Parla la premier

Conferenza stampa di inizio anno, 40 domande a Giorgia Meloni DIRETTA

Sul tavolo tantissimi argomenti, dall'economia ai recenti sviluppi di politica internazionale

Conferenza stampa di inizio anno, 40 domande a Giorgia Meloni DIRETTA

Giorgia Meloni tiene oggi, venerdì 9 gennaio 2026, la tradizionale conferenza stampa di inizio anno. La premier risponderà a 40 domande da parte dei giornalisti accreditati.

Tantissimi i temi sul tavolo, soprattutto a livello internazionale. Ma non mancheranno accenni alle politiche economiche italiane.

 

Ultimi aggiornamenti

Finita la conferenza stampa

Si è chiusa la conferenza stampa di Giorgia Meloni.

Natalità e fuga di cervelli

“Il tema della natalità è una delle 4 questioni a cui ci siamo dedicati ad ogni Legge di bilancio, i numeri non sono incoraggianti e bisogna continuare ad aggiungere strumenti. La questione sia anche culturale”.

Poi le misure del Governo:

“Noi ci siamo concentrati sulle mamme lavoratrici: vogliamo che passi il messaggio che non sono un ostacolo o un fardello o un limite perché altrimenti non risolveremo il problema. Noi citiamo spesso l’immigrazione come strumento per risolvere il problema della detanalità, ma i nati di seconda generazione sono diminuiti. Noi ci siamo concentrati su tutto quello che poteva dare alle mamme il senso della libertà nella scelta di un figlio, c’è bisogno di un welfare adeguato. Il lavoro non basta se non cambiamo un po’ la mentalità”.

Strettamente legato, anche il tema della cosiddetta fuga dei cervelli:

“È una questione che considero una priorità. L’Italia storicamente ha una forte emigrazione. Credo che la questione principale sia la questione salariale. Forse andrebbe fatto un ragionamento sui salari di primo ingresso ma anche sul merito, perché c’è la percezione che non si possa arrivare da qualche parte sulla base delle proprie capacità”.

Aumento età pensionabile: “Abbiamo migliorato la situazione”

Sull‘aumento dell’età pensionabile Giorgia Meloni difende l’operato del Governo:

“In Italia esiste una legge che impone di adeguare l’età pensionabile allo stile di vita, se non fossimo intervenuti nel 2027 l’età pensionabile sarebbe aumentata di tre mesi“.

“Siamo intervenuti per portare questi 3 mesi a 1 mese e a 0 per i lavori usuranti. Non abbiamo aumentato l’età pensionabile. Al momento non abbiamo altri interventi”.

Il caso famiglia nel bosco

La premier interrogata anche sul caso della famiglia nel bosco in Abruzzo, che ha recentemente monopolizzato l’attenzione:

“Io penso che quando si tolgono dei bambini ai genitori si debba avere la certezza che quei bambini stanno meglio lontani piuttosto che con i loro genitori. Se la questione diventa morale o ideologica abbiamo un problema, se la questione diventa il metodo educativo abbiamo un problema”.

“Questo fenomeno a mio avviso potrebbe essere un po’ sfuggito di mano, ho chiesto al ministro Nordio di avere un quadro di quanti siano i minori sottratti alle famiglie. C’è una proposta di legge che istituisce due tipi di registro su questo tema, uno in ogni tribunale e uno presso la Presidenza del Consiglio”.

Famiglia nel bosco: i motivi della sospensione della potestà genitoriale e la bambina con bronchite acuta (non curata)
La famiglia Trevallion-Birmingham

Il Piano Mattei per l’Africa

La premier si mostra orgogliosa del Piano Mattei per l’Africa:

“Il 2025 è stato l’anno dell’internazionalizzazione, del coinvolgimento dell’Unione europea. Il Piano si è allargato da iniziali nove Paesi oggi ne coinvolge 14, il nostro obiettivo è ogni anno coinvolgere altri Paesi che partecipino. Stiamo lavorando all’organizzazione del summit Italia-Africa, e quella sarà la sede per presentare i nuovi progetti. Trovo grande gratitudine nei confronti dell’Italia, non solo per la cosa in sé ma per l’approccio che ha, per una cooperazione che non ha un atteggiamento paternalistico o caritatevole ma un atteggiamento di una cooperazione seria”.

