Nel pieno della missione ufficiale in Asia, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni – nella mattinata di oggi giovedì 15 gennaio 2026 – è arrivata a Tokyo, in Giappone, per la seconda tappa del viaggio istituzionale che la porterà poi in Corea del Sud. Accolta dal vice ministro degli Esteri giapponese Arfiya Eri e dall’ambasciatore d’Italia in Giappone Gianluigi Benedetti, la premier incontrerà domani, venerdì 16, presso la residenza ufficiale del Kantei, la prima ministra nipponica Sanae Takaichi.
La visita coincide con il 160esimo anniversario delle relazioni diplomatiche tra Italia e Giappone e viene accompagnata dalla pubblicazione di un editoriale congiunto firmato dalle due leader, apparso sul Corriere della Sera e sul Nikkei, dal titolo “Insieme per pace e sicurezza“. Un testo che rilancia il partenariato strategico tra Roma e Tokyo in un contesto globale segnato da instabilità, competizione strategica e spinte revisioniste.
L’editoriale congiunto di Meloni e Takaichi
Nell’editoriale, Meloni e Takaichi sottolineano come Italia e Giappone condividano “principi normativi e istituzionali” che consentono di rafforzare la cooperazione bilaterale e di agire insieme sulla scena internazionale per difendere “un ordine internazionale libero, giusto e aperto, fondato sulla forza del diritto”. I due Paesi, si legge, sono determinati a costruire “un futuro di sicurezza, pace, prosperità e stabilità”.

La convergenza strategica bilaterale, spiegano Meloni e Takaichi, “si riflette nell’impegno per rafforzare il coordinamento nei principali organismi multilaterali, dal G7 alle Nazioni Unite”, e nella determinazione a difendere “un ordine internazionale fondato su regole condivise e sulla forza del diritto”.
“Italia e Giappone protagonisti nel nuovo ordine globale”
Le due leader richiamano le origini storiche del rapporto tra Roma e Tokyo, avviato nel 1866, quando “il mondo stava entrando in una nuova epoca”, e le mettono in relazione con le trasformazioni di oggi:
“La rivoluzione digitale, la transizione energetica, l’avvento dell’intelligenza artificiale, la competizione per le risorse strategiche e la ridefinizione delle catene globali del valore stanno plasmando un nuovo ordine globale”. In questo contesto, affermano, “Italia e Giappone possono essere protagonisti” e “condividono la responsabilità di contribuire al futuro ordine internazionale”.

“Siamo popoli e nazioni geograficamente distanti – scrivono – ma abbiamo in comune valori fondamentali che traggono linfa dalle nostre antiche tradizioni e che ci consentono di avere una visione comune della società”.
Il partenariato strategico avviato nel 2023 e il Piano d’Azione 2024-2027 segnano, secondo le due premier, “un salto di qualità” nei rapporti bilaterali, con l’obiettivo di sviluppare la cooperazione in settori chiave.
“La forte complementarità tra i nostri sistemi produttivi e la qualità delle nostre interazioni industriali – spiegano – ci permette di cogliere opportunità straordinarie in ambiti come robotica, tecnologie emergenti, spazio, energia pulita, meccanica, scienze della vita e industria medicale”.
Le sfida demografica di Italia e Giappone
Tra le sfide comuni che incidono direttamente sul futuro di entrambi i Paesi, Meloni e Takaichi indicano quella demografica.
“Non solo in qualità di prime leader donne delle nostre rispettive nazioni, ma per il senso di responsabilità che grava su ogni governo, siamo determinate a condividere esperienze e a cercare insieme soluzioni innovative per sostenere la natalità, aiutare le famiglie, assicurare la sostenibilità dei sistemi di welfare e rafforzare la coesione tra le generazioni”.

Nell’editoriale viene ricordato anche il rafforzamento dell’Italy Japan Business Group e il “grande successo del Padiglione Italia all’Expo di Osaka 2025”, che “ha offerto un contributo decisivo per l’avanzamento di partenariati, lo sviluppo e l’impiego di talenti e per rilanciare la collaborazione scientifica e tecnologica”.
Geopolitica, ruolo centrale di difesa e sicurezza
Un ruolo centrale è attribuito alla cooperazione nel settore della difesa e della sicurezza. Il Global Combat Air Programme, che vede Italia e Giappone lavorare insieme al Regno Unito, viene descritto come “molto di più di un progetto industriale avanzato”, perché “rafforza la nostra autonomia strategica, contribuisce alla sicurezza euro-atlantica e indo-pacifica e dimostra che la cooperazione tra nazioni affini è la risposta più efficace ai rischi e alle minacce sistemiche”.
“In un’epoca di grandi trasformazioni e di innovazioni dirompenti, come lo sviluppo impetuoso dell’intelligenza artificiale – aggiungono – la collaborazione scientifica e tecnologica tra nazioni affini e tecnologicamente avanzate è essenziale affinché il progresso sia sicuro e affidabile, guidato da principi etici e al servizio della persona”.
Elemento distintivo della visione comune è anche “la volontà di impegnarci attraverso il Mediterraneo allargato e l’Indo-Pacifico, spazi geopolitici centrali negli equilibri globali”, dove “la sicurezza economica assume un’importanza sempre maggiore”.

“Siamo convinte che sia fondamentale sviluppare le interconnessioni e rendere le catene di fornitura più forti, sicure e resistenti agli shock esterni”, scrivono le premier, ribadendo la necessità di contrastare “pratiche economiche sleali che distorcono il mercato”, perché “il commercio può essere libero solo se è anche equo”.
Lo sguardo di Roma e Tokyo si proietta infine verso il Sud Globale e l’Africa.
“La strategia italiana del Piano Mattei e l’esperienza giapponese del Ticad condividono molti punti in comune”, basati su “cooperazione paritaria e vantaggiosa per tutti” e su investimenti capaci di generare prosperità nel lungo periodo.
“Siamo pienamente consapevoli della responsabilità che i cittadini ci hanno affidato – concludono Meloni e Takaichi – e siamo impegnate a compierla al massimo delle nostre capacità. Italia e Giappone sono grandi nazioni creative e innovative e insieme possiamo diventare protagonisti in un futuro di progresso condiviso”.