TREGUA LONTANA

Meloni: “Vicini all’Ucraina, Putin vuole la guerra”. E Trump approva la vendita di armi a Kiev per un miliardo di dollari

Dopo l'ultimo raid di Mosca che ha fatto 23 vittime, convocato un vertice a Palazzo Chigi

Meloni: “Vicini all’Ucraina, Putin vuole la guerra”. E Trump approva la vendita di armi a Kiev per un miliardo di dollari

Un bilancio drammatico, 23 morti e decine di feriti, è quello dell’ultimo attacco russo con missili e droni contro Kiev. Tra i bersagli anche l’ambasciata dell’Unione europea, gravemente danneggiata. Un’offensiva che ha spinto la presidente del Consiglio Giorgia Meloni a ribadire su X la posizione del governo:

Gli intensi attacchi su Kiev dimostrano chi sta dalla parte della pace e chi non ha intenzione di credere nel percorso negoziale. I nostri pensieri vanno al popolo ucraino, ai civili, ai familiari delle vittime, tra cui anche bambini, degli insensati attacchi russi”.

Il vertice a Palazzo Chigi

Alla luce degli sviluppi sul fronte militare e dei recenti colloqui alla Casa Bianca, questa mattina si è svolta a Palazzo Chigi una riunione convocata da Meloni con i vicepremier Antonio Tajani e Matteo Salvini e il ministro della Difesa Guido Crosetto. Obiettivo: fare il punto sul percorso negoziale verso una possibile pace in Ucraina.

Giorgia Meloni

Il comunicato finale ribadisce che non è prevista alcuna partecipazione italiana a una forza multinazionale in Ucraina, mentre il governo sta valutando altre forme di contributo, come attività di monitoraggio e formazione al di fuori dei confini ucraini, ma solo in caso di cessazione delle ostilità.

Sul tavolo anche la proposta italiana di un meccanismo difensivo collettivo ispirato all’articolo 5 del Trattato Nato, che garantisca sicurezza a Kiev senza prevederne l’adesione formale all’Alleanza. Una linea condivisa con Stati Uniti ed Europa, ma ancora in discussione tra le parti.

Divisioni interne e ipotesi sminatori

La riunione ha anche avuto lo scopo di ricompattare la maggioranza dopo le divergenze sull’ipotesi di impiegare esercito, marina e aeronautica in missioni di sminamento post-belliche. Tajani si è detto favorevole a questa possibilità, definendola un’operazione umanitaria e non militare:

“L’Italia ha la tecnologia, la qualità e l’esperienza sia nel mondo privato sia in quello militare per fare operazioni di sminamento“.

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Tajani, Meloni e Salvini

Diversa la posizione di Salvini:

Tutto il governo è contrario all’invio dei nostri figli e dei nostri nipoti a combattere e morire in Ucraina. Su questo non cambierò mai idea, la penso come il Santo Padre”.

Fonti di Palazzo Chigi precisano che lo scenario è ancora “in fase embrionale” e viene discusso soprattutto per rispondere alla domanda degli alleati americani, interessati a conoscere al più presto la posizione dell’Italia.

Trump rilancia le forniture militari

Nel frattempo, gli Stati Uniti hanno dato un segnale concreto. L’amministrazione Trump ha infatti approvato una vendita di armi a Kiev per circa un miliardo di dollari, che comprende oltre 3mila missili a lungo raggio (con gittata fino a 400 km), sistemi di navigazione GPS, pezzi di ricambio, addestramento e supporto tecnico.

Donald Trump

Secondo il Dipartimento di Stato, la fornitura sarà finanziata in parte da alleati Nato come Danimarca, Olanda e Norvegia, oltre che dai fondi militari statunitensi.

“Questa proposta di vendita sosterrà gli obiettivi di politica estera e di sicurezza nazionale degli Stati Uniti, migliorando la sicurezza di un Paese partner che rappresenta una forza per la stabilità politica e il progresso economico in Europa”, si legge nella nota ufficiale.

Scenari di pace sempre più lontani

Se nei mesi scorsi si era parlato di spiragli per un possibile incontro tra Putin e Zelensky, oggi la prospettiva appare remota. Anche il cancelliere tedesco Friedrich Merz, dopo un colloquio con Emmanuel Macron a Fort Brégançon, ha espresso pessimismo:

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Il cancelliere tedesco Friedrich Merz

È evidente che non ci sarà alcun incontro tra Zelensky e Putin, contrariamente a quanto concordato tra Trump e il presidente russo“.

Nel frattempo Mosca respinge le accuse di colpire obiettivi civili. La portavoce del ministero degli Esteri, Maria Zakharova, ha sostenuto che “le forze armate russe prendono di mira esclusivamente obiettivi e strutture militari che sostengono le Forze armate ucraine” e che “qualsiasi danno inflitto alle infrastrutture civili deriva dall’impiego da parte di Kiev di sistemi di difesa aerea e di misure di guerra elettronica“.