Dopo oltre venticinque anni di negoziati, l’Unione europea e il Mercosur si apprestano a firmare uno degli accordi commerciali più ambiziosi mai conclusi da Bruxelles.
Sabato 17 gennaio 2026 la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, e il presidente del Consiglio europeo, António Costa, parteciperanno ad Asunción, in Paraguay, alla cerimonia ufficiale di firma dell’accordo di libero scambio tra l’Ue e i quattro Paesi del Mercosur – Argentina, Brasile, Paraguay e Uruguay – che darà vita alla più grande area di libero scambio del mondo, con un bacino potenziale di oltre 700 milioni di persone.

La firma arriva dopo il via libera politico espresso il 9 gennaio dai 27 ambasciatori degli Stati membri dell’Ue, che hanno approvato a maggioranza qualificata due decisioni del Consiglio autorizzando la firma dell’EU-Mercosur Partnership Agreement (EMPA) e dell’accordo commerciale provvisorio (interim Trade Agreement). Cinque Paesi – Francia, Polonia, Austria, Irlanda e Ungheria – hanno votato contro, mentre il Belgio si è astenuto, ma senza riuscire a bloccare l’intesa.
La tappa in Brasile e l’asse con Lula
Alla vigilia della cerimonia, il 16 gennaio, Costa e von der Leyen saranno a Rio de Janeiro per una visita ufficiale in Brasile, dove incontreranno il presidente Luiz Inácio Lula da Silva. Il Brasile è considerato un partner chiave per l’Unione europea in materia di commercio, investimenti, clima, multilateralismo, democrazia e diritti umani, e l’ultima presidenza brasiliana del Mercosur è stata decisiva per rilanciare i negoziati e aprire la strada alla firma dell’accordo.

Dopo l’incontro trilaterale, i leader rilasceranno dichiarazioni alla stampa e parteciperanno a una foto di famiglia. Anche la cerimonia di firma ad Asunción, prevista al Gran Teatro José Asunción Flores del Banco Central del Paraguay, sarà accompagnata da eventi stampa e trasmessa in diretta.
Un accordo “storico” per Bruxelles
Per la Commissione europea, l’accordo Ue-Mercosur rappresenta una pietra miliare nei rapporti con l’America Latina e un tassello centrale della strategia europea di diversificazione dei partner commerciali. L’intesa punta a eliminare i dazi su circa il 91% delle esportazioni europee verso il Mercosur e sul 92% delle esportazioni sudamericane verso l’Ue. Secondo le stime di Bruxelles, l’export agroalimentare europeo verso la regione potrebbe aumentare del 50%, mentre i risparmi per le imprese dell’Ue sono stimati in oltre 4 miliardi di dollari all’anno.
L’accordo tutela inoltre oltre 340 indicazioni geografiche europee, il numero più alto mai protetto in un trattato commerciale dell’Ue. Tra queste figurano 57 denominazioni italiane, dal Prosecco al Chianti, dal Parmigiano Reggiano al Grana Padano, dalla Mozzarella di Bufala Campana al Pecorino Romano, fino al pomodoro San Marzano dell’Agro Sarnese-Nocerino.

“È un’ottima notizia per entrambe le sponde dell’Atlantico“, ha dichiarato António Costa, sottolineando che l’accordo rafforzerà la sovranità e l’autonomia strategica dell’Ue, i diritti dei lavoratori, la protezione ambientale e le garanzie per gli agricoltori europei, dimostrando che i partenariati commerciali basati su regole possono essere vantaggiosi per tutti.
Il nodo agricolo e le proteste in Europa
Nonostante l’entusiasmo delle istituzioni europee, l’intesa continua a suscitare forti resistenze, in particolare nel mondo agricolo. Negli ultimi tempi si sono intensificate le proteste in diversi Paesi europei: trattori nelle città, blocchi stradali e azioni dimostrative nei porti, dalla Francia alla Spagna, dall’Irlanda all’Italia. In Francia, gli agricoltori hanno bloccato depositi petroliferi e silos di grano a La Rochelle e Bayonne, mentre nel fine settimana sono stati istituiti blocchi attorno al porto di Le Havre.
Le organizzazioni agricole denunciano il rischio di concorrenza sleale da parte dei prodotti sudamericani, ottenuti – secondo i critici – con standard sanitari, ambientali e sociali meno stringenti rispetto a quelli imposti agli agricoltori europei. La Copa-Cogeca ha parlato di decisioni che “non riescono ad affrontare l’urgenza e le sfide” del settore agricolo europeo e ha annunciato una manifestazione a Strasburgo il 20 gennaio davanti al Parlamento europeo.
Le garanzie della Commissione e il sì dell’Italia
Per superare le resistenze in Consiglio, la Commissione ha introdotto una serie di garanzie a tutela del settore agroalimentare europeo. Tra queste, una clausola di salvaguardia bilaterale che consentirebbe di sospendere temporaneamente l’accordo in caso di superamento di quote prestabilite di importazioni agricole, oltre allo stanziamento di 45 miliardi di euro aggiuntivi nella prossima Politica agricola comune e a un alleggerimento degli obblighi per il settore dei fertilizzanti legati al meccanismo di adeguamento del carbonio alle frontiere (CBAM).

Queste concessioni hanno contribuito a sbloccare anche la posizione dell’Italia: il governo Meloni ha ritenuto sufficienti le misure proposte da Bruxelles e ha dato il proprio via libera durante la procedura scritta del 9 gennaio.
La vera incognita: il Parlamento europeo
Superato lo scoglio del Consiglio, la partita decisiva si sposta ora all’EuroCamera. Per entrare in vigore, l’accordo dovrà ottenere il consenso del Parlamento europeo, e i numeri al momento appaiono incerti. Secondo diverse fonti, se si votasse oggi, una maggioranza favorevole non sarebbe garantita.

Già mercoledì 21 gennaio l’Aula di Strasburgo voterà una mozione che chiede di deferire l’accordo alla Corte di giustizia dell’Ue per verificarne la compatibilità con i trattati europei. L’iniziativa, sostenuta da oltre 140 eurodeputati di diversi gruppi politici, potrebbe sospendere di fatto la ratifica fino al pronunciamento dei giudici di Lussemburgo.
Firma sì, ma il percorso resta in salita
La cerimonia di Asunción segnerà dunque un passaggio simbolico e politico di grande rilievo, ma non la fine del percorso. Dopo la firma, l’accordo dovrà affrontare l’esame dell’Europarlamento e, per la ratifica completa dell’EMPA, anche quello dei Parlamenti nazionali degli Stati membri. Solo allora l’intesa potrà entrare pienamente in vigore.
Nel frattempo, l’Ue guarda al Mercosur come a un partner strategico per rafforzare la propria posizione nell’economia globale e ridurre le dipendenze commerciali, mentre in Europa la battaglia politica sull’accordo è appena iniziata. Se il Mercosur rappresenterà davvero una nuova era per il commercio europeo o un terreno di scontro interno all’Unione lo diranno i prossimi mesi, molto oltre la giornata delle firme.