PACE LONTANA

La Russia: “Eventuali truppe europee in Ucraina sarebbero per noi obiettivi legittimi”

Intanto Macron sfiducia Trump: “Usa abbandonano alleati e regole internazionali

La Russia: “Eventuali truppe europee in Ucraina sarebbero per noi obiettivi legittimi”

Mosca ha avvertito che qualsiasi truppa occidentale dispiegata in Ucraina sarà considerata un “obiettivo di combattimento legittimo, accusando i governi europei filo-ucraini di alimentare una pericolosa escalation con “dichiarazioni militaristiche“.

L’avvertimento arriva in un momento di fortissima tensione sul campo. Nella notte, le forze armate russe hanno lanciato 36 missili e 242 droni contro diverse regioni ucraine. Secondo l’aeronautica di Kiev, 226 droni e 18 missili sono stati intercettati, mentre tra gli ordigni impiegati figurerebbe anche un missile ipersonico Orechnik, utilizzato – secondo le autorità ucraine – per “testare” la reazione degli alleati occidentali.

Mosca contro la “Coalizione dei Volenterosi”

La reazione russa è diretta soprattutto all’ipotesi di un dispiegamento di forze europee in Ucraina dopo un eventuale cessate il fuoco. Il 6 gennaio, a Parigi, 36 Paesi riuniti nella cosiddetta Coalizione dei Volenterosi, guidata da Francia e Regno Unito, hanno firmato una dichiarazione intitolata “Garanzie di sicurezza per una pace solida e duratura in Ucraina”.

Secondo la portavoce del ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova, il documento è “estremamente lontano da un accordo di pace” e mira invece a “proseguire la militarizzazione e l’escalation del conflitto“. Al centro della dichiarazione vi è la creazione di una forza multinazionale incaricata di sostenere la ricostruzione delle forze armate ucraine, rafforzare l’industria militare del Paese e garantire la deterrenza nel periodo post-bellico, anche attraverso una cooperazione più stretta con la Nato.

Maria Zakharova, portavoce del Ministero degli Esteri della Russia

Zakharova accusa in particolare Londra e Parigi di voler creare basi militari permanenti, depositi di armi e infrastrutture logistiche sul territorio ucraino.

“Il dispiegamento di unità militari occidentali e strutture militari sarà classificato come intervento straniero“, ha avvertito, aggiungendo che tali presenze rappresenterebbero “una minaccia diretta non solo per la Russia ma anche per altri Paesi europei“. “Tutte queste unità e strutture saranno considerate obiettivi militari legittimi delle Forze armate russe”, ha ribadito.

Mosca sostiene che una soluzione pacifica sia possibile solo a condizioni precise: neutralità dell’Ucraina, smilitarizzazione e denazificazione, tutela dei diritti linguistici e culturali delle minoranze russofone e riconoscimento delle attuali realtà territoriali emerse dal conflitto. Le iniziative della Coalizione dei Volenterosi, secondo il Cremlino, starebbero invece dando vita a un vero e proprio “asse della guerra” insieme al governo di Kiev.

Il dibattito in Europa: divisioni e distinguo

All’interno dell’Occidente il tema divide. Il premier britannico Keir Starmer ha dichiarato che, qualora truppe britanniche venissero dispiegate nell’ambito di un accordo di pace, la decisione sarebbe sottoposta al voto del Parlamento. Starmer ha parlato di “progressi significativi” sulle garanzie di sicurezza concordate con il presidente francese Emmanuel Macron e il presidente ucraino Volodymyr Zelensky.

Incontri formali per Meloni con Starmer e Orban a margine dei funerali del Papa
Keir Starmer e Giorgia Meloni

Macron, dal canto suo, ha affermato che diverse migliaia” di soldati francesi potrebbero essere inviati in Ucraina dopo il cessate il fuoco come parte di una forza di rassicurazione, precisando che non si tratterebbe di truppe da combattimento. Posizione più prudente quella del cancelliere tedesco Friedrich Merz, che si è detto pronto a inviare soldati solo nei Paesi vicini all’Ucraina, non sul suo territorio. Italia e Polonia, pur disponibili a un ruolo di monitoraggio di un’eventuale tregua, hanno escluso l’invio diretto di truppe.

Il cancelliere tedesco Friedrich Merz

La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha rivendicato una “vittoria politica” per l’Italia, sottolineando che la coalizione ha accolto la linea italiana per una pace giusta e duratura, basata su garanzie di sicurezza ispirate all’articolo 5 della Nato e sull’esclusione dell’impiego di soldati italiani sul terreno.

Macron attacca Trump: “Aggressività neocoloniale”

In parallelo allo scontro con Mosca, Emmanuel Macron ha lanciato un duro affondo contro gli Stati Uniti di Donald Trump, accusandoli di allontanarsi gradualmente dagli alleati e di svincolarsi dalle regole internazionali. Nel suo discorso annuale davanti agli ambasciatori francesi, il presidente dell’Eliseo ha parlato di una crescente aggressione neocoloniale nelle relazioni internazionali e di un mondo che rischia di trasformarsi in uno spazio dominato dalle grandi potenze, tentate di “spartirsi il pianeta“.

Macron ha rivendicato la necessità di una maggiore autonomia strategica europea, con meno dipendenza dagli Stati Uniti e dalla Cina, e ha invitato a rafforzare il multilateralismo e il ruolo dell’Onu. Ha inoltre esortato a difendere le normative tecnologiche europee e a rilanciare il mercato unico, sottolineando che l’Europa deve “esistere davvero” come attore globale.

Uno scenario sempre più esplosivo

Con quasi il 20% del territorio ucraino sotto controllo russo, la strategia occidentale del cosiddetto “porcospino d’acciaio” mira a rendere Kiev sufficientemente fortificata da scoraggiare future aggressioni. Ma l’eventuale dispiegamento di truppe europee, anche con funzioni di peacekeeping, segnerebbe un cambiamento radicale nella natura del conflitto.

Le parole di Mosca e le accuse incrociate tra Europa, Russia e Stati Uniti mostrano un quadro sempre più teso, in cui la linea tra deterrenza e escalation appare sempre più sottile.