I rapporti con Mattarella

“I miei rapporti con il presidente della Repubblica sono ottimi. Non siamo sempre d’accordo ovviamente, però c’è una cosa che per me fa la differenza: Sergio Mattarella quando si tratta di difendere l’interesse nazionale italiano c’è. Entrambi collaboriamo in maniera ottima, davvero, vedo un racconto spesso molto diverso dalla realtà che vivo e a volte ci vedo una costruzione”.

Giorgia Meloni con il presidente Mattarella
Giorgia Meloni con il presidente Mattarella

No dimissioni se non passa il referendum

Meloni ribadisce:

Nessuna intenzione di dimettermi se gli italiani bocceranno il referendum sulla giustizia”.

“Il mio grande obiettivo è chiudere questa legislatura come l’ho iniziata”.

Arianna Meloni sindaco di Roma?

Domanda sulla possibilità di candidarsi a sindaco di Roma per Arianna Meloni:

“Non ne abbiamo parlato, è un dirigente importante di Fratelli d’Italia, che non ha mai voluto avere incarichi elettivi. Deciderà lei”.

Il Green deal

Nell’ambito del Green deal, “abbiamo ottenuto risultati importanti ma spero si possa fare di più continuando a privilegiare un approccio più pragmatico e meno ideologico”.

I peso internazionale dell’Italia

Secondo Meloni l’Italia oggi ha un peso internazionale più elevato, grazie all’azione del Governo.

“Il dossier sull’immigrazione è quello su cui l’Italia ha fatto totalmente la differenza”.

“Credo che non sfugga a nessuno che negli ultimi tre anni la linea dell’Europa è stata totalmente ribaltata: al mio primo Consiglio europeo di immigrazione non se ne parlava e si parlava di redistribuire i migranti illegali che era impossibile fermare. Oggi leggendo i documenti che la Ue produce su questa materia si parla di dimensione esterna, di difesa dei confini, norme più efficaci per i rimpatri. Quindi ora il tema non è più quello di distribuire i migranti, ma di gestire la politica migratoria e di fermarla anche lavorando con i paesi di transito e di origine”.

 

Le tensioni in maggioranza

Negli anni sono stati numerosi i “battibecchi” in maggioranza, ma questo non sembra scalfire né Meloni né il Governo:

“Non vedo rischi, siamo forse il governo più solido fra le grandi democrazie europee perché abbiamo la maggioranza più solida.  Proprio perché siamo chiamati a prendere delle decisioni non facili è normale che ci sia dibattito, a me aiuta a riflettere quando ci sono posizioni diverse. Non credo che si rischino fibrillazioni nella maggioranza, non siamo una caserma ma dei partiti politici che si confrontano”.

 

Trump e il diritto internazionale

Oggi Trump ha dichiarato che si sente di fatto al di sopra del diritto internazionale. Una esternazione che non trova d’accordo Meloni:

“Penso che il diritto internazionale vada ampiamente difeso. L’Italia però non deve prendere le distanze dagli Usa. Io penso che la politica estera italiana sia quella che ci ha ricordato il presidente Mattarella: basata sull’Europa e sull’Alleanza Atlantica. Certo che non sono sempre d’accordo su tutto quello che dicono i miei alleati, gli interessi delle Nazioni non si sovrappongono sempre perfettamente”.

La situazione Ilva: “Il dossier più complesso”

“Il dossier Ilva è il più complesso che abbiamo ereditato, una situazione molto compromessa da tutti i punti di vista – dice Meloni. Arriviamo da 13 anni di difficoltà, che hanno attraversato tutti i Governi senza trovare soluzioni”.

“L’impegno del governo non è mai venuto meno, l’Ilva è uno dei temi ai quali abbiamo dedicato più riunioni perché è di una complessità estrema. L’obiettivo è quello di conciliare tenuta della produzione, dell’occupazione e della tutela ambientale e della sicurezza della comunità. Tutte le opzioni vengono vagliate, il confronto con le parti sociali è sempre aperto”.

Crans-Montana: “Non è disgrazia, ma negligenza. Non lasceremo le famiglie sole”

Inevitabile una domanda sulla strage di Crans-Montana e sulle iniziative del Governo.

Quello che è successo non è una disgrazia, è il risultato di troppe persone che non hanno fatto il loro lavoro o che pensavano di fare soldi facili. Le responsabilità devono essere individuate e perseguite. L’Avvocatura generale dello Stato si è messa in contatto con la procuratrice generale elvetica per seguire le indagini e con la Procura di Roma che ha aperto un fascicolo.

