"LABORATORIO"

Una “quarta gamba” per il Centrosinistra: Salis e Onorato partoriscono “Progetto Civico”

Riunisce volti noti del mondo progressista: da Stefano Bonaccini (ex governatore dell'Emilia Romagna, ora europarlamentare e già sfidante di Schlein alla segreteria dem) a Gaetano Manfredi (sindaco 5S di Napoli, ma vicino al Pd)

Una “quarta gamba” per il Centrosinistra: Salis e Onorato partoriscono “Progetto Civico”

Prove tecniche di rottamazione? O come direbbe Paolo Bonolis ad Avanti un altro: “Cambio della guardia!”.

Non ribolle solo il Movimento 5 Stelle che presto potrebbe arrivare alla resa dei conti con la frangia anti Pd (capeggiata da Chiara Appendino) che forse ha in mente di dare addirittura il “benservito” a Giuseppe Conte.

Sono ore agitate anche nel Partito democratico perché agli occhi di molti l’iniziativa presentata da Silvia Salis e Alessandro Onorato, attuale sindaco di Genova la prima, e assessore dem a Roma il secondo, sembra molto più di un progetto politico.

A più di qualcuno somiglia infatti a una sorta di “avviso di sfratto” a Elly Schlein e, ironia del destino, il progetto gode della supervisione di Goffredo Bettini, membro fondatore del Partito democratico, di cui è stato coordinatore dal 2007 al 2009, considerato uno dei più influenti e potenti al suo interno.

Goffredo Bettini, co-fondatore del Pd

Proprio il personaggio politico che gli anti Pd del Movimento 5 Stelle imputano a Conte di stare troppo vicino e di conseguenza anche ascoltare troppo.

Progetto Civico: il nuovo laboratorio del centrosinistra tra pragmatismo e ricerca di identità

Il nuovo laboratorio politico si chiama “Progetto Civico” ed è stato presentato a Roma appunto da Alessandro Onorato, (assessore capitolino a sua volta molto vicino al sindaco Roberto Gualtieri), come detto con la “supervisione politica” di Bettini.

Un titolo volutamente semplice che, nelle intenzioni degli organizzatori, richiama il civismo amministrativo più che l’appartenenza partitica, ma che riunisce volti noti del mondo progressista: da Stefano Bonaccini (ex governatore dell’Emilia Romagna, ora europarlamentare e già sfidante di Schlein alla segreteria dem) a Gaetano Manfredi (sindaco 5S di Napoli, ma vicino al Pd), fino alla presenza a sorpresa guarda caso proprio di Giuseppe Conte.

Onorato ha osservato:

Alessandro Onorato, co-fondatore di Progetto Civico

“Diamo insieme una nuova speranza al nostro Paese. Noi siamo quelli abituati ad agire, a far seguire i fatti alle parole. Vogliamo aggiornare la fotografia del campo largo e riportare tanti cittadini delusi a votare. Cambiamo davvero, insieme. Viva l’Italia, sempre”.

L’obiettivo dichiarato è costruire una rete di amministratori e personalità del Centrosinistra che non si riconoscono più pienamente nelle forme tradizionali dei partiti o perlomeno nell’attuale impostazione dettata da Schlein.

Un’area che punta a parlare all’elettorato moderato e riformista senza però definirsi tale — come lo stesso Onorato ha precisato —, proponendo una politica “di proposta e non di contrapposizione”.

Proprio quegli aspetti guarda caso sottolineati più volte nel lancio del Campo largo da Giuseppe Conte, ma anche da Carlo Calenda di Azione.

Sfida al femminile, contro Giorgia ci prova Salis?

Ma sul palco, la figura che ha attirato più attenzione è stata Silvia Salis, (già campionessa di atletica e vicepresidente del Coni), sindaco di Genova, indicata da alcuni proprio come possibile volto nuovo (al femminile) per una futura leadership riformista.

Silvia Salis si prende Genova e affonda sul Centrodestra: "Noi più competenti, solidi e civili"
Il sindaco di Genova Silvia Salis. Sarà la rivale di Elly Schlein?

Le sue parole hanno delineato le ambizioni del progetto:

“Non si tratta di essere più di sinistra o più di centro, ma di essere uniti e propositivi”.

È una visione che vuole rompere con la logica del conflitto permanente, che oggi domina tanto nel campo progressista quanto in quello conservatore.

Gli scenari che si potrebbero aprire

E’ chiaro che al di là dei proclami, degli obiettivi e delle intenzioni, in queste occasioni le valutazioni assumono un rilievo diverso guardando a chi “risponde presente”.

Ecco allora che la presenza congiunta di Bettini, Bonaccini e Conte ha dato al debutto di Progetto Civico un significato più profondo, che può lasciare spazio a letture a più ampio respiro.

Stefano Bonaccini ed Elly Schlein
Stefano Bonaccini ed Elly Schlein

In primis, è evidente che il nuovo laboratorio tenterà di riaprire lo spazio del dialogo tra le diverse anime del Centrosinistra — Pd, M5S e area riformista — in un momento di forti tensioni interne e frammentazione.

Ma all’orizzonte, molti vedono la volontà di costruire una sorta di “quarta gamba” del campo progressista, autonoma ma non antagonista (per il momento), capace di unire l’esperienza amministrativa con una proposta politica più ampia.

E alla lunga questa esperienza di idee e programmi potrebbe portare anche a partorire la proposta di una nuova leader, Silvia Salis appunto.

Progetto ambizioso, spazi da verificare, ma intanto Elly “marca” Silvia

In attesa di vedere i risultati delle Regionali in Campania, Puglia e Veneto (dovrebbe finire con un 2-1) per il Centrosinistra e iniziando a prepararsi per le Politiche 2027, il battesimo di Progetto Civico rischia di mettere in discussioni alcuni equilibri già di per sé non molto solidi.

Esattamente quando sta accadendo in questi giorni nel M5S con i mal di pancia di Chiara Appendino verso Giuseppe Conte mettendo forse a rischio la vittoria di Roberto Fico in Campania.

Anche nel Pd la situazione è delicata.

In un contesto in cui la leadership progressista appare ancora divisa tra la radicalità di Elly Schlein e il pragmatismo che aveva portato Matteo Renzi (tra l’altro facendo arrivare il partito alla soglia del 40%), ora  Progetto Civico cerca di indicare un’altra strada: meno ideologica, più dialogante e concreta.

I continui attacchi al Governo, alla premier, ai rigurgiti fascisti sembrano ormai non convincere più. E soprattutto non portano né consenso, né risultati.

Resta però da capire se questa rete civica riuscirà a trasformarsi in una vera forza politica o se rimarrà un laboratorio di idee destinato a influenzare, più che a contendere, gli equilibri del Centrosinistra.

L’altra area del Pd ad ogni dovrà farci i conti, così come Schlein dovrà marcare stretta la Salis, perché il sindaco del capoluogo ligure si muove con determinazione e potrebbe offrire, soprattutto sui contenuti, uno schema diverso da quello centrato sull’asse Pd-M5s-Av.