Riforma elettorale

Dopo le Regionali, FdI vuole cambiare la legge elettorale. Donzelli: “Se si votasse oggi non ci sarebbe stabilità”

Dure le reazioni di Schlein (Pd) e Magi (+Europa): "Il Centrodestra ha soltanto paura di perdere"

Dopo le Regionali, FdI vuole cambiare la legge elettorale. Donzelli: “Se si votasse oggi non ci sarebbe stabilità”

Il dibattito politico sulla stabilità di governo e sulla riforma della legge elettorale si riaccende dopo i risultati delle elezioni regionali in Campania, Veneto e Puglia. E  l’Esecutivo punta a modificare la legge per garantire maggiore stabilità alle maggioranze.

A lanciare la proposta è Giovanni Donzelli, responsabile Organizzazione di Fratelli d’Italia, che sottolinea come “l’Italia stia vivendo un momento di stabilità politica”, risultato – a suo dire – della compattezza del centrodestra e della frammentazione che aveva caratterizzato il cosiddetto “campo largo” alle precedenti elezioni politiche.

Donzelli evidenzia però che, se si votasse oggi, “non ci sarebbe la stessa stabilità, né con la vittoria del centrodestra né con quella del centrosinistra”.

Molti sondaggisti, infatti, confermano che con l’attuale sistema misto – 37 per cento dei seggi assegnato con un sistema maggioritario con i collegi uninominali e il 61 per cento dei seggi assegnato col proporzionale – si rischierebbe un “pareggio” in caso di presentazione del Centrosinistra unito alle prossime elezioni.

Il premierato e la riforma elettorale

Ricollegandosi al tema delle riforme istituzionali, Donzelli ricorda il progetto sul premierato e l’apertura a un confronto sulla legge elettorale:

“Non abbiamo dogmi, discuteremo serenamente perché la stabilità serve alla nazione”.

In questo quadro, cita anche gli indicatori economici: spread basso, valutazioni positive delle agenzie di rating e fiducia dei mercati. Dati che, secondo Donzelli, testimoniano sia l’azione del governo Meloni sia i vantaggi della stabilità politica.

“Che vinca il centrodestra o il campo largo, l’obiettivo deve essere garantire governi stabili”, conclude.

Schlein: “La destra non ha proposte, parte dalla paura di perdere”

Di segno opposto la valutazione della segretaria del Partito Democratico, Elly Schlein, intervenuta allo speciale del Tg La7.

“La destra non ha avanzato alcuna proposta concreta sulla riforma elettorale: l’impulso alla modifica deriva da paura di perdere”.

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Elly Schlein, segretaria nazionale del Pd

Secondo la leader dem, infatti, una coalizione unitaria dell’opposizione come quella costruita nelle regioni nel 2022 avrebbe potuto determinare un esito diverso nelle urne, come riconosciuto – a suo giudizio – dallo stesso Donzelli.

La segretaria del Pd ha criticato poi la riforma del premierato, definendola “pessima” e accusandola di accentrare troppo potere nelle mani del presidente del Consiglio, riducendo il ruolo del Parlamento e le prerogative del Presidente della Repubblica.

“La contrasteremo con forza”, ha ribadito.

Magi (+Europa): “Incredibile cambiare la legge elettorale dopo una sconfitta”

Duro anche il commento di Riccardo Magi, segretario di +Europa, intervenuto a Napoli durante l’evento per la vittoria di Roberto Fico.

“E’ incredibile che la maggioranza reagisca a una sconfitta regionale proponendo un cambio della legge elettorale. È evidente che l’obiettivo è evitare una possibile sconfitta del centrodestra, mascherandola come esigenza di stabilità”.

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Riccardo Magi di +Europa

Che differenze ci sono tra il sistema elettorale per le Politiche e le Regionali

In Italia il sistema elettorale delle elezioni politiche (Camera e Senato) e quello delle elezioni regionali funzionano in modo diverso sia per logiche istituzionali sia per finalità.
Vediamo cosa sono le principali differenze.

Sistema elettorale delle Elezioni Politiche (Parlamento nazionale)

Legge in vigore: Rosatellum (L. 165/2017)

Com’è strutturato?

È un sistema misto:

  • 37% dei seggi attribuiti con sistema maggioritario uninominale (vince il candidato più votato nel collegio).
  • 61% con sistema proporzionale su liste bloccate.
  • 2% riservato agli italiani all’estero, con metodo proporzionale.

Come si vota?

  • Un’unica scheda per la Camera e una per il Senato (escluse le regioni a statuto speciale per il Senato).
  • Il voto dato al candidato uninominale si trasferisce automaticamente alle liste collegate.
  • Non è previsto il voto disgiunto.

Obiettivo del sistema

  • Favorire la governabilità attraverso la quota maggioritaria.
  • Garantire comunque rappresentanza tramite la componente proporzionale.

Sistema elettorale delle Elezioni Regionali

Leggi diverse in ogni regione, ma con alcuni elementi comuni stabiliti dalla legge nazionale (L. 165/2004).

Caratteristiche generali

  • Sistema prevalentemente maggioritario, perché
    vince il Presidente di Regione che prende più voti, senza ballottaggio (tranne in rare eccezioni, es. Sicilia prevede possibilità di turno unico ma sistema diverso).
  • Premio di maggioranza quasi sempre previsto per garantire stabilità alla giunta.
    La coalizione del Presidente eletto ottiene una quota “minima” di seggi, spesso attorno al 55–60%.
  • Voto disgiunto quasi ovunque:
    si può votare un Presidente e una lista che sostiene un altro candidato.
  • Preferenze:
    la maggior parte delle regioni consente una o due preferenze, spesso con obbligo di alternanza di genere.

Perché le regole cambiano regione per regione?

Le regioni godono di autonomia legislativa e possono definire molti aspetti della propria legge elettorale, purché rispettino alcuni principi comuni (presidente eletto a suffragio universale, assicurazione della governabilità, rispetto della parità di genere).