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Trump abbassa i dazi sulla pasta italiana

Il presidente Usa rinvia di un anno le gabelle sui mobili

Trump abbassa i dazi sulla pasta italiana

L’inizio del nuovo anno porta un segnale di sollievo per diversi settori dell’industria italiana. Gli Stati Uniti hanno infatti deciso di ridurre in modo significativo i dazi annunciati sulla pasta e di rinviare al 2027 l’aumento delle tariffe previsto per il comparto dell’arredamento. Una decisione che arriva dopo settimane di interlocuzioni diplomatiche e che è stata accolta positivamente dal governo italiano e dalle imprese coinvolte.

La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha ringraziato il presidente americano Donald Trump nel corso di una telefonata di auguri per la fine dell’anno, sottolineando l’importanza della svolta per l’economia italiana.

Dazi sulla pasta ridotti: cosa cambia

La revisione delle tariffe riguarda in particolare i produttori italiani di pasta, che nelle scorse settimane avevano espresso forte preoccupazione per l’ipotesi di dazi fino al 91,74 per cento. Secondo quanto comunicato dalla Farnesina, le aliquote sono state drasticamente ridimensionate:

  • 2,26% per La Molisana,
  • 13,98% per Garofalo,
  • 9,09% per altri undici produttori non campionati, tra cui Barilla.

A questi valori continuerà ad aggiungersi il dazio “orizzontale” del 15%, concordato a luglio 2025 tra Stati Uniti e Unione europea per la maggior parte delle merci importate dal continente europeo.

La revisione è il risultato della cosiddetta “analisi post-preliminare”, che ha portato a una sostanziale riduzione delle aliquote annunciate in via provvisoria lo scorso 4 settembre. Le nuove tariffe sono state comunicate prima della chiusura formale dell’indagine antidumping, prevista per l’11 marzo.

Secondo il ministero degli Esteri, la decisione americana rappresenta “un riconoscimento della disponibilità al dialogo dimostrata dalle aziende italiane” e dell’attività diplomatica condotta dal governo insieme alla Commissione europea, che ha depositato memorie difensive a sostegno delle imprese coinvolte.

Trump abbassa i dazi sulla pasta italiana
Pasta italiana

L’indagine resta aperta

Nonostante il ridimensionamento dei dazi, la procedura antidumping non è ancora conclusa. L’amministrazione statunitense dovrà pubblicare le conclusioni definitive entro marzo. Solo allora sarà stabilito se e in che misura le tariffe verranno applicate in modo stabile.

In precedenza, Washington aveva annunciato l’intenzione di introdurre, a partire dal 2026, dazi aggiuntivi fino al 91,74% su alcuni produttori italiani, oltre alla tariffa generale del 15%. Un’ipotesi che aveva allarmato l’intero comparto agroalimentare.

La reazione del governo e delle associazioni

Il ministro dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida, ha definito la notizia “un risultato concreto ottenuto grazie a un lavoro costante e privo di allarmismi”. Ha ricordato come già a ottobre, durante una missione a Chicago con l’ambasciatore Marco Peronaci, fosse stato ribadito l’impegno delle istituzioni italiane a tutela dei produttori.

Trump abbassa i dazi sulla pasta italiana
Francesco Lollobrigida, ministro all’Agricoltura

Anche Coldiretti e Filiera Italia hanno espresso soddisfazione per l’esito della trattativa, sottolineando l’importanza del mercato statunitense per il settore: nel 2024 l’export di pasta italiana verso gli Stati Uniti ha raggiunto un valore stimato di 671 milioni di euro, confermando gli Usa come uno dei principali sbocchi commerciali.

Rinvio dei dazi sull’arredamento

Sul fronte dell’arredamento, la Casa Bianca ha annunciato un rinvio di un anno dell’aumento delle tariffe su mobili imbottiti, cucine e arredi da bagno. Il presidente Donald Trump ha firmato un provvedimento che posticipa l’entrata in vigore delle nuove aliquote al 2027.

Gli aumenti, che sarebbero dovuti scattare all’inizio del 2026, prevedevano tariffe fino al 30% sui mobili imbottiti e fino al 50% sugli arredi da cucina e da bagno. Le misure erano state introdotte inizialmente nell’ottobre scorso, con un’aliquota del 25%, nell’ambito di una strategia di tutela dell’industria americana del legno e dell’arredamento.

Secondo la Casa Bianca, il rinvio consentirà di “lasciare spazio a negoziati produttivi” con i partner commerciali internazionali.

Un equilibrio ancora fragile

Nonostante la riduzione dei dazi e il rinvio delle nuove misure, il quadro resta in evoluzione. Le decisioni definitive dipenderanno dagli esiti delle indagini in corso e dagli equilibri politici e commerciali tra Washington e Bruxelles. Per ora, però, il settore agroalimentare e quello dell’arredamento possono tirare un primo, cauto sospiro di sollievo.