Sono sei le vittime italiane accertate nell’incendio della discoteca Le Constellation a Crans-Montana, avvenuto nella notte di Capodanno. La conferma ufficiale è arrivata dal ministro degli Affari Esteri Antonio Tajani, che ha fornito aggiornamenti sulle operazioni di identificazione e sul rientro delle salme in Italia.
“Purtroppo le vittime italiane sono sei, tutte accertate”, ha dichiarato il ministro.
Le salme rientreranno in Italia con un volo di Stato dell’Aeronautica militare, mentre i feriti superstiti stanno progressivamente tornando nel Paese.
“Tre feriti saranno trasferiti all’ospedale Niguarda di Milano e uno a Torino”, ha aggiunto Tajani.
Le ultime vittime identificate: Riccardo Minghetti e Sofia Prosperi
Alle prime quattro vittime già identificate, si aggiungono Riccardo Minghetti, romano, e Sofia Prosperi, cittadina ticinese ma nata a Roma. I loro nomi sono emersi al termine degli accertamenti genetici condotti sui corpi delle 40 persone decedute nel rogo.
Per le famiglie dei giovani dispersi, le ore successive all’incendio sono state segnate da un’attesa angosciante, scandita dai bollettini ufficiali diffusi più volte al giorno dalle autorità svizzere. La speranza si è progressivamente spenta con l’arrivo dei risultati delle analisi del DNA effettuate presso l’ospedale di Losanna.
Identificazione delle vittime italiane: il ruolo del DNA
Nella giornata precedente erano state comunicate le morti di otto giovani svizzeri e di tre cittadini italiani:
- Giovanni Tamburi, 16 anni, studente del liceo scientifico “Righi” di Bologna
- Achille Barosi, 16 anni, milanese
- Emanuele Galeppini, 17 anni, genovese residente a Dubai.

L’identificazione è avvenuta grazie all’incrocio dei profili genetici forniti dai familiari con quelli dei corpi recuperati nella discoteca distrutta dall’incendio.
Nella mattinata di domenica è arrivata anche la conferma della morte di una quarta vittima italiana, Chiara Costanzo. Il padre Andrea aveva già espresso pubblicamente la consapevolezza dell’esito più tragico:
“La mia amata Chiara non c’è più”, ha dichiarato dopo il contatto con gli investigatori specializzati.

Chi erano i ragazzi morti nell’incendio di Crans-Montana
Le vittime italiane erano giovani studenti e sportivi, in vacanza per le festività di fine anno.
Giovanni Tamburi si trovava a Crans-Montana con il padre Giuseppe. La madre, Carla Masiello, aveva lanciato appelli pubblici chiedendo interventi urgenti e il supporto delle istituzioni.
Achille Barosi e Chiara Costanzo erano amici. Barosi, studente di un liceo artistico, era riuscito inizialmente a mettersi in salvo, ma sarebbe rientrato nella discoteca per recuperare il giubbotto e il cellulare.
Emanuele Galeppini era considerato una promessa del golf, inserito nel ranking mondiale giovanile.
Assistenza della Farnesina e della Protezione Civile
Le autorità diplomatiche italiane, in coordinamento con la polizia elvetica, hanno seguito tutte le fasi dell’identificazione e dell’assistenza ai familiari, supportati anche da psicologi specializzati. Ora sarà la Farnesina a occuparsi delle procedure di rimpatrio delle salme.
Molti genitori e parenti delle vittime, assistiti dal Dipartimento della Protezione Civile italiana, si conoscevano già: avevano seconde case a Crans-Montana e i loro figli erano cresciuti insieme. Alcuni avevano trascorso insieme la sera di San Silvestro, prima che i ragazzi si dirigessero in discoteca per festeggiare l’arrivo del nuovo anno.