“Le famiglie hanno la mia parola che non verranno lasciate sole mentre chiedono giustizia“.

E sull’eventualità che una situazione del genere possa accadere in Italia:

Le norme italiane sono più rigide di quelle del cantone, ma ci si deve sempre chiedere cosa si può imparare, stiamo ragionando sul divieto degli scintillii messi sulle bottiglie per festeggiare”.

 

Le proteste in Italia contro il blitz Usa in Venezuela

Un accenno anche alle polemiche e alle immagini delle piazze in cui veniva contestato il blitz americano in Venezuela da parte di alcuni militanti di sinistra e dei sindacati.

“Mi pare che si finga di non vedere la situazione in cui versa il popolo venezuelano , Mi ha fatto specie quando ho visto le mobilitazioni sindacali:  in Venezuela un docente guadagna due dollari al mese e accade che i ragazzi vadano a scuola due giorni a settimana e c’è una povertà dilagante”.

“Quello è un mondo in cui la sinistra vive da sempre, vedere qualcuno spiegare a degli esuli venezuelani cosa significa essere venezuelani lo trovo paradossale. La sinistra sta sempre dalla parte sbagliata della storia“.

Emergenza casa: Piano Casa in dirittura d’arrivo

“Per l’emergenza abitativa siamo in dirittura d’arrivo con la presentazione del Piano Casa, un progetto molto ampio a cui lavoriamo con i ministri Salvini e Foti. Ci arriveremo nelle prossime settimane”.

“Il nostro obiettivo è mettere in campo un progetto che possa mettere a disposizone 100mila nuovi appartamenti/case a prezzi calmierati nei prossimi 10 anni, al netto delle case popolari”.

La riforma elettorale

Il Governo lavora anche alla riforma elettorale, che secondo Meloni dovrebbe ottenere il favore anche dell’opposizione.

“Penso che l’opposizione dovrebbe vedere favorevolmente una riforma che consente a chi prende più voti di governare per 5 anni con una maggioranza solida“.

E replica a chi pensa sia fatta “su misura” per il Centrodestra.

“La partita sarebbe più che aperta e potrebbe dare al campo avverso una maggioranza più ampia di quella ottenibile con la legge elettorale attuale. Il tema è fare una legge che garantisca stabilità e rispetto del voto popolare. Credo che tutti dovrebbero avere interesse a fare una legge di questo tipo, spero ci sia un’interlocuzione positiva e non una chiusura pregiudiziale”.

I rapporti con la Russia

“Penso che Macron abbia ragione, penso sia arrivato il momento che anche l’Europa parli con la Russia perché parlare solo con una delle due parti in campo potrebbe non portare risultati. La difficoltà è non andare in ordine sparso perché sarebbe fare un favore a Putin, e l’ultima cosa che voglio fare è un favore a Putin”.

“Per ora mi pare inverosimile l’ingresso della Russia nel G7, dipenderà dalla pace”.

Quando sarà il referendum sulla giustizia?

Si torna alla politica interna, con il referendum sulla giustizia, al momento senza data.

“Dobbiamo dare una data entro il 19 gennaio, la data del 22 e 23 marzo 2026 è quella che mi sembra più probabile. Stiamo facendo le cose a norma di legge, non abbiamo motivo per forzare, la data ci sembra ragionevole e ci sembra adatta per portare a casa le novità prima del rinnovo del Csm”.

 

Gaza, il ruolo dell’Italia

Si torna poi alle questioni internazionali, parando di Gaza, passata oggi un po’ in secondo piano nelle cronache, ma non nei pensieri dell’Esecutivo.

“Ce ne occupiamo quotidianamente, per rendere effettivo un piano di pace, per andare avanti con il percorso verso la pace. Nelle ultime settimane la nostra cooperazione ha stanziato ulteriori 25 milioni di euro per la popolazione, ma soprattutto stiamo dando la disponibilità dei nostri carabinieri a formare le prime 50 forze di sicurezza palestinese in Giordania, un contributo concreto alla sicurezza”.

“L’Italia in quelle zone è considerata un partner affidabile ed è rispettata”.

La sicurezza: “Ottimi risultati, ma non basta”

Tema caro al Governo è senza dubbio la sicurezza.

