Guerra commerciale

Vigilia dei dazi Usa, Von der Leyen: "Vogliamo negoziare, ma pronti a ritorsioni". Trump tira dritto: "Sarò gentile"

La presidente della Commissione Europea: "Non siamo stati noi ad avviare questo scontro. Pensiamo che sia una decisione sbagliata"

Vigilia dei dazi Usa, Von der Leyen: "Vogliamo negoziare, ma pronti a ritorsioni". Trump tira dritto: "Sarò gentile"
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L’Unione Europea non rimane a guardare di fronte alla nuova ondata di dazi imposti dagli Stati Uniti. La presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen, ha annunciato che Bruxelles ha elaborato un piano solido con misure di ritorsione ben definite per contrastare l’impatto delle tariffe che il presidente Donald Trump introdurrà a partire dal 2 aprile 2025.

"Non siamo stati noi ad avviare questo scontro – ha dichiarato von der Leyen in un discorso al Parlamento Europeo – Pensiamo che sia una decisione sbagliata e siamo pronti a negoziare. Ma abbiamo preparato una strategia di rappresaglia e, se sarà necessario, siamo pronti ad attuarla". La presidente della Commissione ha evitato il resoconto del Consiglio Europeo del 20 marzo, delegandolo al premier portoghese Antonio Costa, e ha concentrato il suo intervento sull’imminente scadenza del 2 aprile, data in cui entreranno in vigore le nuove tariffe volute dagli Stati Uniti.

Inasprimento delle tensioni commerciali alla vigilia dei dazi Usa

Le misure annunciate da Washington prevedono dazi del 25% su acciaio, alluminio, automobili e componenti auto. Successivamente, verranno applicati nuovi balzelli su semiconduttori, prodotti farmaceutici e legname.

"Domani, 2 aprile 2024, ci aspettiamo un ulteriore annuncio da parte dell’amministrazione americana che potrebbe estendere le tariffe a un numero ancora maggiore di prodotti e a molte più nazioni", ha sottolineato von der Leyen con preoccupazione.

Nonostante la volontà dell’UE di cercare un compromesso attraverso il dialogo, la strategia delineata dai 27 Stati membri prevede anche la possibilità di adottare misure di ritorsione nel caso in cui le trattative non producano risultati.

"Se Trump colpisce i beni europei, noi dobbiamo concentrare la nostra risposta sui servizi americani – ha dichiarato Manfred Weber, leader del Partito Popolare Europeo – I colossi digitali statunitensi pagano pochissimo per l’uso delle infrastrutture europee. Questo è un ambito in cui possiamo reagire in modo efficace".

Verso nuovi mercati

Von der Leyen ha ribadito che il flusso commerciale tra l’UE e gli Stati Uniti è attualmente ben bilanciato, affermando la volontà di lavorare con Washington per garantire un commercio equo e stabile. Allo stesso tempo, ha evidenziato che l’Europa dispone di molte leve per rispondere, che spaziano dal commercio alla tecnologia fino alla diversificazione delle relazioni economiche con altri Paesi.

Per questo motivo, Bruxelles sta accelerando i negoziati con nuove potenze economiche. L’Unione Europea punta a concludere un accordo di libero scambio con l’India entro la fine dell’anno e a rafforzare le relazioni commerciali con Indonesia e Thailandia. Inoltre, von der Leyen e il presidente del Consiglio Europeo, António Costa, parteciperanno al primo vertice UE-Asia Centrale a Samarcanda, nel tentativo di consolidare alleanze strategiche in un momento di forte instabilità globale.

"Quando la fiducia nelle istituzioni multilaterali è sotto pressione e l’incertezza domina gli scenari economici internazionali, l’Unione Europea si conferma un partner stabile e affidabile" – ha dichiarato Costa nel suo intervento al Parlamento Europeo – "Un mondo multipolare non deve necessariamente tradursi in una competizione sfrenata. Al contrario, può aprire nuove opportunità strategiche di collaborazione che l’Europa deve essere pronta a cogliere".

Von der Leyen ha inoltre anticipato che il vicepresidente della Commissione Europea, Stéphane Séjourné, presenterà il mese prossimo un nuovo piano per promuovere l’innovazione all’interno del mercato europeo, con l’obiettivo di rafforzare la competitività dell’UE in settori chiave come la tecnologia e l’intelligenza artificiale.

L'incertezza della strategia americana

Nelle ultime ore, Trump ha ribadito che le nuove tariffe saranno "molto più basse" rispetto a quelle applicate dagli altri Stati agli Stati Uniti, ma l’annuncio ha già avuto effetti destabilizzanti sui mercati finanziari.

Vigilia dei dazi Usa, Von der Leyen: "Vogliamo negoziare, ma pronti a ritorsioni". Trump tira dritto: "Sarò gentile"
Donald Trump

"Saremo molto gentili" – ha dichiarato Trump dalla Casa Bianca – "Molti Paesi si sono approfittati di noi, ma noi saremo molto più generosi nei loro confronti rispetto a quello che loro hanno fatto a noi".

Tuttavia, all’interno della stessa amministrazione americana non sembra esserci una linea chiara su come procedere. Sei settimane fa, il presidente aveva annunciato l’introduzione di dazi reciproci, ma negli ultimi giorni ha lasciato intendere la possibilità di concedere esenzioni ad alcuni Paesi.

Venerdì scorso Trump ha aperto alla possibilità di negoziati bilaterali per modulare l’impatto delle tariffe, ma nel fine settimana ha cambiato nuovamente tono. In un’intervista a NBC, ha affermato di non essere preoccupato per un eventuale aumento dei prezzi delle auto importate, sulle quali scatterà un dazio del 25% a partire dal 3 aprile. Inoltre, ha precisato che gli Stati Uniti tratteranno solo con quei Paesi disposti a "offrire qualcosa di valore" in cambio.

Domenica, al ritorno da Mar-a-Lago, il presidente ha dichiarato che i nuovi dazi interesseranno tutti i Paesi, smentendo così le affermazioni del segretario al Tesoro Scott Bessent, il quale aveva inizialmente parlato di dazi mirati contro i 15 Paesi con i maggiori squilibri commerciali rispetto agli Stati Uniti.

L'incontro con Elkann

Nella giornata di ieri, il presidente di Stellantis John Elkann ha incontrato il tycoon alla Casa Bianca. Come riportato dai media Usa, nel corso dell'incontro Trump ha dichiarato di voler ripristinare standard meno rigidi sulle emissioni delle auto. Il rampollo della dinastia Agnelli era presente in qualità di responsabile di uno dei maggiori produttori automobilistici degli Usa, con l'obiettivo di proseguire il dialogo con il presidente e la sua amministrazione in questo momento cruciale per il futuro dell'industria automobilistica statunitense.

Fra i temi dell'incontro la competitività del sistema automotive nordamericano, su cui Elkann si era espresso la scorsa settimana in una call con gli analisti, oltre all'accessibilità economica dei prodotti fabbricati negli Stati Uniti e per le implicazioni sulla domanda. Gli Usa rivestono particolare importanza per Stellantis: negli States, Stellantis impiega circa 75.000 dipendenti, per un fatturato annuo di circa 63,5 miliardi di euro e consegne pari a circa 1,4 milioni di veicoli. E' evidente che, numeri alla mano, alle parti convenga trovare un territorio comune. 

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