FI a Lega: "Se qualcuno vuol far cadere il Governo se ne prenda la responsabilità". Azione al Pd: "Noi al centro contro i putiniani"
Tensioni all'interno della maggioranza. Ma anche nel Centrosinistra non si scherza...

Le tensioni all'interno della maggioranza di governo tra Forza Italia e la Lega continuano a crescere con scontri verbali sempre più accesi, in particolare sul tema della politica estera e sul piano di riarmo proposto dall'Unione Europea.
L'ultimo capitolo di questa lotta politica si è consumato lunedì 31 marzo 2025 quando il portavoce di FI Raffaele Nevi ha parlato senza mezzi termini di una possibile crisi di governo. Nel frattempo, Azione di Calenda si avvicina al partito di Meloni.
Ancora bagarre tra Forza Italia e Lega
In un'intervista a "L’aria che tira" su La7, Nevi ha messo in chiaro la posizione del partito di Tajani andando ancora una volta contro la Lega.

“Noi stiamo bene con il centrodestra. Abbiamo un programma comune, scritto e votato dagli elettori, su quello andiamo avanti. Se qualcuno decide di cambiare linea, ritirarsi o far cadere il governo, se ne assumerà le sue responsabilità”.
Le parole di Nevi arrivano a seguito delle dichiarazioni del leader della Lega Matteo Salvini che aveva annunciato domenica la volontà di chiedere alla Commissione Europea una revisione del progetto di riarmo europeo.
Dall'altro lato, Antonio Tajani, volto di Forza Italia, aveva espressamente criticato la proposta sottolineando che "in Europa non c'è bisogno di sfasciacarrozze".
Le critiche di Borghi a FI
Questo scambio di dichiarazioni non è però solo frutto di divergenze tra i vicepremier. Il senatore leghista Claudio Borghi, ad esempio, ha accusato Forza Italia di essere troppo allineata con le posizioni della presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen ricordando che anche Silvio Berlusconi criticava l'Unione Europea.
Borghi ha anche sottolineato la posizione della Lega che si oppone al riarmo e preferisce trattare direttamente con gli Stati Uniti per proteggere gli interessi economici italiani, in particolare le esportazioni.
Azione si avvicina a FdI
Nel frattempo, un altro fronte si sta aprendo nel centrodestra italiano. A margine del congresso del partito di Carlo Calenda, Azione, è emerso un avvicinamento sempre più evidente con Fratelli d'Italia.
Sabato 29 marzo, Giorgia Meloni ha partecipato come ospite d'onore al congresso di Azione, e questo avvicinamento potrebbe ora portare alla nascita di una nuova alleanza elettorale per le elezioni regionali nelle Marche.
Il governatore di FdI Francesco Acquaroli si prepara a difendere la sua poltrona contro Matteo Ricci del Pd. Ricci sarebbe stato un candidato ideale anche per Calenda che invece potrebbe sostenere a sorpresa l'esponente di centro-destra.

Scontro tra Schlein e Calenda
L'intesa tra Azione e FdI non è ovviamente priva di critiche. La segretaria del Partito Democratico Elly Schlein ha duramente contestato il leader di Azione, invitandolo a fare chiarezza sulla sua posizione politica.

“Decida lui da che parte stare, non si può essere con un piede in due scarpe”, ha dichiarato Schlein ieri in un'intervista a Tagadà.
La risposta di Calenda non si è fatta attendere e sui social ha attaccato Schlein, ribadendo la posizione di Azione come forza di centro, non populista e contraria ai putiniani.
“Non andiamo dietro ai populisti filo-putiniani e non ci asteniamo quando si tratta di Ucraina, riarmo europeo e difesa”, ha tuonato Calenda, chiudendo definitivamente la porta al campo largo.
Il post del leader di Azione:
Cara Schlein, noi stiamo al centro dove ci hanno messo gli elettori. Non andiamo dietro ai populisti filo putiniani e non ci asteniamo quando si tratta di Ucraina, riarmo europeo e difesa. Il resto è fuffa. pic.twitter.com/crY5xjgcGu
— Carlo Calenda (@CarloCalenda) March 31, 2025