Te lo do io il commissario! Ma mi faccia il piacere!
Riassumendo ulteriormente con una domanda: “Ma siete seri?”.
È la stessa domanda che caratterizza le ultime esternazioni di Carlo Calenda sul commissariamento di quattro Regioni governate dal Centrosinistra per il dimensionamento scolastico, mentre la Sicilia – secondo il leader di Azione di fatto “laboratorio permanente del disastro amministrativo italiano” – continua beata e autonoma nella sua quotidianità nonostante le richieste in tal senso arrivate proprio da Azione.
Governo a gamba tesa su 4 Regioni “rosse”, le picconate di Calenda
Il punto sollevato da Calenda, preso alla lettera, è tutt’altro che campato in aria e in effetti potrebbe aprire un dibattito abbastanza acceso.
L’ex fondatore del Terzo Polo nella sua critica al Governo è stato decisamente chiaro.
Commissariare “regioni mediamente funzionanti” (parole sue) su una materia delicata come la scuola, e farlo “casualmente” solo dove governa il Centrosinistra, mentre la Sicilia non viene mai sfiorata da misure analoghe nonostante le pecche della sanità, emergenze rifiuti cicliche, una gestione dell’acqua con numerose “falle” e problemi di bilancio, in effetti si presenta come un paradosso istituzionale che porterebbe a “gridar vendetta”.
O almeno, come lamentato da Calenda, a cercare un po’ più di coerenza.
Fatemi capire, commissariate regioni mediamente funzionanti e casualmente governate dal csx sul dimensionamento scolastico e non commissariate a vita la Sicilia su sanità, rifiuti, gestione dell’acqua come proposto da @Azione_it da mesi. Ma siete seri? pic.twitter.com/dHXs9jTr8h
— Carlo Calenda (@CarloCalenda) January 12, 2026
Le Regioni del Centrosinistra e la Sicilia
Del resto, il ragionamento del leader di Azione è semplice e ha una sua logica.
Perché se il criterio è l’efficienza amministrativa, la Sicilia dovrebbe essere commissariata senza troppo dibattere.
Se invece il criterio è politico, allora l’accusa di Calenda al Centrodestra è che si debba trovare il coraggio di essere chiari.
Come che il commissariamento rappresenti una sorta di strumento di pressione selettiva e non una misura straordinaria di buon governo.
Cosa è il dimensionamento scolastico
Il dimensionamento comporta la riduzione di presidenze e segreterie e l’accorpamento di classi.
L’obiettivo è far fronte allo spopolamento scolastico. Si basa su un coefficiente nazionale fissato a 938 alunni medi per istituzione scolastica.
Su questo parametro vengono stabilite le sedi autonome, cioè quelle che mantengono un dirigente scolastico.
Sulle paure di sindacati e docenti circa la possibile chiusura di scuole, il ministro Valditara ha però rassicurato:

“La Corte costituzionale ha confermato che non si chiudono plessi scolastici né si intacca il servizio agli studenti, anzi, riducendo le attività amministrative dei dirigenti, si garantisce maggiore efficienza. È un accorpamento giuridico di due enti che diventano uno, ma le scuole rimangono le stesse, negli stessi luoghi”.
L’affondo di Calenda, dall’opposizione, forse sì forse no
Certo, il ragionamento non fa una piega, ma qui si presenta un altro paradosso e arriviamo a un punto interessante delle dinamiche di politiche interne che da qualche mese interessano i nostri partiti e gli equilibri tra Centrodestra e Centrosinistra e che potrebbero svilupparsi in modo ancor più frizzante nel breve e medio periodo.
Dinamiche che tra l’altro sembrano interessare proprio Calenda e Azione. Da mesi, infatti, circolano voci sempre più insistenti su un suo avvicinamento al Governo.

Non voci campate in aria: Calenda è stato ad Atreju, i rapporti con Giorgia Meloni sono notoriamente ottimi, e il dialogo con il Centrodestra non è più un tabù ma una pratica politica quotidiana (mentre invece il suo ex “socio” è ormai a distanza siderale dai partiti di maggioranza).
A questo si aggiunge il corteggiamento, neppure troppo discreto, da parte di Forza Italia: Milano come banco di prova (Comunali 2027), ma anche prospettive più larghe, più strutturali.
Non a caso, domenica 25 gennaio Calenda sarà al Teatro Manzoni, a un convegno organizzato proprio da Forza Italia, sul palco con Antonio Tajani e Letizia Moratti.