POLEMICA

Caos Sanità negli USA: Governo Trump licenzia alta funzionaria anti No Vax

Come accaduto in Italia col caso NITAG, la scienza e le autorità tecniche diventano terreno di scontro politico

Caos Sanità negli USA: Governo Trump licenzia alta funzionaria anti No Vax

Negli USA un crescente conflitto interno sul ruolo del comitato consultivo per i vaccini ha portato al clamoroso licenziamento di Susan Monarez, direttrice dei Centers for Disease Control and Prevention (Centri per il Controllo e la Prevenzione delle Malattie), e a una serie di dimissioni di altri alti funzionari dell’agenzia sanitaria statunitense.

La crisi si è consumata nel giro di poche ore tra mercoledì 27 e giovedì 28 agosto, accendendo un dibattito nazionale sul futuro delle politiche vaccinali e sull’indipendenza scientifica delle istituzioni di salute pubblica (nella foto di copertina il giuramento di Susan Monarez come direttrice dei CDC, a destra Robert F. Kennedy Jr).

La spaccatura con Kennedy e l’ACIP

Il Segretario alla Salute Robert F. Kennedy Jr. aveva da tempo criticato e ridimensionato il lavoro dell’ACIP (Advisory Committee on Immunization Practices), il comitato consultivo indipendente del CDC sulle pratiche di immunizzazione. Negli ultimi mesi aveva licenziato diversi membri e ne aveva nominati di nuovi, compresi scettici sui vaccini Covid a mRNA.

Mercoledì, secondo quanto riferito dall’ex direttore ad interim del CDC Richard Besser, Monarez aveva espresso la sua riluttanza a “timbrare raccomandazioni contrarie alla scienza”. Poche ore dopo, l’HHS ha annunciato il suo allontanamento.

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Robert F. Kennedy Jr.

La rimozione di Monarez ha innescato dimissioni a catena tra i vertici dell’agenzia: Demetre Daskalakis, capo del Centro nazionale per l’immunizzazione e le malattie respiratorie; Debra Houry, direttrice medica del CDC, e Daniel Jernigan, a capo del Centro nazionale per le malattie infettive emergenti e zoonotiche. Il quale si è dimesso dopo oltre trent’anni al CDC, denunciando pressioni politiche che “mettono in discussione i risultati scientifici consolidati”.

Giovedì, centinaia di ex e attuali dipendenti del CDC, insieme a cittadini e operatori sanitari, si sono radunati davanti alla sede di Atlanta per applaudire e sostenere i funzionari dimissionari.

Il nuovo gruppo di lavoro e il caso Retsef Levi

La polemica si concentra soprattutto sul nuovo gruppo di lavoro ACIP chiamato a presentare i dati sul vaccino Covid nella riunione del 18 settembre. A guidarlo sarà Retsef Levi, professore del MIT che in passato si è espresso contro i vaccini a mRNA.

Secondo Daskalakis, ai membri è stato detto di avere il compito di “impedire ai pregiudizi del CDC di entrare nel gruppo di lavoro”: una formula che ha definito “inaudita” e contraria alla missione scientifica dell’agenzia.

Reazioni politiche

La crisi ha subito avuto risonanza politica. Il senatore repubblicano Bill Cassidy (Louisiana), presidente del comitato HELP, ha chiesto che la prossima riunione ACIP venga rinviata, denunciando “gravi accuse sull’agenda, sull’adesione e sulla mancanza di processo scientifico”.

Dal fronte opposto, il senatore Bernie Sanders ha chiesto audizioni pubbliche con Kennedy, Monarez e gli altri leader dimissionari:

“Il popolo americano deve sentire direttamente le loro testimonianze e ottenere risposte oneste”.

La posizione di Trump e della Casa Bianca

Il licenziamento di Monarez ha sollevato anche questioni legali. Il suo avvocato, Mark Zaid, ha sostenuto che l’unica persona con l’autorità di rimuoverla sia il presidente Donald Trump, e non il segretario alla Salute. Per questo motivo, secondo Zaid, Monarez “rimane” direttrice a tutti gli effetti e potrebbe intraprendere azioni legali.

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La Casa Bianca non ha commentato direttamente la vicenda, mentre Kennedy ha definito “inappropriato” parlare del licenziamento, ribadendo però che il CDC ha commesso errori gravi” durante la pandemia di Covid, dalle mascherine alle chiusure scolastiche. Intanto, l’amministrazione ha nominato Jim O’Neill, vice dell’HHS, nuovo direttore ad interim del CDC.

In parallelo, Kennedy ha annunciato che la Food and Drug Administration (FDA) limiterà per l’autunno la somministrazione dei vaccini Covid agli over 65 e alle persone con patologie pregresse. Una scelta che ha ulteriormente alimentato le preoccupazioni tra esperti e operatori sanitari.

La strategia di “epurazione” di Trump

Questo episodio non resta isolato: si inserisce infatti in una strategia più ampia con cui Trump, tornato alla Casa Bianca, sta progressivamente erodendo il sistema di checks and balances, quel meccanismo di contrappesi che per oltre due secoli ha garantito l’equilibrio della democrazia americana.

Le epurazioni ai vertici delle agenzie federali, la sostituzione con fedelissimi e il ridimensionamento delle autorità indipendenti non sono mosse episodiche, ma tasselli di un progetto politico che mira a concentrare il potere decisionale attorno alla figura presidenziale, riducendo al minimo ogni voce critica.

In Italia il caso NITAG

Se oltreoceano Donald Trump ha scelto la via delle epurazioni radicali, sostituendo funzionari e vertici delle agenzie federali con fedelissimi, in Italia la vicenda del NITAG mostra un riflesso meno estremo ma analogo nello schema: la scienza e le autorità tecniche diventano terreno di scontro politico.

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Il ministro della Salute Orazio Schillaci

L’azzeramento della commissione da parte del ministro Schillaci, contestato da Giorgia Meloni, non ha prodotto un cambio autoritario come negli Usa, ma ha comunque rivelato la difficoltà di mantenere separato il livello tecnico da quello politico, soprattutto su un tema sensibile come i vaccini. In entrambi i casi emerge il rischio che organismi chiamati a garantire indipendenza e autorevolezza vengano percepiti come strumenti da piegare alle convenienze del momento.