Nuove frizioni fra Lega e FI: Salvini coi "patrioti" contro il riarmo, Tajani gli dà dello "sfasciacarrozze"
E la premier Meloni rilancia la difesa europea schernendo chi spera in una "grande comunità hippie demilitarizzata"

Le tensioni all'interno della coalizione di governo si fanno ancora evidenti con le divergenze sulla politica estera e sulla difesa europea che alimentano il dibattito tra Lega e Forza Italia.
In questa frattura, si aggiungono le ultime dichiarazioni dei vice presidenti Matteo Salvini e Antonio Tajani che si trovano su fronti opposti riguardo al riarmo.
Salvini con i Patrioti contro il riarmo
Il segretario della Lega Matteo Salvini non sembra intenzionato a cedere sulla sua linea di politica estera e difesa. In particolare, continua fermamente a opporsi al progetto europeo di riarmo, che prevede un investimento di 800 miliardi di euro.
Il ministro dei trasporti ha dichiarato che la Lega è pronta a lanciare una proposta ai Patrioti, gruppo europeo di estrema destra fondato dal presidente ungherese Orbán che unisce Salvini e Le Pen, per chiedere alla presidente della Commissione Europea Ursula Von der Leyen di rivedere il piano che giudica come una spesa inutile.

Secondo il leader del Carroccio, le priorità del governo italiano dovrebbero essere altre: ospedali, scuole, stipendi, e sicurezza degli italiani. Il suo messaggio è chiaro, la Lega non è disposta a finanziare eserciti europei.
In particolare, ha rilanciato i risultati di un sondaggio che evidenzierebbe il disinteresse degli italiani verso il coinvolgimento diretto nelle guerre internazionali, citando i "94 italiani su 100" che si dichiarano contrari all'invio di truppe in Ucraina.
Tajani: "Non abbiamo bisogno di sfasciacarrozze"
La reazione del volto di Forza Italia Antonio Tajani, ministro degli Esteri, non si è fatta attendere. In una dichiarazione che sa di sfida, Tajani ha attaccato Salvini e ha ribadito la posizione del partito, che vede nell'Europa la sola via percorribile.

"Abbiamo bisogno di costruire, non di sfasciacarrozze", ha dichiarato.
Il vicepremier sostiene che che il suo partito sia "leale con il governo", ma non intende rinunciare alle proprie idee, specialmente in ambito europeo.
Meloni rilancia la difesa europea
La presidente Giorgia Meloni, leader di Fratelli d’Italia, ha rilanciato nel frattempo le ragioni della difesa europea, sostenendo che la militarizzazione dell'Europa sia necessaria per scongiurare future crisi.
In un discorso a Napoli, la premier ha ironizzato su chi spera in una "grande comunità hippie demilitarizzata" in Europa, sottolineando che la difesa collettiva è cruciale per proteggere l'Occidente.
Arianna Meloni, vicecapogruppo di FdI e sorella di Giorgia, ha fatto eco a questa posizione, mettendo in guardia contro chi non vuole investire nella sicurezza comune. Maurizio Lupi, di Noi Moderati, ha dato il suo appoggio a questa linea.
Anche il Centrodestra è diviso
L'ennesimo capitolo di questa coalizione instabile è arrivato con la recente approvazione della riforma dello ius sanguinis, proposta da Tajani, che ha sollevato nuove polemiche.
Mentre Forza Italia difende la misura, sottolineando la necessità di fermare le "truffe" legate alla cittadinanza, la Lega e Noi Moderati hanno chiesto modifiche in Parlamento.
Nonostante le dichiarazioni rassicuranti di Giovanni Donzelli, responsabile dell'organizzazione di Fratelli d’Italia, che ha insistito sulla compattezza della coalizione, le divergenze tra Lega e Forza Italia sembrano destinare il centrodestra a un periodo di continua instabilità.