Il 2026 si preannuncia come un anno di svolta per il costo dei carburanti in Italia, in particolare per chi guida un’auto diesel. La Legge di Bilancio 2026, infatti, introduce una riforma strutturale delle accise che porterà all’allineamento fiscale tra benzina e gasolio, modificando uno storico equilibrio che durava da decenni.
A partire dal 1° gennaio 2026, il diesel potrebbe diventare più caro della benzina, con effetti concreti sulle spese degli automobilisti e, potenzialmente, sull’intera filiera dei trasporti.
Accise sui carburanti 2026: cosa prevede la Legge di Bilancio
Nel testo definitivo della manovra economica si legge che:
“A decorrere dal 1° gennaio 2026 è applicata una riduzione dell’accisa sulle benzine nella misura di 4,05 centesimi di euro per litro e un aumento, nella medesima misura, dell’accisa applicata al gasolio impiegato come carburante”.
In termini pratici:
- benzina: accisa ridotta di 4,05 centesimi/litro
- diesel: accisa aumentata di 4,05 centesimi/litro
Dal 2026 entrambe le accise saranno uniformate a 67,29 centesimi al litro, eliminando lo storico vantaggio fiscale del gasolio. Secondo le stime del Ministero dell’Economia, la misura potrebbe generare circa 500 milioni di euro di maggiori entrate annue.
Quanto aumenta il diesel (e quanto si risparmia con la benzina)
Secondo le simulazioni del Codacons, l’impatto per i consumatori sarà tutt’altro che trascurabile.
Aumento stimato per le auto diesel
- +2 euro / +2,5 euro su un pieno medio da 50 litri
- Circa +60 euro all’anno ipotizzando due rifornimenti mensili.
In Italia circolano oltre 16,5 milioni di auto diesel, che mediamente percorrono più chilometri rispetto a quelle a benzina, amplificando l’effetto della riforma sui costi annuali.
Risparmio stimato per le auto a benzina
- 10 litri → -0,40 €
- 20 litri → -0,80 €
- 30 litri → -1,20 €
- 50 litri (pieno medio) → -2,00 €
Secondo i dati Unrae, le auto a benzina in Italia sono circa 17 milioni, leggermente più delle diesel, ma con percorrenze medie inferiori.
Il diesel diventerà davvero più caro della benzina?
Secondo Unem (Unione Energie per la Mobilità), l’allineamento delle accise potrebbe rendere il diesel più caro della benzina di circa 3 centesimi al litro già dai primi mesi del 2026.
Tuttavia, come riportato anche da Quattroruote, nella fase iniziale alcune compagnie potrebbero assorbire parte degli aumenti, sfruttando margini attualmente più elevati sul gasolio rispetto alla benzina. Solo nel medio periodo si capirà quale sarà il reale impatto sui prezzi alla pompa.
Il rischio di un “doppio aumento” per i consumatori
La riforma non si applica al gasolio:
- agricolo
- industriale
- utilizzato nei laboratori.
Resta però il timore che l’aumento del diesel possa riflettersi indirettamente sul costo dei beni trasportati su gomma, causando:
- rincari dei prodotti
- aumento dell’inflazione percepita.
Un possibile doppio aggravio per i consumatori, già segnalato dalle associazioni di tutela.
Prezzi di benzina e diesel a fine 2025: il punto di partenza
Secondo i dati ufficiali dell’Osservatorio Prezzi del MIMIT, elaborati da Staffetta Quotidiana, a fine 2025 i prezzi medi self-service sono:
- Benzina: circa 1,69 €/litro
- Diesel: circa 1,62 €/litro.
Negli ultimi mesi del 2025 la benzina ha toccato i livelli più bassi dal 2021, mentre il diesel ha seguito un calo più contenuto. Se le condizioni di mercato resteranno stabili, dal 1° gennaio 2026 il sorpasso del diesel sulla benzina diventa uno scenario concreto.
Attenzione agli effetti reali alla pompa
Il Codacons invita alla prudenza: esperienze passate mostrano che gli aumenti fiscali sul diesel vengono trasferiti rapidamente ai consumatori, mentre le riduzioni sulla benzina spesso producono ribassi minimi o temporanei.
Un esempio recente risale a maggio 2025, quando un aumento di 1,5 centesimi sul diesel fu immediatamente visibile, mentre la benzina non beneficiò di un calo proporzionale.
Cosa cambia davvero per gli automobilisti italiani
In sintesi, la riforma delle accise sui carburanti nel 2026 comporterà:
- piccolo risparmio per chi guida auto a benzina
- aumento dei costi di rifornimento per chi usa il diesel
- maggiore equità fiscale tra i carburanti
- incentivo indiretto alla transizione ecologica, in linea con le politiche ambientali europee.