Decreto e DDL

Nuovo Decreto sicurezza: più Polizia, più Zone rosse, più telecamere e stretta su baby gang e coltelli

Ordine pubblico, criminalità giovanile, microcriminalità urbana e gestione dell’immigrazione al centro del duplice provvedimento

Nuovo Decreto sicurezza: più Polizia, più Zone rosse, più telecamere e stretta su baby gang e coltelli

Il Governo accelera sul fronte della sicurezza pubblica con un nuovo pacchetto sicurezza che combina un decreto legge e un disegno di legge destinati a incidere in modo strutturale su ordine pubblico, criminalità giovanile, microcriminalità urbana e gestione dell’immigrazione. Approderanno in uno delle prossime riunioni del Consiglio dei Ministri.

L’intervento, annunciato durante la conferenza stampa di inizio anno dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni e messo a punto dal ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, nasce come risposta a un’escalation di episodi violenti che, da Nord a Sud, coinvolgono sempre più spesso baby gang, armi da taglio e reati predatori.

L’obiettivo dichiarato è superare il diffuso senso di impunità e rafforzare la presenza dello Stato sul territorio, attraverso strumenti normativi più rapidi, sanzioni certe e un potenziamento operativo delle forze dell’ordine.

La struttura del provvedimento: decreto e disegno di legge

Il piano del Viminale si articola su due livelli complementari.

  • Il decreto legge contiene misure urgenti e immediatamente operative, come il rafforzamento delle zone rosse, l’estensione della videosorveglianza urbana e il potenziamento degli organici di polizia.
  • Il disegno di legge, invece, interviene in modo strutturale sul codice penale e sulle procedure, ridefinendo reati, aggravanti e modalità di intervento dell’autorità giudiziaria.

Questa doppia architettura consente al Governo di agire subito sulla sicurezza urbana, lasciando al Parlamento la discussione sulle riforme di sistema, in un’ottica di prevenzione e deterrenza.

Guerra alle armi bianche e stop alla vendita ai minori

Uno dei pilastri del nuovo pacchetto sicurezza è il contrasto alla diffusione delle armi da taglio, sempre più presenti nei fatti di cronaca legati alla violenza giovanile. Il provvedimento introduce il divieto assoluto di porto di coltelli e lame, con un limite rigido sulla lunghezza consentita, e prevede pene fino a tre anni di reclusione.

Scatteranno aggravanti in caso di:

  • utilizzo di armi da parte di soggetti travisati;
  • presenza in luoghi sensibili come scuole, stazioni, fermate della metro, centri commerciali e aree della movida;
  • azione in gruppo.

È inoltre previsto il divieto di vendita di armi bianche ai minori, anche online, con obblighi di tracciabilità per i rivenditori e sanzioni economiche fino a 3.000 euro per chi viola la norma.

Baby gang e responsabilità genitoriale

Il governo interviene in modo diretto sul fenomeno delle baby gang, introducendo un principio di responsabilità amministrativa dei genitori o dei soggetti tenuti alla sorveglianza dei minori.

Se un ragazzo viene sorpreso armato o destinatario di un ammonimento del questore, scatteranno multe da 200 a 1.000 euro per la famiglia.

Viene inoltre ampliato il catalogo dei reati per cui è possibile l’ammonimento del questore, estendendolo anche a fasce d’età più giovani e rafforzando il ruolo preventivo delle autorità. La misura si inserisce come implementazione del decreto Caivano, ritenuto dal Governo un primo passo, ma non sufficiente, nel contrasto al disagio e alla criminalità minorile.

Furti, borseggi e procedibilità d’ufficio

Una delle novità più rilevanti riguarda la reintroduzione della procedibilità d’ufficio per il furto aggravato, in particolare per borseggi e furti in abitazione. In questo modo, l’azione penale non dipenderà più dalla querela della vittima, spesso assente nei casi che coinvolgono turisti o reati scoperti tardivamente.

Le pene vengono inasprite e viene introdotta la flagranza differita per il furto in casa, consentendo l’arresto anche nelle ore successive al reato in presenza di prove video o documentali.

Tutela legale per legittima difesa e forze dell’ordine

Il pacchetto sicurezza prevede una tutela processuale rafforzata per chi agisce in legittima difesa, per gli agenti e per i cittadini. Il pubblico ministero non dovrà procedere automaticamente all’iscrizione nel registro degli indagati quando risulta evidente che il fatto è avvenuto per adempimento di un dovere, stato di necessità o uso legittimo della forza.

L’obiettivo è evitare la cosiddetta “gogna giudiziaria” nei confronti di chi reagisce a un’aggressione, riducendo l’impatto psicologico ed economico di procedimenti penali non necessari.

Pugno duro contro chi sfida lo Stato

Il Governo introduce sanzioni più severe per chi:

  • fugge all’alt delle forze dell’ordine, con pene fino a cinque anni di carcere;
  • danneggia beni pubblici durante manifestazioni o disordini;
  • mette a rischio l’incolumità di giornalisti e operatori dell’informazione.

Sono previste perquisizioni più ampie, arresto in flagranza differita per il danneggiamento e fermi preventivi nei casi di pericolo per l’ordine pubblico.

Immigrazione, sicurezza nazionale e nuovi limiti alla magistratura

Il pacchetto sicurezza affronta anche il tema dell’immigrazione irregolare, rafforzando il legame tra controllo dei flussi e sicurezza pubblica. Il disegno di legge introduce:

  • la possibilità di interdizione temporanea delle acque territoriali per minaccia grave all’ordine pubblico;
  • il trasferimento dei migranti verso Paesi terzi sicuri con cui l’Italia ha accordi;
  • procedure più rapide per la riconsegna allo Stato di appartenenza di soggetti ritenuti pericolosi.

Vengono inoltre ridefiniti i confini del controllo giurisdizionale sui trattenimenti, con criteri più stringenti, e introdotta una stretta sui ricongiungimenti familiari, allineando il diritto interno a quello europeo.

Una nuova strategia di sicurezza urbana

Nel suo insieme, il nuovo decreto sicurezza rappresenta una svolta nell’approccio alla prevenzione: meno discrezionalità, più certezza della pena e maggiore rapidità di intervento. La sicurezza urbana e l’incolumità dei cittadini vengono poste come interesse primario, attraverso una strategia che mira a colpire i comportamenti a rischio prima che degenerino in violenza.

Il testo, ora all’esame del Parlamento, delinea la visione del Governo sulla gestione dell’ordine pubblico e della convivenza civile nei prossimi anni, con un chiaro messaggio di tolleranza zero verso la criminalità diffusa e la violenza giovanile.