Opposizione divisa

Referendum Giustizia: chi c’è nel Comitato della Sinistra che voterà per il sì

Costituzionalisti, giuristi ed ex parlamentari progressisti sostengono il Sì per motivazioni principalmente tecniche e riformiste

Referendum Giustizia: chi c’è nel Comitato della Sinistra che voterà per il sì

Il Referendum Giustizia 2026 ha acceso un dibattito intenso in Italia, non soltanto tra opposti schieramenti, ma anche tra le forze politiche di sinistra. Al centro della discussione c’è la separazione delle carriere tra magistrati e pubblici ministeri, una riforma tecnica che ha però importanti implicazioni politiche e istituzionali.

Nonostante la linea ufficiale di molti partiti progressisti sia per il No o per l’astensione, è nato un gruppo di sinistra dissidente che sostiene il Sì: il Comitato della Sinistra per il Sì.

Chi fa parte del Comitato della Sinistra per il Sì

Il comitato è formato da costituzionalisti, giuristi ed ex parlamentari progressisti, che sostengono il Sì per motivazioni principalmente tecniche e riformiste. Tra i membri principali troviamo:

1. Stefano Ceccanti

  • Chi è: costituzionalista, docente di Diritto Costituzionale ed ex parlamentare del PD.
  • Ruolo nel comitato: promotore principale.
  • Motivazione del Sì: sostiene che la separazione delle carriere sia coerente con l’evoluzione del modello accusatorio italiano e con tradizioni riformiste della sinistra.

2. Augusto Barbera

  • Chi è: giurista, ex presidente della Corte Costituzionale.
  • Motivazione del Sì: interpreta la riforma come un passo tecnico coerente con l’indipendenza dei giudici, non come un’operazione di destra.
Augusto Barbera

3. Enrico Morando

  • Chi è: ex viceministro dell’Economia e delle Finanze, presidente dell’associazione riformista Libertà Eguale.
  • Motivazione del Sì: sostiene il Sì come parte di una visione garantista e riformista della giustizia.
Enrico Morando

4. Carlo Fusaro

  • Chi è: costituzionalista, presidente del comitato scientifico di Libertà Eguale.
  • Motivazione del Sì: vede la riforma come strumento per proteggere i cittadini dall’eccessivo potere correntizio dei pm.
Carlo Fusaro

Altri membri di spicco sono:

  • Anna Paola Concia: ex parlamentare, attivista per i diritti civili.
  • Giovanni Pellegrino: ex parlamentare di centrosinistra.
  • Cesare Salvi: giurista e politico democratico storico.
  • Marco Boato: storico politico radicale/progressista.

Perché il comitato vota Sì

Il Comitato della Sinistra per il Sì basa la propria posizione su alcune motivazioni chiave:

  • La separazione delle carriere garantisce un giudice imparziale, distinguendo il ruolo dei magistrati da quello dei pubblici ministeri.
  • La riforma è coerente con tradizioni riformiste storiche della sinistra, mai applicate pienamente.
  • L’approccio è tecnico e garantista, più che politico, cercando di tutelare i cittadini e l’indipendenza giudiziaria.

Posizioni ufficiali dei principali partiti di sinistra

Il Comitato della Sinistra per il Sì rappresenta una minoranza tecnica e culturale nel panorama della sinistra italiana. Pur essendo isolato rispetto alle scelte ufficiali dei partiti maggiori, offre una prospettiva riformista e garantista sul referendum, sottolineando che la separazione delle carriere è coerente con tradizioni progressiste storiche e con l’indipendenza dei giudici.

Di seguito, nella tabella riassuntiva, le posizioni dei partiti di sinistra sul referendum e un confronto con il comitato del Sì.

Partito Linea ufficiale sul referendum Motivazione Confronto col comitato Sì
PD No o astensione Timore che un Sì rafforzi la narrativa del centrodestra Dissidenza netta: Ceccanti, Morando e altri votano Sì per motivazioni tecniche
M5S No o libertà di voto Preoccupazione per indebolimento ruolo pm Minima convergenza, quasi nessuna adesione al Sì
AVS / Sinistra Italiana No o astensione Riforma vista come strumentale, rischia di indebolire indipendenza magistratura Divergenza completa, membri del Sì non rappresentano partito