Una tragedia di proporzioni drammatiche ha sconvolto la notte di Capodanno nella rinomata località sciistica di Crans-Montana, nel Canton Vallese. Un incendio devastante, seguito da una deflagrazione, è divampato intorno all’1.30 del mattino all’interno del locale “Le Constellation”, causando circa 40 morti e oltre 100 feriti, molti dei quali in condizioni gravissime.
Il bilancio è stato comunicato dalla Farnesina, sulla base delle informazioni fornite dalla Polizia cantonale vallesana. Le autorità svizzere hanno precisato che il numero delle vittime potrebbe variare e che non verranno diffuse per ora né cifre definitive né identità, poiché molte vittime non sono riconoscibili a causa delle gravi ustioni riportate.
🚨BREAKING; At least 10 DEAD after a HUGE EXPLOSION at a luxurious Swiss ski resort 🇨🇭
Several people were killed, and dozens of others injured after an explosion rocked a bar in the luxurious alpine ski resort of Crans-Montana, Swiss police said❗️
This is a developing story. pic.twitter.com/h1bC3lWPd9
— BRITAIN IS BROKEN 🇬🇧 (@BROKENBRITAIN0) January 1, 2026
Tra i coinvolti anche numerosi italiani. Ci sono 16 ragazzi dispersi e almeno una quindicina di feriti.
Cosa sappiamo sull’incendio al locale “Le Constellation”
Il rogo è scoppiato all’interno di uno dei locali più noti e frequentati di Crans-Montana, attivo da oltre 40 anni e capace di ospitare fino a 400 persone. Il locale è strutturato su due livelli: un piano terra con bar e grandi schermi e un seminterrato, dove si trovano un secondo bar e una pista da ballo. Proprio da quest’area, secondo le prime ricostruzioni, si sarebbe sviluppato l’incendio.
Nel locale erano in corso i festeggiamenti per l’arrivo del nuovo anno e, secondo alcune testimonianze, era in programma una festa con la presenza di numerosi giovani, forse anche minorenni. Al momento dell’incidente all’interno si trovavano oltre cento persone.
Le prime voci parlavano di una o più esplosioni, ma successivamente le autorità hanno chiarito che la deflagrazione sarebbe stata conseguenza dell’incendio e del forte accumulo di calore all’interno della struttura.
Le cause: ipotesi dispositivi pirotecnici, escluso il terrorismo
Le cause dell’incendio sono ancora oggetto di indagine. Al momento non si sospetta un atto doloso né un attentato terroristico, come confermato ufficialmente dalla polizia svizzera.
Secondo alcune fonti citate dai media locali e dalla radio Rhône FM, l’ipotesi principale riguarda una manipolazione impropria di dispositivi pirotecnici, come fuochi d’artificio o petardi accesi all’interno del locale. Si tratta tuttavia di una pista non ancora confermata ufficialmente.
La Procuratrice generale del Canton Vallese, Beatrice Pilloud, ha annunciato l’apertura di un’indagine formale. Le autorità vallesane sono assistite dall’Istituto forense di Zurigo, sia per chiarire le cause del rogo sia per l’identificazione delle vittime.
I soccorsi e la situazione negli ospedali
L’emergenza ha messo a dura prova i servizi sanitari e di protezione civile. Sono stati mobilitati circa 150 operatori, numerose ambulanze e 10 elicotteri di soccorso, inclusi mezzi provenienti da altre regioni della Svizzera e dall’estero.
Secondo quanto riferito dal presidente del Consiglio di Stato del Vallese, Mathias Reynard, la maggior parte dei feriti presenta ustioni gravi. Gli ospedali del Cantone hanno rapidamente raggiunto la saturazione, rendendo necessario il trasferimento di diversi pazienti verso ospedali universitari fuori Cantone, tra cui Zurigo.
Anche l’Italia sta facendo la sua parte. Come ha spiegato il ministro degli Esteri Antonio Tajani in un post su X, in azione anche la Protezione civile della Val d’Aosta e la Regione Lombardia che ha messo a disposizione il centro grandi ustioni del Niguarda.
Le autorità hanno invitato la popolazione a limitare gli spostamenti e le attività non essenziali, per non aggravare ulteriormente la pressione sul sistema sanitario.
