GRANDE COMMOZIONE

Crans-Montana, il momento del dolore: ieri funerali di cinque ragazzi, oggi l’ultimo a Genova

Ieri i funerali di cinque delle sei vittime della strage nel locale La Constellation. Oggi, l'ultima celebrazione per Emanuele Galeppini

Crans-Montana, il momento del dolore: ieri funerali di cinque ragazzi, oggi l’ultimo a Genova

È stato il giorno del dolore, del silenzio e degli addii. Mercoledì 7 gennaio 2026 l’Italia si è fermata per rendere omaggio a cinque delle sei giovani vittime italiane della strage di Capodanno di Crans-Montana, mentre oggi, giovedì 8 gennaio, a Genova, si celebra l’ultimo funerale. Sei ragazzi tra i 15 e i 16 anni, strappati alla vita in una notte che doveva essere di festa, morti nell’incendio con esplosione del locale svizzero Le Constellation.

Da Milano a Roma, da Bologna a Lugano, fino a Genova, chiese gremite di coetanei, famiglie, insegnanti e istituzioni hanno accolto i feretri tra applausi, rose bianche e palloncini. In tutte le scuole italiane è stato osservato un minuto di silenzio: i banchi di quei ragazzi, ieri mattina, sono rimasti vuoti.

Genova: l’ultimo addio a Emanuele Galeppini

Oggi, giovedì 8 gennaio 2026, si sono svolte nella chiesa di Sant’Antonio di Boccadasse le esequie di Emanuele Galeppini. Una cerimonia segnata da profonda commozione, con la chiesa gremita di familiari, amici e tanti giovani. In lacrime la madre di Emanuele, stretta al marito e abbracciata al figlio più piccolo, così come i numerosi ragazzi che hanno voluto dare l’ultimo saluto al sedicenne. Il feretro, posto sull’altare e adornato da un cuscino di rose bianche, è stato accompagnato da lunghi momenti di silenzio e da un applauso composto al termine della funzione.

Crans-Montana, il momento del dolore: ieri funerali di cinque ragazzi, oggi l'ultimo a Genova
Il funerale di Emanuele Galeppini

Durante l’omelia, l’arcivescovo di Genova monsignor Marco Tasca ha ricordato Emanuele e gli altri giovani scomparsi, parlando di una perdita che “lascia storditi e increduli” e invitando a cercare un senso anche nel dolore più profondo. Nel corso della cerimonia, familiari e amici hanno ripercorso i momenti più significativi della vita del ragazzo, ricordandone l’ironia, i valori dello sport e la passione per il golf, disciplina in cui era considerato una promessa. Particolarmente toccanti le parole del fratello più piccolo e i simboli lasciati sull’altare, tra cui la maglia da golf firmata dagli amici del Golf di Rapallo.

Milano: l’addio a Chiara Costanzo e Achille Barosi

A Milano si sono svolti due funerali in contemporanea. Nella basilica di Santa Maria delle Grazie, una folla commossa ha salutato Chiara Costanzo, 16 anni. Il suo feretro è stato accolto da un lungo applauso, mentre sul sagrato due ali di coetanei si stringevano l’uno all’altro. Presenti il ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara, il sindaco Giuseppe Sala e numerosi rappresentanti delle istituzioni.

Chiara Costanzo

Durante la cerimonia, ha preso la parola anche la senatrice a vita Liliana Segre, che ha ricordato come “un dolore così, per dei genitori, non si può sopportare“. Straziante il messaggio della sorella Elena: “Sono arrabbiata che ti abbiano portata via a sedici anni. Tutti i miei traguardi li dedicherò a te“.

Il padre Andrea Costanzo, al termine delle esequie, ha chiesto giustizia e verità: ”

Abbiamo tutti sete di verità. Qualcuno ha calpestato le regole del vivere civile e deve cambiare mestiere. Ora serve professionalità ed efficienza per scoperchiare tutto quello che c’è”. Un appello rivolto anche alla premier Giorgia Meloni, affinché l’Italia si costituisca parte civile.

 

Nella basilica di Sant’Ambrogio, migliaia di persone hanno salutato Achille Barosi, 16 anni. Il feretro è uscito tra lacrime e applausi, accompagnato dalle note di Perdutamente di Achille Lauro, una delle sue canzoni preferite. Il padre Nicola ha parlato di smarrimento e vuoto:

Achille Barosi

Mi hanno strappato la cosa più preziosa che avevo. Ma averti è stato un privilegio“.

La madre Erica ha ricordato un ragazzo maturo, pieno di ideali, indeciso se diventare architetto o giudice:

Sei libero, vola amore mio. Mamma, tua per sempre“.

Roma: il saluto a Riccardo Minghetti

A Roma, nella basilica dei Santi Pietro e Paolo, si sono svolti i funerali di Riccardo Minghetti, 16 anni. Sulla bara chiara, tre gigli bianchi e la maglia del circolo di tennis che frequentava. Centinaia di ragazzi hanno atteso in silenzio sulla scalinata.

Riccardo Minghetti

La madre Carla ha ricordato l’ultimo saluto:

“Mi ha chiamato ‘mamma, mamma’ e si è fatto dare un bacio. Negli ultimi giorni a Crans era felice“.

I compagni di classe hanno parlato di una ferita che “non si può rimarginare”. In chiesa anche la sorella Matilde, 15 anni, scampata al rogo, che quella notte aveva cercato Riccardo invano.

Bologna: l’abbraccio per Giovanni Tamburi

A Bologna, la cattedrale di San Pietro è stata letteralmente invasa da una marea di giovanissimi per l’ultimo saluto a Giovanni Tamburi, 16 anni. Gli studenti del liceo Righi hanno riempito la chiesa e il sagrato, mentre la bandiera del Comune è rimasta listata a lutto.

 

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Giovanni Tamburi

Commovente il ricordo del padre Giuseppe:

“Il primo gennaio hai perso la vita e io l’ho persa con te. Mi resterà un vuoto incolmabile“.

 

 

La madre Carla ha detto:

“Mi commuove vedere quanto era amato mio figlio. Ho perso un pezzo di vita, ma ora confido che giustizia sia fatta“.

Lugano: Sofia Prosperi, la più giovane

Nella cattedrale di Lugano, gremita di ragazzi con una rosa bianca in mano, è stato celebrato il funerale di Sofia Prosperi, 15 anni, la più giovane delle vittime. Il vescovo Alain de Raemy ha espresso l’incredulità di fronte a una morte così precoce:

Sofia Prosperi

Non si può morire a quindici anni. Il pensiero va a tutti i giovani che condividevano con lei la festa”.