10mila euro ai congiunti

Crans-Montana, le famiglie delle vittime da Papa Leone. I Moretti confessano: “I documenti non ci sono”

Il dramma del rogo del Constellation: Jacques Moretti rimane in carcere in attesa della decisione sulla cauzione

Crans-Montana, le famiglie delle vittime da Papa Leone. I Moretti confessano: “I documenti non ci sono”

Oggi, 15 gennaio 2026, alle 12.15, Papa Leone XIV riceverà in Vaticano, presso il Palazzo Apostolico, i familiari delle vittime del tragico incendio di Crans-Montana, che la notte del 1° gennaio 2026 ha causato la morte di oltre quaranta persone e lasciato centinaia di feriti.

Papa Leone XIV incontra le famiglie delle vittime di Crans-Montana mentre i Moretti confessano: "I documenti non ci sono"
Il rogo di Crans Montana

L’incontro si inserisce nel contesto di un ampio supporto istituzionale e morale alle famiglie coinvolte in una delle tragedie più gravi della storia recente della Svizzera.

La vicinanza del Papa

Il Pontefice aveva già espresso la sua solidarietà pochi giorni dopo il disastro, inviando un messaggio di cordoglio al vescovo di Sion, Mons. Jean-Marie Lovey.

“Il Papa si unisce al lutto delle famiglie e dell’intera Confederazione elvetica”, si leggeva nel telegramma firmato dal cardinale segretario di Stato Pietro Parolin. In quell’occasione, il Papa ha pregato affinché i defunti venissero accolti “nella Sua dimora di pace e luce”, e ha espresso vicinanza a chi soffre “nel cuore o nel corpo” a causa delle gravi perdite.

L’incontro odierno con le famiglie delle vittime rappresenta un altro momento significativo di supporto spirituale e umano, mentre la comunità internazionale continua a cercare risposte e giustizia per quanto accaduto.

Risarcimenti

Nel frattempo, il governo del Cantone del Vallese ha deliberato un primo aiuto di emergenza di 10.000 franchi svizzeri per ciascuna delle famiglie coinvolte nell’incendio. I fondi, destinati a coprire le prime necessità urgenti, non saranno destinati alle spese legate all’incendio, che rimarranno a carico delle autorità cantonali. È stato anche istituito un conto corrente per raccogliere donazioni private che verranno destinate a una fondazione indipendente incaricata di gestire e distribuire le risorse raccolte.

Papa Leone XIV incontra le famiglie delle vittime di Crans-Montana mentre i Moretti confessano: "I documenti non ci sono"
Le sei vittime italiane della tragedia di Crans-Montana

A seguito del rogo, il governo del Canton Vallese ha anche preso misure preventive, vietando l’uso di dispositivi pirotecnici in luoghi pubblici al chiuso, in seguito a quanto accaduto nella discoteca Constellation, dove l’incendio è stato causato da una candela accesa su una bottiglia di champagne, che ha dato fuoco alla schiuma fonoassorbente del soffitto.

La tragedia

Le indagini sul rogo, che ha coinvolto l’ex bunker antiatomico di Crans-Montana, proseguono con esiti inquietanti. Fra le carte sequestrate dalla polizia svizzera ai coniugi Jacques e Jessica Moretti, proprietari del locale, è stato trovato un fascicolo particolarmente rilevante: quello relativo alla ristrutturazione del locale, avvenuta nel 2015.

Papa Leone XIV incontra le famiglie delle vittime di Crans-Montana mentre i Moretti confessano: "I documenti non ci sono"
Jacques Moretti

La documentazione, però, è sparita. Ed è lo stesso Jacques Moretti, intervistato dalle autorità, a confessare di non riuscire più a trovare i documenti che attestano gli interventi di ristrutturazione.

“Non ci sono più i documenti”, avrebbe detto agli investigatori, spiegando che il materiale relativo alla ristrutturazione era andato perso a causa di due allagamenti: uno nella sinagoga confinante con il locale e un altro a casa sua, dove erano stati conservati gli archivi.

Questa ammissione ha suscitato ulteriori domande sulla gestione del locale, che fino alla notte dell’incendio era un punto di ritrovo frequentato da centinaia di persone. Le indagini proseguono con accuse pesanti: omicidio colposo, lesioni e incendio colposo, che vedono coinvolti i due imprenditori, i quali devono rispondere anche dell’incapacità di garantire la sicurezza del locale.

In attesa di cauzione

Jacques Moretti è attualmente in custodia cautelare nel carcere di Sion, in attesa che venga definita la cauzione, mentre sua moglie Jessica è stata rilasciata con obbligo di firma e divieto di espatrio. La coppia dovrà affrontare non solo le accuse penali, ma anche un processo civile che potrebbe portare a ingenti risarcimenti per le famiglie delle vittime.

A questo proposito, le autorità italiane, in particolare la Procura di Roma, stanno collaborando con le indagini svizzere, attivando una rogatoria internazionale per far luce su quanto accaduto.

Moretti: “Mi sento responsabile”

Nel corso degli interrogatori, Jacques Moretti ha dichiarato di sentirsi personalmente responsabile per la tragedia, sottolineando il suo impegno nel voler creare un ambiente sicuro per i clienti.

“Mi sento devastato. Avevo a cuore di accogliere le persone in un luogo dove non dovessero affrontare pericoli”, ha detto.

Ma la sua ammissione di non aver conservato alcuna documentazione tecnica legittima ha sollevato nuovi interrogativi sulla gestione del locale e sul rispetto delle normative di sicurezza.

Moretti ha anche descritto in dettaglio la planimetria del locale, un disco-bar di 250 metri quadri con una capacità di 100 persone, che comprendeva diversi privé e due uscite di sicurezza.

Tuttavia, una delle porte di servizio, che avrebbe dovuto essere utilizzata come uscita di emergenza, è stata trovata bloccata durante l’incendio.

“Abbiamo dovuto forzarla”, ha raccontato l’imprenditore, descrivendo il momento in cui si è imbattuto in un gruppo di persone ormai senza vita, tra cui sua figlioccia, Cyane Panine, che era anche la cameriera del locale.

Il futuro delle indagini

Le indagini su quanto accaduto quella notte di Capodanno sono ancora in corso, e le autorità italiane e svizzere continuano a lavorare insieme per accertare le responsabilità. Le famiglie delle vittime, nel frattempo, sono attente sia alle indagini penali che agli sviluppi sul fronte dei risarcimenti.

Oggi, a Roma, sono attesi a un incontro con il sottosegretario Alfredo Mantovano, il ministro della Giustizia Carlo Nordio e l’Avvocato generale dello Stato Gabriella Palmieri Sandulli, per discutere delle iniziative legali da intraprendere sia in Svizzera che in Italia.

Il governo italiano, rappresentato dalla premier Giorgia Meloni, ha assicurato alle famiglie che non saranno lasciate sole in questo difficile percorso. Le indagini e le azioni legali saranno cruciali per fare luce sulla tragedia e ottenere giustizia per chi ha perso la vita e per chi è rimasto segnato dal disastro di Crans-Montana.