Sicurezza sul lavoro

Meritocrazia Italia chiede un sistema nazionale di monitoraggio con indicatori chiave per la sicurezza nelle PMI

"Imprescindibile un modello di sicurezza proporzionato, semplice e verificabile, che garantisca tutele reali senza soffocare le imprese"

Meritocrazia Italia chiede un sistema nazionale di monitoraggio con indicatori chiave per la sicurezza nelle PMI

Sono dati di oggi quelli che rivelano la fragilità delle piccole e medie imprese italiane in tema di salute e sicurezza sul lavoro.

Le PMI costituiscono l’ossatura dell’Italia produttiva, rappresentando il 99,9% del totale delle imprese, il 77% della forza lavoro e circa il 65% del valore aggiunto nazionale. La loro capillarità territoriale e la capacità di resistere anche nelle fasi di crisi le rendono un presidio essenziale non solo per l’economia, ma anche per la coesione sociale del Paese.

Eppure la complessità delle norme, i costi elevati, la carenza di competenze interne e la cultura della sicurezza, spesso percepita come ostacolo, trasformano obblighi importanti in adempimenti formali, senza garantire reali tutele. Nonostante alcune semplificazioni per le microimprese e linee guida europee che invitano a strumenti calibrati, il divario con le grandi aziende resta evidente.

I dati Inail 2024 confermano l’urgenza: oltre 593mila denunce di infortunio, con il 42% dei decessi nelle microimprese e un ulteriore 15,5% nelle piccole aziende. In pratica, 6 morti sul lavoro su 10 avvengono in realtà sotto i 50 dipendenti.

Meritocrazia Italia ritiene imprescindibile un modello di sicurezza proporzionato, semplice e verificabile, che garantisca tutele reali senza soffocare le imprese.

Per garantire sicurezza concreta e prevenzione reale, Meritocrazia Italia propone:

  • sportelli territoriali per la sicurezza (fisici e digitali), per assistenza burocratica e supporto tecnico gratuito o a costi calmierati;
  • voucher sicurezza a erogazione rapida per formazione, DPI, adeguamenti e innovazione tecnologica;
  • formazione digitale e modulare, con piattaforme settoriali accessibili in qualsiasi momento, calibrate sulle microimprese;
  • RSPP (Responsabili del Servizio di Prevenzione e Protezione) condivisi, attraverso reti di imprese, con riduzione dei costi e qualità garantita;
  • check-list semplificate e standardizzate, validate da Ministero e Inail, per autovalutazioni efficaci;
  • controllo esterno dei DVR (Documenti di Valutazione Sicurezza) da parte di enti terzi indipendenti competenti, per evitare autocertificazioni fittizie e garantire un monitoraggio affidabile;
  • premialità assicurative Inail per le imprese virtuose che investono in prevenzione;
  • campagne di sensibilizzazione mirate, capaci di diffondere una cultura della sicurezza come valore sociale;
  • obbligo progressivo di utilizzo di sistemi elettronici di sicurezza, come sensori IoT (Internet of Things), dispositivi di rilevamento, sistemi di monitoraggio ambientale e registri digitali, per garantire un controllo costante e in tempo reale dei rischi (movimentazione macchinari, qualità dell’aria, utilizzo DPI, ecc.). Questi strumenti, integrati con piattaforme digitali nazionali, consentono la segnalazione immediata di anomalie e riducono i tempi di intervento, rafforzando la prevenzione e la trasparenza dei dati.

Per assicurare trasparenza e verificabilità, Meritocrazia Italia propone anche un sistema nazionale di monitoraggio con indicatori chiave: numero di PMI beneficiarie di sportelli e voucher; riduzione del tasso di infortuni mortali nelle PMI; aumento della partecipazione ai corsi di formazione; percentuale di DVR validati da terzi; riduzione dei costi sociali ed economici da infortuni (giornate perse, spese sanitarie, risarcimenti).

La sicurezza sul lavoro nelle PMI è questione di civiltà e di competitività. Garantirla significa salvare vite, rafforzare il tessuto produttivo, attrarre investimenti e garantire stabilità al mercato. Meritocrazia Italia chiede alle Istituzioni un cambio di paradigma: non più burocrazia, ma strumenti concreti e proporzionati; non più sicurezza come obbligo formale, ma come valore condiviso e pilastro del sistema Paese. Non un costo da sopportare, insomma, ma il più importante investimento per il futuro dell’Italia.