Negli ultimi giorni hanno suscitato indignazione i commenti gravemente offensivi comparsi sui social contro la presidente del Consiglio Giorgia Meloni e la sottosegretaria agli Interni Wanda Ferro.
Fra le reazioni di condanna, spicca quella del coordinamento provinciale di Fratelli d’Italia di Reggio Calabria, che ha definito l’episodio “inaccettabile e intollerabile”, in quanto conteneva riferimenti alla malattia e insulti di estrema gravità.
Il commento sotto il post di Wanda Ferro
Il deprecabile messaggio è comparso sotto un post di Wanda Ferro in cui la sottosegretaria lodava l’operato della premier, evidenziando anche l’apprezzamento internazionale, come l’elogio del quotidiano Le Monde. Un utente ha reagito con parole offensive e auguri di gravi malattie nei confronti delle due esponenti politiche.
Bruno Squillaci, presidente provinciale di FdI, ha sottolineato che “simili parole rappresentano una ferita non solo per le persone coinvolte, ma anche per i valori fondamentali del vivere civile e del rispetto istituzionale”.
Nella nota si evidenzia come evocare la malattia come forma di disprezzo superi ogni limite etico e umano, ferendo chi, nella vita, ha affrontato simili sofferenze con dignità.
“La politica deve restare luogo di confronto leale, basato su idee e progetti, mai sull’insulto”, conclude Squillaci.
Solidarietà e sostegno
Il coordinamento provinciale di Reggio Calabria ha espresso piena vicinanza a Meloni e Ferro, riconoscendo il loro impegno quotidiano al servizio delle istituzioni e del Paese.
Filippo Mancuso, presidente del Consiglio regionale della Calabria, ha aggiunto che “attaccare le persone, approfittando dell’anonimato offerto dalla rete, è umanamente intollerabile e incivile”, confermando la sua personale solidarietà e quella dell’assemblea regionale.
Un precedente recente
L’episodio richiama quanto accaduto pochi mesi fa, quando la figlia minorenne della premier Meloni era stata oggetto di insulti sui social da parte di un docente campano.
Altri attacchi erano stati indirizzati alle figlie dei ministri Salvini e Piantedosi, generando clamore mediatico. La premier aveva allora sottolineato come tali episodi non siano isolati, ma parte di una “spirale d’odio alimentata da fanatismo ideologico che ha superato ogni limite”.