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Ue a Trump: “Giù le mani dalla Groenlandia, è territorio Nato”

Dichiarazione firmata anche da Meloni. Ma la Casa Bianca non esclude l'invio dell'esercito

Ue a Trump: “Giù le mani dalla Groenlandia, è territorio Nato”

L’Unione europea alza la voce contro le rinnovate ambizioni degli Stati Uniti sulla Groenlandia. In una dichiarazione congiunta, sette leader europei – la presidente del Consiglio italiana Giorgia Meloni, il presidente francese Emmanuel Macron, il cancelliere tedesco Friedrich Merz, il premier polacco Donald Tusk, il presidente del governo spagnolo Pedro Sánchez, il primo ministro britannico Keir Starmer e la premier danese Mette Frederiksen – hanno ribadito un principio netto: “La Groenlandia appartiene al suo popolo” e ogni decisione sul suo futuro spetta esclusivamente a Danimarca e Groenlandia.

La presa di posizione arriva dopo che il presidente Usa Donald Trump ha riportato al centro dell’agenda internazionale l’ipotesi di un’acquisizione dell’isola artica, definita “assolutamente necessaria” per la sicurezza nazionale americana. Trump, dopo il suo insediamento, ha nominato il governatore della Louisiana Jeff Landry come inviato speciale per la Groenlandia e, tramite la Casa Bianca, non ha escluso neppure l’uso della forza militare per raggiungere l’obiettivo.

La risposta europea: sovranità e Nato

Nel documento congiunto, i leader europei sottolineano che la sicurezza dell’Artico rimane una priorità fondamentale per l’Europa ed è cruciale per la sicurezza internazionale e transatlantica.

“La NATO ha chiarito che la regione artica è una priorità e gli alleati europei stanno intensificando. Noi e molti altri alleati abbiamo aumentato la nostra presenza, le nostre attività e i nostri investimenti, per mantenere l’Artico al sicuro e per scoraggiare gli avversari. Il Regno di Danimarca – compresa la Groenlandia – fa parte della NATO“.

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Giorgia Meloni e Ursula von der Leyen

Da qui la conclusione:

La sicurezza nell’Artico deve quindi essere raggiunta collettivamente, in collaborazione con gli alleati della NATO, compresi gli Stati Uniti, sostenendo i principi della Carta delle Nazioni Unite, tra cui la sovranità, l’integrità territoriale e l’inviolabilità dei confini. Questi sono principi universali e non smetteremo di difenderli“.

Gli Stati Uniti sono un partner essenziale in questo sforzo, come alleato della NATO e attraverso l’accordo di difesa tra il Regno di Danimarca e gli Stati Uniti del 1951. La Groenlandia appartiene al suo popolo. Spetta alla Danimarca e alla Groenlandia, e solo a loro, decidere sulle questioni riguardanti la Danimarca e la Groenlandia”.

Washington: “Opzione militare sul tavolo”

La reazione americana non si è fatta attendere. In una risposta a Reuters, la Casa Bianca ha affermato che l’acquisizione della Groenlandia è una priorità per la sicurezza nazionale degli Stati Uniti” e che il presidente e il suo team stanno valutando “una gamma di opzioni“, precisando che l’utilizzo delle forze armate statunitensi è sempre un’opzione a disposizione del comandante in capo.

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Donald Trump non esclude l’uso militare per ottenere la Groenlandia

Stephen Miller, vice capo dello staff di Trump, ha poi definito le rivendicazioni sulla Groenlandia una posizione formale del governo Usa, sostenendo che l’isola dovrebbe far parte degli Stati Uniti per ragioni di sicurezza e mettendo in discussione la sovranità danese, arrivando a parlare di possibile “colonia danese”. Miller ha tuttavia escluso uno scontro militare diretto, affermando che “nessuno combatterà gli Stati Uniti per il futuro della Groenlandia”.

L’ipotesi di un accordo senza la Danimarca

Secondo il settimanale The Economist, l’amministrazione Trump starebbe lavorando a un accordo diretto di associazione con la Groenlandia, escludendo la Danimarca. L’ipotesi allo studio sarebbe quella di un Compact of Free Association (Cofa), un modello già utilizzato da Washington con alcuni Stati del Pacifico, che consentirebbe agli Usa di schierare liberamente truppe e ampliare le infrastrutture militari in cambio di vantaggi economici e commerciali per l’isola.

L’obiettivo americano sarebbe rafforzare la presenza strategica nell’Artico, area sempre più contesa tra Stati Uniti, Russia e Cina, anche per l’accesso a risorse naturali come terre rare, petrolio e nuove rotte commerciali rese possibili dallo scioglimento dei ghiacci.

Danimarca e Groenlandia: no alle pressioni

La premier danese Mette Frederiksen ha respinto con fermezza le ipotesi statunitensi, ribadendo che la sovranità spetta ai groenlandesi. Copenaghen ha annunciato un rafforzamento della presenza militare nell’Artico e una maggiore cooperazione Nato, ricordando che già oggi la Groenlandia ospita una base militare americana sulla base degli accordi esistenti.

Mette Frederiksen, presidente della Danimarca

Il primo ministro groenlandese Jens-Frederik Nielsen ha invitato Washington a cercare un dialogo rispettoso attraverso i corretti canali diplomatici, sottolineando che Trump “non può prendere il Paese perché lo vuole“. Nielsen ha accolto con favore la dichiarazione dei leader europei, definendola “un segnale chiaro che sovranità, integrità territoriale e diritto internazionale continuano a valere anche nell’Artico.