Chi sono gli italiani dispersi e feriti
Crans-Montana è una stazione sciistica di fama internazionale, frequentata da migliaia di turisti provenienti da tutta Europa e dal mondo. Le autorità svizzere hanno confermato che tra le vittime e i feriti potrebbero esserci cittadini stranieri, senza però fornire dettagli sulle nazionalità.
Il ministro degli Esteri Antonio Tajani in mattinata aveva dichiarato che sono in corso verifiche sull’eventuale coinvolgimento di cittadini italiani. L’ambasciatore d’Italia in Svizzera e la console generale a Ginevra si stanno recando sul posto. A Roma è stata attivata un’unità di crisi della Farnesina, in coordinamento con le autorità elvetiche.
Il governo italiano sta seguendo minuto per minuto l’evoluzione della situazione a Cras Montana. Ho informato fin dalla prima mattina il Presidente del Consiglio @GiorgiaMeloni con quale sono in costante contatto. In azione anche la Protezione civile della Val d’Aosta e la…
— Antonio Tajani (@Antonio_Tajani) January 1, 2026
Le verifiche hanno poi consentito di identificare anche alcuni dei dispersi e dei feriti. Tajani lo ha detto a ‘Diario del giorno’ su Rete4.
Per quanto riguarda i dispersi, secondo il Corriere della Sera, filtrano 10 nomi, raccolti attraverso le testimonianze dei familiari che si sono radunati presso il centro di informazioni allestito dall’Unità di crisi della Farnesina a Crans-Montana.
Si tratta di: Achille Osvaldo Giovanni Barosi (nato il 17 luglio del 2009), Riccardo Minghetti (02/09/2009), Chiara Costanzo (05/06/2009), Lisa Pieropan (09/12/1998), Giovanni Raggini (26/09/1997), Juliette Doronzo (23/12/1999), Giovanni Tamburi (21/12/2009), Linda Cavallaro (23/10/2003), Alessandra Galli Demin (05/02/1970), Giuliano Biasini.
Risultano invece ricoverati in ospedale una quindicina di nostri connazionali.
Una ragazza di 16 anni di Milano è ricoverata in coma all’ospedale di Zurigo. Un altro ragazzo invece è stato traferito all’ospedale di Niguarda di Milano con ustioni gravi a una mano, oltre che alla testa.
È stato allestito un punto di raccolta per i familiari delle vittime presso il centro congressi “Le Regent” di Crans-Montana. La polizia cantonale ha inoltre attivato una help line al numero +41 848 11 21 17, contattabile anche dall’Italia.
Sulla vicenda le parole del presidente della Repubblica Sergio Mattarella in una nota ufficiale del Quirinale che cita il messaggio inviato dal Colle al Presidente della Confederazione Svizzera, Guy Parmelin:
“Ho appreso con profonda tristezza la notizia dell’esplosione nella località sciistica di Crans-Montana e delle sue tragiche conseguenze.
Rivolgo un commosso pensiero alle famiglie delle numerose vittime e il sincero augurio di pronto ristabilimento ai feriti.
In questa triste circostanza, desidero far giungere a Lei, signor Presidente, le espressioni di profondo cordoglio e della partecipe vicinanza della Repubblica Italiana e mie personali”.
Le testimonianze: “Una scena straziante”
Drammatiche le testimonianze raccolte sul posto. Alcuni giovani italiani in vacanza nella località hanno raccontato di essere stati chiamati dai soccorritori per portare coperte e teli.
“Abbiamo visto diversi corpi senza vita – hanno riferito – alcuni venivano già inseriti in sacchi di plastica”.
Un’altra testimone ha parlato di “una vera carneficina”, descrivendo ragazzi che uscivano dal locale insanguinati e in stato di shock, alcuni persino senza vestiti.
Indagini in corso, massimo riserbo delle autorità
Le autorità svizzere hanno invitato media e opinione pubblica alla massima cautela, chiedendo di evitare speculazioni sulle cause dell’incendio per rispetto delle vittime e delle loro famiglie. Ulteriori aggiornamenti ufficiali saranno forniti solo dopo il completamento delle prime verifiche tecniche e forensi.