Treviglio, la consigliera di FdI: "Se una donna eletta è incinta è giusto che si dimetta". Il partito la scarica: "Non rappresenta l'agenda Meloni"
L'esponente di Fratelli d'Italia si scusa: "Parole fraintese". Ma anche dalla sede romana del partito piovono commenti negativi
"La presenza fisica è imprescindibile, la vera forma di rispetto per chi partecipa e nei confronti di chi ci ha votato è quella di dimettersi e lasciare posto a chi ha la possibilità di dedicarsi pienamente senza trovare mezze misure".
Così la consigliera comunale di Treviglio (Bergamo) Silvia Colombo, esponente di Fratelli d'Italia, si era espressa martedì sera, 25 febbraio 2025, in Aula rispondendo a una richiesta della collega del Pd Matilde Tura che in un ordine del giorno chiedeva la possibilità di modificare il regolamento del Consiglio comunale cittadino per permettere alle consigliere in gravidanza di partecipare a dibattiti e votazioni anche "da remoto", con gli stessi strumenti (a costo zero) utilizzati ad esempio durante la pandemia.
Un'uscita quantomeno infelice - soprattutto perché pronunciata da una donna - che ha rapidamente fatto il giro d'Italia, suscitando condanna unanime, anche all'interno dello stesso partito della consigliera Colombo.
"Consigliera incinta? Meglio dimettersi"
Queste le parole di Colombo:
"Tutti possono avere degli imprevisti e se si salta un Consiglio non succede niente - ha esordito Colombo - A noi viene dato annualmente il calendario delle sedute, quindi sappiamo già quando saremo impegnati. E’ ovvio che nella vita ci sono delle priorità e se uno ricopre la carica di consigliere comunale al primo posto deve metterci la partecipazione. Poi nella vita capitano cose belle come la nascita di un figlio o cambiare lavoro, o anche cose brutte come una malattia. Allora forse bisogna riguardare le proprie priorità.
"La partecipazione alla vita del Consiglio comunale può diventare secondaria, ma a quel punto la vera forma di rispetto per chi partecipa e nei confronti di chi ci ha votato è quella di dimettersi e lasciare posto a chi ha la possibilità di dedicarsi pienamente senza trovare mezze misure, come quella di arrivare spesso in grande ritardo".
"La presenza fisica è imprescindibile e quella remoto non può sostituirla.Qualcuna ha portato il proprio figlio alla conferenza capigruppo, ci sono stati anche europarlamentari che hanno portato i figli in Aula. Abbiamo fatto dei passi avanti ma con il remoto torniamo indietro. Se non siamo in grado di ritagliarci due ore al mese dovremmo riflettere".
Un'uscita che - come si può vedere nel fermo immagine dello streaming del Consiglio - ha fatto letteralmente strabuzzare gli occhi a Tura.

Le reazioni: anche Fratelli d'Italia contro Colombo
Inevitabile che le parole di Colombo siano finite al centro della bufera, con le polemiche che sono arrivate sino a Roma, dove Maddalena Morgante, responsabile del Dipartimento famiglia e valori non negoziabili di Fratelli d'Italia.
"Prendiamo le distanze delle parole del consigliere di Treviglio, poiché non rappresentano la linea di Fratelli d'Italia e appaiono in netto contrasto con l'agenda del Governo Meloni, che vede nella tutela della famiglia e della maternità una priorità assoluta".

Sulla stessa linea anche Andrea Tremaglia, deputato bergamasco di Fratelli d’Italia e coordinatore provinciale del partito.

“Le sue parole, pronunciate con leggerezza, non rappresentano la linea del partito. Fratelli d’Italia ha da sempre una visione chiara e netta: per noi è prioritario coniugare e tutelare le legittime aspirazioni professionali di ogni donna con il desiderio di diventare madre”.
Intanto, come racconta Prima Treviglio, sui social l'hashtag #treviglio si è popolato di prese di posizione tutte decisamente critiche nei confronti della consigliera trevigliese e della maggioranza che ha bocciato la proposta dell'opposizione, e con un clamoroso effetto boomerang nei Consigli comunali di diverse grandi città di centrosinistra la proposta di modifica del regolamento in favore delle donne in gravidanza o nei primi mesi di maternità è tornata di colpo d'attualità. A Bergamo il Pd presenterà (dalla maggioranza) un ordine del giorno analogo.
Da Milano, in Regione il capogruppo Pd Pierfrancesco Majorino si chiede ironico: "Mi piacerebbe sapere il parere di Giorgia Meloni". Mentre dal Movimento Cinque Stelle Paola Pizzighini tuona contro le parole "terrificanti" di Silvia Colombo: "Fratelli d'Italia ci riporta indietro di cinquant'anni". Nel pomeriggio si era espresso anche Davide Casati, consigliere regionale bergamasco al Pirellone.
Colombo: "Le mie parole fraintese"
Dopo la bufera, Colombo ha poi chiesto scusa, parlando di "parole fraintese" (stiamo parlando però di un testo scritto e preparato dalla stessa consigliera, che lo ha letto in aula, difficilmente interpretabile in maniera differente).
"Mi dispiace se le mie parole sono state fraintese e mi scuso se hanno causato dispiacere a qualcuno, in particolare alle donne".
Lo stesso sindaco di Treviglio Juri Imeri (Lega), che in un primo momento aveva dichiarato che anche in altre città (citando Bergamo) non c'è la possibilità di partecipare ai Consigli da remoto, ha poi corretto il tiro della "sua" consigliera di maggioranza in una dichiarazione a SkyTg24.
"Io non posso condividere l'associazione maternità o malattia uguale dimissioni. E non la condivide nemmeno la mia Giunta. Ma la discussione era più ampia" ha spiegato.
Da Roma la solidarietà dell'Assemblea Capitolina
Persino dalla Capitale, la presidente dell'Assemblea Capitolina Svetlana Celli ha detto in una nota all'Ansa di provare "sdegno" per le parole "contro la coesistenza di maternità ed esercizio del proprio ruolo di rappresentanza politica". "Ancora oggi non è possibile che donne, mamme e lavoratrici debbano sentirsi discriminate. E per di più che tutto questo provenga da un'altra donna è inaccettabile".
"Invito la maggioranza di centrodestra di Treviglio, che ha bocciato la mozione con cui il Pd chiedeva la possibilità per le donne in gravidanza a rischio e neogenitori di partecipare al consiglio comunale da remoto, ad assistere ad una seduta dell’Assemblea capitolina, che già da tempo ha attivato numerose iniziative per permettere la partecipazione alla vita democratica del Consiglio anche alle consigliere mamme e ai consiglieri papà - continua Celli - A Roma c’è stata una visione e una norma soprattutto di buon senso, affinché nessuno debba rinunciare ad essere genitore ed espletare il proprio mandato. Abbiamo voluto fare la differenza, con il punto allattamento in Campidoglio, con la possibilità di presenziare all’Assemblea da remoto con figli fino al primo anno di età, e con la delibera già approvata per istituire punti allattamento e fasciatoio in tutti gli uffici pubblici.