ANCORA CON IL FIATO SOSPESO

Nuovo raid aereo con bombe su Gaza, ultimatum di Israele

Israele sostiene che nelle strutture ospedaliere si nascondano basi di Hamas, ma ha appena smentito di aver ordinato l'evacuazionee

Nuovo raid aereo con bombe su Gaza, ultimatum di Israele
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Un nuovo raid aereo su Gaza, con bombe, morti e un nuovo ultimatum.

Israele ha infatti dato un'ora di tempo a medici, pazienti e sfollati per evacuare il complesso medico di Al-Shifa a Gaza. I militari israeliani hanno usato gli altoparlanti per sollecitare l'evacuazione.

E' stato chiesto di dare istruzioni per garantire "l'evacuazione dei pazienti, dei feriti, degli sfollati e del personale medico".

Nuovo raid su Gaza, il perché

L'esercito israeliano sostiene che la struttura nasconda un centro di comando di Hamas e costituisca quindi un obiettivo militare.

Tanto che nei giorni scorsi le truppe hanno circondato l'ospedale e provveduto a incursioni negli edifici, sostenendo di aver scoperto armi e un tunnel utilizzati da Hamas.

I morti nell'ultimo attacco sarebbero 26, mentre 23 sarebbero i feriti in gravi condizioni.

Il bilancio dopo 43 giorni di guerra

Intanto Hamas proprio in queste ore ha aggiornato il bilancio delle vittime di 43 giorni di guerra: sarebbero oltre 16mila i palestinesi rimasti uccisi negli attacchi di Israele.

Il report tiene conto anche delle 3.750 persone che mancano all'appello e che si ritiene siano rimaste sepolte sotto le macerie.

Rilascio ostaggi chiave per pausa del conflitto

Intanto, il principale consigliere della Casa Bianca per il Medio Oriente, Brett McGurk, ha dichiarato che allo stato attuale "il rilascio degli ostaggi è la strada per una pausa nei combattimenti" nella Striscia di Gaza.

Nel suo intervento all'Iiss Manama Dialogue in corso in Barhein, McGurk ha infatti spiegato che "per fermare i combattimenti, occorre liberare gli ostaggi, le donne, i bambini, i neonati".

Il diplomatico americano ha anche aggiunto che questo onere spetta ad Hamas.

Cessazione conflitto e creazione Stato palestinese

Resta il fatto che dopo 43 giorni di sangue, orrore, violenza e bombardamenti, tutti il mondo continua a rimanere con il fiato sospeso.

Anche per questo motivo, il coordinatore del Consiglio di sicurezza nazionale per Medio Oriente e Nord Africa ha sottolineato che "non esiste una via d'uscita duratura dall'ondata di sangue e violenza se non quella che porta a un Israele totalmente sicuro e alla creazione di uno Stato palestinese".

Israele smentisce l'evacuazione dell'ospedale

Nel frattempo, però, a metà mattinata di oggi, sabato 18 novembre, è arrivata da Israele, attraverso il portavoce militare, la smentita di aver ordinato l'evacuazione dell'ospedale:

"L'esercito israeliano non ha ordinato in nessun momento l'evacuazione dei pazienti o dei medici" dall'ospedale Shifa. Un richiesta del direttore dello Shifa per consentire ad altri abitanti di Gaza che erano in ospedale e che vorrebbero evacuare, di farlo attraverso un percorso sicuro. Il personale medico rimarrà in ospedale per assistere i pazienti che non possono evacuare".

 

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