata drasticamente ridotta nel tempo fino ad arrivare ad appena un milione, per poi essere annullata del tutto a causa di ritardi procedurali che hanno portato alla prescrizione. Gli inquirenti intendono chiarire se su questa vicenda abbiano pesato le prese di posizione pubbliche di Guido Scorza in favore del prodotto o gli incontri non trasparenti tra esponenti di Meta e membri del Garante durante eventi pubblici come ComoLake.
L’inchiesta si sofferma inoltre su un incremento esponenziale e sospetto dei costi di rappresentanza, passati dai circa 20 mila euro del 2021 ai 400 mila euro annui del 2024. Le carte giudiziarie descrivono un uso disinvolto delle risorse pubbliche per spese strettamente personali. Tra i rimborsi finiti sotto la lente figurano soggiorni in hotel a cinque stelle, servizi di lavanderia, abbonamenti in palestra e spese per la cura della persona. Particolare scalpore destano i “significativi” acquisti di carne effettuati dal presidente Stanzione presso una nota macelleria romana, fatturati come pasti pronti per migliaia di euro tra il 2023 e il 2025.

Le contestazioni di peculato toccano anche la gestione delle missioni all’estero e dei trasporti. Viene citato il caso della missione per il G7 di Tokyo, il cui costo reale avrebbe superato gli 80 mila euro a fronte di una comunicazione ufficiale di 34 mila, con l’uso sistematico della business class anche quando non previsto dai regolamenti. Infine, i pedinamenti della Guardia di Finanza avrebbero confermato l’uso improprio dell’auto di servizio con autista, utilizzata dai componenti del Collegio per spostamenti personali, tragitti casa-lavoro o per recarsi presso sedi di partiti politici.
Stanzione si dice tranquillo, M5S chiede dimissioni del Collegio
Mentre Pasquale Stanzione, raggiunto dai cronisti, si è limitato a dichiararsi tranquillo, il fronte politico è già in fermento. Gli esponenti del Movimento 5 Stelle in commissione di vigilanza Rai hanno chiesto le dimissioni immediate dell’intero Collegio, definendo la situazione un colpo durissimo alla credibilità dell’istituzione e un atto di grave irresponsabilità che espone l’Autorità al pubblico ludibrio.