L’esercito israeliano ha intensificato nelle ultime ore gli attacchi contro diverse aree della Striscia di Gaza, in particolare nella zona di Gaza City, dichiarata “zona di guerra”. Secondo i media arabi, tra cui Wafa e Al Jazeera, i raid hanno colpito quartieri densamente popolati, provocando la morte di decine di persone e il ferimento di altrettante, tra cui donne e bambini.
A quasi un milione di palestinesi è stato ordinato di spostarsi verso sud, ma gli sfollati sono costretti a marciare tra le macerie mentre le strade e le abitazioni vengono bombardate. Attacchi aerei e colpi di artiglieria hanno colpito anche aree nel nord e al centro della Striscia, con raid su Jabalia, Deir al-Balah, Khan Younis e Rafah, dove si erano rifugiati migliaia di civili.
Gaza City sotto assedio
“In conformità con le direttive politiche, la pausa tattica per la distribuzione degli aiuti non si applica più a Gaza City, che costituisce una pericolosa zona di combattimento”, ha dichiarato l’Idf (Israel Defense Forces).
Poche ore dopo, il portavoce militare Avichay Adraee ha confermato l’avvio delle “prime fasi dell’attacco”. Il quartiere di Zeitoun, bombardato da oltre una settimana, è stato circondato dalle truppe israeliane. Nel frattempo, testimoni parlano di un cielo oscurato dal fumo dei raid e di migliaia di civili in fuga.
Hamas: “Bagno di sangue per i soldati israeliani”
La nuova offensiva ha scatenato la reazione delle Brigate Qassam, il braccio armato di Hamas.

“Il piano di occupazione di Israele a Gaza avrà un effetto devastante. L’esercito nemico pagherà con un bagno di sangue dei suoi soldati”, ha dichiarato il portavoce Abu Obeida, avvertendo inoltre che gli ostaggi “corrono gli stessi rischi dei combattenti palestinesi”.
Secondo i media israeliani, almeno un soldato dell’Idf è stato ucciso e altri 11 sono rimasti gravemente feriti in scontri a Gaza City. Quattro militari risultano dispersi, probabilmente catturati da Hamas.
Vittime e bilancio umanitario
Il ministero della Salute di Gaza ha aggiornato a 63.025 il numero complessivo delle vittime palestinesi dall’inizio della guerra, il 7 ottobre 2023. Solo ieri, 48 persone sono state uccise dai bombardamenti. Tra i morti si contano oltre 300 vittime per fame, di cui 121 bambini.
Gli ospedali della Striscia, al collasso, denunciano attacchi anche nei pressi dei punti di distribuzione di aiuti umanitari. L’ospedale Al-Awda di Gaza City ha riferito di aver ricevuto otto cadaveri, tra cui tre bambini, e 40 feriti in un solo giorno.
La tensione diplomatica
Mentre sul terreno la situazione peggiora, cresce anche lo scontro politico. Gli Stati Uniti hanno annunciato la revoca dei visti ai rappresentanti dell’Autorità Nazionale Palestinese (Anp) e dell’Olp, inclusi quelli del presidente Abu Mazen, impedendo loro di partecipare alla prossima Assemblea Generale Onu. Una decisione che Ramallah ha definito “illegale”.
In Europa, la discussione resta accesa. L’alto rappresentante Ue Kaja Kallas ha avvertito:

“Se non abbiamo una voce unica su Gaza, non ne avremo nessuna sulla scena globale”.
Dal canto suo, il ministro degli Esteri italiano Antonio Tajani ha ribadito la linea di Roma:
“Bisogna colpire i coloni più violenti con sanzioni mirate, prima di valutare altre misure”.
La Turchia accusa Israele di “terrorismo di Stato”, mentre la comunità internazionale guarda con crescente preoccupazione a un conflitto che, a quasi due anni dall’inizio, continua a mietere vittime senza soluzione politica in vista.