“Non è facile, dopo anni di lassismo – ha attaccato Meloni – I risultati stanno arrivano, ma non mi bastano”.

No ai soldati italiani in Ucraina

Meloni ribadisce anche il “no” all’invio di soldati italiani in Ucraina.

“L’unico modo di garantire pace è la deterrenza, devi essere abbastanza forte da far desistere il nemico dall’intenzione di attaccarti”.

“Oggi ragioniamo sull’istituzione di una forza multinazionale nell’ambito della coalizione dei Volenterosi, senza un ombrello Onu. Io non ritengo necessario l’invio dei soldati italiani in Ucraina. Anche perché, quanti ne servirebbero? Oggi, e lo dico con orgoglio, nei documenti che vengono discussi, le garanzie di sicurezza per l’Ucraina si delineano su una proposta italiana”.

Una strategia italiana sull’Artico

Sempre in tema di Groenlandia, l’Italia è pronta a fare la sua parte e presenterà a breve un piano con una strategia per l’Artico.

“Mi occuperei di prevenire, garantire che ci sia una presenza seria degli Alleati nell’Artico e che si possa quindi insieme rispondere a una preoccupazione degli Stati Uniti che è quella di non avere un’ingerenza di altri attori che potrebbero essere ostili”.

Trump e la Groenlandia

Si parla anche di Groenlandia.

“Continuo a pensare che gli Usa non faranno alcuna azione militare, che non converrebbe neppure a loro”.

“Allo stato l’ipotesi di un intervento per assumere il controllo della Groenlandia è stata esclusa sia da Marco Rubio che dallo stesso Trump. Penso che l’amministrazione Trump, con i suoi metodi un po’ assertivi, stia soprattutto ponendo l’attenzione sull’importanza strategica della Groenlandia e dell’area artica per la sua sicurezza. È una zona dove agiscono molti attori stranieri e continuo a credere che il messaggio degli Usa sia che non accetteranno azioni di potenze straniere”.

Il rilascio degli italiani in Venezuela

Lo scorso anno la conferenza si tenne il giorno dopo la liberazione di Cecilia Sala, nel 2026 durante la liberazione di italiani in Venezuela.

“Il governo si occupa di questa vicenda quotidianamente, come sappiamo Alberto Trentini non è l’unico italiano detenuto in Venezuela. Non smetteremo di occuparci di questa vicenda finché la signora Armanda non potrà abbracciare suo figlio: capisco il suo dolore, è doloroso anche per me non poter dare risposte”.

Contestazioni e risposta

In apertura, alcuni giornalisti si sono alzati mostrando cartelli con la scritta:

“Da dieci anni senza contratto, ma alla Fieg finanziamenti milionari”.

La replica di Meloni:

“Non si è mai vista una cosa del genere. Noi possiamo fare moral suasion, ma non passi il concetto che la colpa è della presidente e del Governo”.

Meloni parla di sicurezza dei giornalisti

Giorgia Meloni parla di sicurezza dei giornalisti, ricordando alcuni recenti episodi, tra cui l’assalto alla sede del quotidiano La Stampa.

“La libertà di stampa è il termometro della democrazia”.

Iniziata la conferenza stampa

Inizia la conferenza stampa di Giorgia Meloni. Si parla di libertà di stampa: inevitabile l’accenno al caso Ranucci. nell’introduzione di Carlo Bartoli, presidente del Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Giornalisti (CNOG).

Gli argomenti sul tavolo

Si parlerà sicuramente di Venezuela e Ucraina dal punto di vista internazionale, e probabilmente ci sarà anche qualcosa sul Mercosur.

Sul fronte interno, invece, possibile carrellata su alcuni dei punti cardine della Manovra finanziaria approvata a fine 2025.

Alle 11 si inizia

Avrà inizio fra pochi minuti, alle 11, la conferenza stampa di inizio anno della presidente del Consiglio Giorgia Meloni.

Le parole sul Venezuela

Prima dell’avvio della conferenza stampa, Meloni ha diffuso una prima dichiarazione, sul tema Venezuela:

“Seguo con attenzione la situazione in Venezuela e auspico che con la presidente Delcy Rodríguez si apra una nuova stagione di relazioni costruttive fra Roma e Caracas. In tal senso esprimo gratitudine per la scelta di avviare la liberazione di detenuti politici, fra i quali anche italiani, e spero vivamente che questo percorso prosegua con ulteriori passi nella medesima direzione”.