Il tragico incendio nel locale “Le Constellation” di Crans-Montana, in Svizzera, durante i festeggiamenti di Capodanno 2026 ha causato 40 morti e oltre 100 feriti. Secondo le indagini preliminari, il fuoco è scaturito da scintille pirotecniche che hanno incendiato materiali infiammabili nel controsoffitto, mentre mancavano rilevazioni e verifiche regolari di sicurezza.
Venerdì 9 gennaio 2026, rispondendo a una specifica domanda sul tema durante la conferenza stampa di inizio anno, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha commentato l’accaduto sostenendo che la normativa italiana in materia di prevenzione antincendio sia più rigorosa rispetto a quella svizzera, e che questo renderebbe più difficile che un episodio simile accada in Italia.
Una dichiarazione che a prima vista potrebbe apparire eccessiva, visto che tutti prendiamo solitamente la Svizzera come esempio di rigore e rispetto delle norme, ma che in realtà è decisamente corretta.
Ma qual è il quadro normativo dei due Paesi? E quanto può essere efficace nel prevenire tragedie come quella di Crans-Montana?
Come funziona la normativa antincendio in Italia
In Italia la prevenzione incendi nei locali pubblici segue un quadro legislativo strutturato e dettagliato, fondato su vari aspetti.
1. Codice di Prevenzione Incendi
L’Italia ha un Codice di prevenzione incendi approvato con decreto ministeriale, emanato dal Ministero dell’Interno e applicato dal Corpo nazionale dei Vigili del Fuoco. Questo codice contiene una serie di regole tecniche orizzontali e verticali per progettare, valutare e gestire la sicurezza antincendio nelle attività soggette (come locali da ballo, ristoranti, teatri, centri commerciali, ecc.).
2. Certificato di Prevenzione Incendi (CPI)
Per molte attività aperte al pubblico è obbligatorio ottenere un CPI, rilasciato dal comando dei Vigili del Fuoco dopo accertamenti tecnici. Il CPI attesta che i requisiti di sicurezza antincendio – vie di fuga adeguate, impianti antincendio funzionanti, materiali ignifughi, ecc. – siano soddisfatti.
3. Controlli periodici e vigilanza
Oltre al rilascio del CPI, i locali devono essere verificati con controlli periodici, e i Vigili del Fuoco possono sospendere o revocare l’attività se non risultano conformi. Questi controlli sono obbligatori e sistematici per attività classificate in base al rischio.
4. Standard tecnici dettagliati
La normativa include specifiche tecniche su materiali (ad esempio classe di reazione al fuoco), segnaletica di emergenza, sistemi di allarme, compartimentazione e ventilazione che devono essere rispettati da progettisti e gestori.
In sostanza, in Italia la legge non si limita a indicare principi generali di sicurezza: prescrive requisiti tecnici e procedure formali per certificare e verificare la sicurezza antincendio, con responsabilità ben definite per proprietari, gestori e autorità di controllo.
Come funziona la normativa antincendio in Svizzera
In Svizzera la materia della protezione antincendio è organizzata su base federale e cantonale, con caratteristiche diverse da Cantone a Cantone.
1. Competenza cantonale
Contrariamente all’Italia, la Costituzione svizzera non assegna la competenza esclusiva della protezione antincendio alla Confederazione: la materia è affidata ai singoli Cantoni, che possono adottare regolamenti e modalità di controllo differenti.
2. Controlli e responsabilità
I Cantoni stabiliscono se, quando e come devono essere effettuati controlli periodici degli edifici e locali aperti al pubblico. In Valais, dove sorge Crans-Montana, l’ultimo controllo del locale Le Constellation risale al 2019, nonostante la legge prevedesse verifiche annuali: tra il 2020 e il 2025 non fu fatto alcun controllo su quel locale.
3. Responsabilità dei proprietari
La legge svizzera assegna spesso ai proprietari e ai tecnici riconosciuti la responsabilità di garantire il rispetto delle prescrizioni antincendio, con il Municipio o l’autorità locale che vigila sull’applicazione.
La principale differenza organizzativa rispetto all’Italia è dunque che in Svizzera non c’è un organismo centrale unico con ruoli di vigilanza uniformi sul territorio nazionale, ma un mosaico di sistemi cantonali.
