Cinque garanzie di sicurezza per l’Ucraina, ispirate all’articolo 5 della Nato, e un punto fermo ribadito dall’Italia: nessun soldato italiano sarà impiegato sul terreno. È questo quanto emerso dalla riunione della Coalizione dei Volenterosi, che si è svolta a Parigi martedì 6 gennaio 2026, alla presenza del presidente del Consiglio Giorgia Meloni, del presidente ucraino Volodymyr Zelensky, dei rappresentanti degli Stati Uniti e dei leader dei Paesi partner impegnati nel percorso verso una pace “giusta e duratura” in Ucraina.
Palazzo Chigi: “Vertice costruttivo e concreto”
Il vertice, definito da Palazzo Chigi “costruttivo e concreto”, ha confermato “un alto livello di convergenza tra Ucraina, Stati Uniti, Europa e altri partner” ed è stato dedicato all’affinamento delle garanzie di sicurezza per Kiev, come da tempo suggerito dall’Italia. Garanzie che faranno parte di un pacchetto più ampio di intese, da adottare in stretto raccordo con Washington, per assicurare la sovranità e l’indipendenza dell’Ucraina.

Nel corso dell’incontro è stata condivisa da tutti i membri della coalizione l’importanza e la necessità di mantenere alta la pressione collettiva sulla Russia. Al tempo stesso, la premier Meloni ha ribadito alcuni punti fermi della posizione del governo italiano, in particolare l’esclusione dell’impiego di truppe italiane sul terreno. Un principio richiamato anche nella dichiarazione finale, insieme alla volontarietà della partecipazione degli Stati alla futura forza multinazionale e al rispetto delle procedure costituzionali per eventuali decisioni future in caso di nuovo attacco armato.
I cinque pilastri delle garanzie di sicurezza per Kiev
I cinque pilastri delle garanzie di sicurezza delineate dai Volenterosi partono dal monitoraggio del cessate il fuoco. È prevista la creazione di un sistema continuo e affidabile di verifica, proposto dagli Stati Uniti, con il contributo dei Paesi della coalizione, affiancato da una commissione speciale incaricata di affrontare eventuali violazioni, attribuire responsabilità e determinare i rimedi.
Il secondo pilastro riguarda il sostegno a lungo termine alle forze armate ucraine, considerate la prima linea di difesa e deterrenza. La coalizione si è impegnata a continuare a fornire assistenza militare e armamenti, includendo pacchetti di difesa, sostegno finanziario per l’acquisto di armi, cooperazione sul bilancio nazionale ucraino, accesso a depositi di difesa per un rapido supporto in caso di futuro attacco e aiuti pratici e tecnici per la costruzione di fortificazioni difensive.

Il terzo pilastro prevede la pianificazione di una forza multinazionale, composta dai Paesi disposti a contribuire nell’ambito della coalizione, con l’obiettivo di sostenere la ricostruzione delle forze armate ucraine e rafforzare la deterrenza. Le misure di rassicurazione – in aria, in mare e sulla terraferma – dovrebbero essere attivate su richiesta dell’Ucraina una volta verificata una credibile cessazione delle ostilità. Questi elementi saranno guidati dall’Europa, con il coinvolgimento anche dei membri non europei e il sostegno proposto dagli Stati Uniti.
Il quarto pilastro riguarda l’eventualità di un futuro attacco della Russia. I Volenterosi hanno convenuto di finalizzare impegni vincolanti che definiscano l’approccio comune per sostenere l’Ucraina e ripristinare pace e sicurezza, attraverso un ampio ventaglio di strumenti che può includere capacità militari, intelligence, supporto logistico, iniziative diplomatiche e ulteriori sanzioni.
Infine, il quinto pilastro è rappresentato dal rafforzamento della cooperazione in materia di difesa con Kiev. L’impegno comprende formazione, produzione congiunta nel settore della difesa – anche attraverso strumenti europei – e cooperazione in ambito di intelligence.
Meloni ribadisce: “Nessuno soldato italiano in Ucraina”
Nel confermare il pieno sostegno dell’Italia alla sicurezza dell’Ucraina, Meloni ha ribadito che Roma continuerà ad agire nel rispetto dei propri vincoli costituzionali. Una linea che distingue la posizione italiana da quella di altri Paesi europei: mentre l’Italia esclude l’invio di truppe sul terreno, Stati come la Spagna, finora tra i più prudenti, hanno aperto alla possibilità di sostenere gli sforzi di pace anche con una presenza militare.

La missione parigina della premier si inserisce in una giornata intensa sul fronte internazionale, segnata anche dalla firma di una dichiarazione con altri leader europei a difesa dell’inviolabilità dei confini della Groenlandia e dal rafforzamento dell’asse europeo su dossier strategici. Ma sul fronte ucraino, la linea italiana resta chiara: sostegno pieno a Kiev, garanzie di sicurezza ispirate alla Nato, pressione sulla Russia, ma nessun soldato italiano in Ucraina.