SITUAZIONE DELICATA

Annunciata una missione della Nato in Groenlandia. Trump: “Europa si dia una regolata”

L’obiettivo ufficiale è dimostrare che l’Alleanza atlantica è determinata a mettere in sicurezza il territorio dalle presunte minacce di Russia e Cina

Annunciata una missione della Nato in Groenlandia. Trump: “Europa si dia una regolata”

La Groenlandia è uno dei dossier geopolitici più delicati del momento. Le mire del presidente americano Donald Trump sull’isola – definita una “necessità” strategica dagli Stati Uniti – continuano a preoccupare gli alleati della Nato e dell’Unione europea. E mentre Washington non rinuncia alle proprie ambizioni, a Bruxelles, Londra e nelle capitali nordiche prende forma una risposta che punta a rafforzare la sicurezza dell’Artico senza trasformare la tensione transatlantica in uno scontro frontale.

Starmer valuta missione “contro minacce Russia e Cina”

Secondo quanto riportato dal The Telegraph, il premier britannico Keir Starmer starebbe valutando una missione Nato in Groenlandia, con il coinvolgimento iniziale di Francia e Germania e la possibilità di estenderla ad altri Paesi alleati. L’obiettivo ufficiale è dimostrare che l’Alleanza atlantica è determinata a mettere in sicurezza il territorio dalle presunte minacce di Russia e Cina; quello ufficioso è evitare che Trump possa usare la “sicurezza nazionale” come pretesto per iniziative unilaterali o di forza.

Keir Starmer con Donald Trump

Il presidente americano, infatti, continua a fare sul serio. Ha ribadito che “avere la proprietà” della Groenlandia è “molto importante e non ha escluso, in passato, nemmeno l’opzione militare, ipotesi poi ridimensionata dal segretario di Stato Marco Rubio, che ha parlato di un possibile “acquisto. Secondo indiscrezioni del Mail on Sunday, il consigliere Stephen Miller avrebbe spinto per un piano d’invasione preventiva dell’isola, prima di eventuali mosse di Pechino o Mosca, anche se – sempre secondo la testata britannica – i militari Usa sarebbero scettici.

Nel frattempo, due giorni fa, i rappresentanti dei cinque principali partiti groenlandesi hanno firmato una dichiarazione congiunta per ribadire che gli abitanti dell’isola non vogliono essere né americani né danesi, ma semplicemente groenlandesi. Una presa di posizione che sottolinea come la Groenlandia non si consideri una pedina priva di voce. Nonostante ciò, i contatti diplomatici proseguono: questa settimana Marco Rubio sarà a Copenaghen per incontrare le autorità danesi.

Nato, discussioni costruttive: “palla” alla Danimarca

L’ipotesi di una missione Nato è stata definita da alcuni addetti ai lavori una possibile “sentinella artica. Se ne è discusso giovedì 8 gennaio 2026 a Bruxelles, durante una riunione degli alleati dell’Alleanza. Il Quartier generale supremo delle potenze alleate in Europa è stato incaricato di valutare quali misure aggiuntive adottare per rafforzare la sicurezza dell’Artico. Le opzioni sul tavolo spaziano da un dispiegamento di soldati, navi da guerra e aerei, a soluzioni più leggere come esercitazioni a tempo determinato, maggiore condivisione di informazioni e sviluppo congiunto di capacità militari.

Mette Frederiksen, premier della Danimarca

Il Comandante supremo alleato in Europa, il generale Alexus Grynkewich, ha parlato di discussionicostruttive” tra gli Stati membri e ha invitato a ridimensionare gli allarmi: “Ritengo che al momento siamo ben lontani da una crisi“. Anche la Danimarca ha cercato di raffreddare i toni, definendo la questione una “materia bilaterale” tra Copenaghen e Washington, pur aggiornando alleati Nato e Ue sugli sviluppi. In sede Nato è stato comunque riconosciuto che la sicurezza artica è “d’interesse comune“.

La Groenlandia resta però in una zona grigia dal punto di vista giuridico e politico. Uscita dalla Cee nel 1985, è un territorio autonomo che fa parte del Regno di Danimarca, Paese Ue e Nato, ma con uno status particolare. Molto dipenderà quindi dalle scelte di Copenaghen: chiedere un coinvolgimento multilaterale dei partner o trattare direttamente con gli Stati Uniti. Alcuni Paesi non escludono che Washington possa ricorrere a campagne di disinformazione o tentativi di “comprare” il consenso dei circa 57mila groenlandesi, ipotesi citate anche da Reuters.

Trump intanto alza i toni: “Europa si dia una regolata”

Donald Trump nel frattempo ha alzato i toni nei confronti dell’Europa, affermando che potrebbe dover scegliere tra l’annessione della Groenlandia e il mantenimento della Nato.

Donald Trump

Potrebbe essere una possibilità – ha dichiarato il presidente americano in un’intervista al New York Times -. La Russia non è affatto preoccupata dalla Nato se non per quanto riguarda noi. La Cina nemmeno. L’Europa sta diventando un luogo molto diverso, e devono davvero darsi una regolata. Voglio che si diano una regolata”, ha detto ancora Trump.

Per ora, comunque, il clima ufficiale resta improntato alla cautela e alla diplomazia. La missione Nato in Groenlandia, se nascerà, avrà il compito di rafforzare deterrenza e cooperazione nell’Artico. Non di sfidare apertamente Donald Trump, ma di togliere terreno alle sue mire, mostrando che sull’isola la sicurezza può essere garantita – e condivisa – senza colpi di mano.