Perché in Italia sarebbe difficile una tragedia simile
Basandosi sulle differenze normative, si possono evidenziare alcuni motivi per cui un episodio come Crans-Montana sarebbe meno probabile in Italia:
1. Sistema di certificazione centralizzato
In Italia, prima di aprire un locale al pubblico, è richiesto un certificato di conformità antincendio (CPI) rilasciato dai Vigili del Fuoco. Questo implica controlli obbligatori, formalizzati e periodici, gestiti da un ente nazionale con poteri di sospensione dell’attività.
2. Requisiti tecnici precisi
Le norme italiane hanno specifiche dettagliate su vie di esodo, materiali non combustibili, sistemi di allarme e controllo del fumo, che se correttamente applicate riducono drasticamente l’insorgere e la propagazione di incendi.
3. Vigilanza strutturata
L’organizzazione del Corpo nazionale dei Vigili del Fuoco prevede un’attività di ispezione e vigilanza che, con risorse adeguate, può essere sistemica e coerente su tutto il territorio nazionale.
4. Dipendenza da risorse
Tuttavia, il semplice quadro normativo non basta: la prevenzione dipende anche da risorse, controlli effettivi e applicazione rigorosa delle norme. Come dimostrano gli eventi in Svizzera, dove mancati controlli – nonostante la legge prevedesse ispezioni – hanno contribuito alla tragedia.
Conclusione: normativa italiana vs normativa svizzera
La legge italiana sulla prevenzione incendi è ampia, dettagliata e centralmente coordinata, con obblighi di certificazione, requisiti tecnici e controlli formali che mirano a ridurre al massimo i rischi nei locali pubblici. Questo modello – se applicato con rigore – può rendere più difficile che si verifichino tragedie come quella di Crans-Montana.
Tuttavia, non si tratta solo di quantità di regole, ma anche di efficacia dei controlli e applicazione pratica: la normativa svizzera prevede anche requisiti severi, ma a causa di lacune nei controlli nel caso specifico questi non sono stati garantiti, evidenziando che anche le leggi rigorose richiedono applicazione e risorse adeguate per produrre risultati reali.
Nella tabella sottostante un riassunto schematico della questione.
| Voce / Aspetto | 🇮🇹 Italia | 🇨🇭 Svizzera |
|---|---|---|
| Quadro legislativo | Norme statali centralizzate: Codice di prevenzione incendi (DM 3 ago 2015 e aggiornamenti) e decreti ministeriali collegati, sotto vigilanza del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco. | Norme intercantonali basate sulle Prescrizioni antincendio AICAA/VKF (2015 e successivi aggiornamenti).Competenze principali ai Cantoni. |
| Autorità di controllo | Vigili del Fuoco a livello provinciale (Comandi) gestiscono rilasci, verifiche e controlli. | Autorità cantonali o comunali, con responsabilità di applicazione e ispezioni. |
| Certificazioni obbligatorie | Certificato di Prevenzione Incendi (CPI) obbligatorio per molte attività aperte al pubblico (es. locali di intrattenimento, alberghi ecc.). Rilasciato dai Vigili del Fuoco dopo visite tecniche. | Attestato di conformità / Piano di protezione antincendio redatto da tecnico qualificato (concept di protezione antincendio), di solito richiesto insieme al permesso d’esercizio. |
| Controlli periodici | I locali devono essere sottoposti a verifiche periodiche e rinnovo del CPI con scadenze e ispezioni stabilite. | Controlli richiedono frequenza secondo regolamenti cantonali (per es., annuali), ma l’applicazione può variare localmente come nel caso di Crans-Montana dove non sono stati effettuati controlli dal 2019. |
| Standard antincendio (materiali / impianti) | Requisiti normativi precisi per materiali, vie di esodo, rilevazione e spegnimento; con norme tecniche dettagliate integrate nel Codice. | Prescrizioni AICAA comprendono norme su materiali, compartimentazione, vie di fuga, impianti di spegnimento e rilevatori, ma devono essere recepite ed applicate dai Cantoni. |
| Responsabilità del gestore | In Italia il gestore e il proprietario devono garantire conformità e rinnovi; in caso di non conformità i Vigili del Fuoco possono sospendere l’attività. | In Svizzera il responsabile antincendio (proprietario / tecnico riconosciuto) ha obblighi di conformità e mantenimento, ma le verifiche ufficiali dipendono dalle autorità cantonali. |